CORONAVIRUS: PARRUTI, ”IN ABRUZZO PREVISTI FINO A 3 MILA CASI”

25 Marzo 2020 20:58

PESCARA – “Dobbiamo essere preparati ad arrivare tra i duemila e i tremila casi, sperando che l'isolamento sociale ci consenta di ridurre al minimo la diffusione. Si prevede una fase di ulteriore espansione che ci terrà impegnati: sono convinto che fino alla fine di aprile non avremo sostanziali variazioni della nostra attività”.

Lo afferma il direttore dell'Unità operativa complessa di Malattie infettive dell'ospedale di Pescara, Giustino Parruti, della task force della Regione Abruzzo.

“Siamo in una fase pandemica, che per la nostra realtà locale è epidemica – aggiunge – Quando questa fase sarà finita potrebbe instaurarsene una endemo-epidemica, cioè potremmo aver risolto la maggioranza dei focolai, ma potremmo trovarci ancora a dover fronteggiare piccole o grandi insorgenze del virus. Anche in questa fase ci vorrà una grande organizzazione e sarà importante il mantenimento dell'efficienza delle unità operative integrate di Malattie infettive. E' difficile pensare che non ci sia qualche contagio di ritorno; allora lì sarà decisivo che i focolai esistenti siano stati spenti in modo efficiente”.





In Abruzzo, secondo l'infettivologo, ci sono stati dei “fenomeni convergenti”: il fatto che la zona vestina sia “caratterizzata da un intenso interscambio economico e culturale con la Lombardia”; la cosiddetta “semina lombarda” da parte di chi “è rientrato, dichiarandolo o non dichiarandolo”; le settimane bianche di febbraio, con “il periodo di carnevale” che “ci ha dato una mazzata terribile”, in quanto “operatori sanitari, tra gli altri, e tante persone sono tornate infette”.

“Questi fenomeni – conclude Parruti – hanno creato numerosi microfocolai, tutti oramai praticamente autoctoni”.

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