CORONAVIRUS, PEZZOPANE: “ASL1 IN AFFANNO, CHIEDIAMO FATTI CONCRETI E RISPOSTE”

8 Novembre 2020 15:20

L’AQUILA – “Basta con le chiacchiere al vento. Vogliamo sapere perché i pazienti non vengono ricoverati nell’ospedale di Pescara. Sono stati spesi 13 milioni per una struttura che ora non ospita pazienti. Quando, nel corso della prima ondata, è scoppiata l’emergenza a Pescara il presidente Marco Marsilio ha subito realizzato il nosocomio e quando gli abbiamo chiesto il perché, ha sempre risposto che a Pescara c’era una situazione di emergenza. Adesso l’emergenza è in provincia dell’Aquila, ma si vuole fare qualcosa? Abbiamo la sensazione che della drammaticità vissuta in queste settimane nell’Aquilano non ci sia reale consapevolezza. Siamo in area gialla, ma se abbiamo intenzione di conservare questo status o riuscire a diventare area verde, bisogna subito prendere seri provvedimenti”.

Sono le parole della deputata del Pd Stefania Pezzopane, questa mattina davanti all’ospedale San Salvatore dell’Aquila in rappresentanza di tutto il partito, per “vedere la situazione sollecitata da medici e pazienti” e chiedere alle istituzioni regionali di “intervenire il prima possibile”.

Aumentare il numero dei tamponi per incrementare il lavoro di tracciamento, assumere nuovo personale sanitario e potenziare le Usca, le soluzioni migliori per affrontare l’emergenza nell’Aquilano secondo la Pezzopane, che per quanto riguarda la questione dell’ospedale di Pescara annuncia l’imminente avvio di un’interrogazione.

“I tamponi devono essere almeno 2mila al giorno – dice -. Se in questa provincia arrivassimo a questa soglia sarebbe più facile il tracciamento e sarebbe possibile per tutti i positivi andare in isolamento o autoisolamento e bloccare il contagio. Le Usca che vanno potenziate, soprattutto perché ci sono casi eclatanti di anziani affetti da covid che, nonostante gli standard di patologie molto elevati, non possono ancora essere ricoverati per mancanza di posti. Ci servono nuove assunzioni di personale medico e sanitario e non un ospedale in tenda, come ha proposto il sindaco Pierluigi Biondi. Ma perché non aprono il delta 7? Già a maggio si è detto che sarebbe stato aperto, ma non è stato così. Solo adesso è stato fatto qualcosa, ma è ancora insufficiente e l’ospedale è saturo. Nonostante l’assessore Guido Liris, abbia addirittura affermato in un’intervista per Il Centro che i pazienti di Avezzano dovranno essere ricoverati all’Aquila”.

Secondo la deputata del Pd, piuttosto, adesso è necessario “spendere più soldi” per potenziare al massimo la sanità locale.

“Il manager la smetta di pensare al suo incarico e a sanare il bilancio, perché non è questo il momento. Piuttosto – aggiunge – è il momento in cui bisogna fare cose utili e necessarie per salvare vite. Le persona continuano a soffrire, alcune purtroppo a morire e invece qui si continua solo a contestare l’operato del Governo. Lo hanno fatto sia il governatore Marsilio che il sindaco Biondi che però non prendono alcun provvedimento. Almeno facessero quello che devono fare. Addirittura, il presidente della Regione parla di procedure lente ogni volta che gli si propone qualcosa da fare, ma come mai, per l’appalto di 10 milioni per l’ospedale di Pescara, ha impiegato solo 5 giorni? Come mai, invece, per le assunzioni del personale non bastano 6 mesi?”.

“Senza contare – prosegue Pezzopane – la mancata disponibilità di dispositivi di protezione da parte delle strutture ospedaliere. Se il reparto di malattie infettive continua ad averli è solo grazie a una donazione. Addirittura nelle farmacie mancano ossigeno e il vaccino antinfluenzale. Come mai in regioni come il Lazio è disponibile e in Abruzzo no? Eppure, in entrambe le regioni la situazione è la stessa e a entrambe le regioni sono stati assegnati gli stessi soldi. Abbiamo già chiesto di commissariare la gestione del covid in questa Asl, perché non lo fanno? Si stanno assumendo una doppia responsabilità: la prima è quella di non aver fatto niente, la seconda è quella di non prendere provvedimenti”.

“Sono costantemente raggiunta per telefono e sui social dalla disperazione di famiglie e medici sulla situazione dell’epidemia covid nella nostra Provincia, in particolare le sollecitazioni vengono dal comprensorio Aquilano e nella Marsica. Sento dentro di me una profonda indignazione, una rabbia, ma dove sono i politici della destra aquilana? Ora non vengono qui a fare passerelle?  Quelli che hanno nominato il direttore Testa e che hanno fatto votare per Marsilio in regione. Dove sono finiti?  Ho incontrato medici stamattina che operano in ospedale e che preferiscono mantenere l’anonimato per paura di ritorsioni. I cittadini  mi raccontano quello che stanno passando, come sono morti i loro cari, l’angoscia dell’attesa del ricovero”, ha inoltre aggiunto la deputata dopo aver incontrato privatamente medici, ospedale sanitario e familiari dei malati.

“Come di fatto è emerso nel consiglio comunale aperto, al di là della generosità ed impegno di tutti gli operatori, che anche questa mattina voglio ringraziare con tutto il cuore per il loro impegno, la situazione è ormai fuori controllo – ha proseguito -. Nonostante gli allarmi già lanciati dal Pd, i consigli dati, le proposte messe in campo sembra essere in un film dell’orrore. Regione e Asl stanno provando tardivamente ed in maniera confusa  a contrastare il virus con gli ospedali : si sta facendo  lo stesso tragico errore fatto a marzo nel nord. Ma come si può contrastare con gli ospedali se i nostri nosocomi sono al collasso, con pazienti nelle tende o nelle ambulanze in attesa di una visita e del ricovero? Ma non si sono accorti che i medici ed il personale sono allo stremo delle forze? Aumentano i morti in Abruzzo, ed anche i ricoveri in ospedale. Mentre la medicina del territorio continua ad essere abbandonata”.

Perché essere nella zona gialla, non è, a detta della stessa Pezzopane, “un gallone da esporre come merito”.

“Bisogna avere obiettivo di rimanere in area gialla e con i livelli di marzo ed aprile, saremmo  potuti essere un territorio in area verde, se non si fosse mollata la presa questa estate, tra feste, bagordi, birrette in discoteca e soprattutto la assoluta incapacità di non aver preparato il territorio alla annunciata seconda ondata. Ricordo quando a maggio il sindaco dell’Aquila volle i tamponi per i lavoratori della ricostruzione. E poi? Più nulla, l’unico problema era creare allarme su chi veniva da fuori città ed intanto i virus entrava  nelle nostre famiglie ed ora sembra non voler più andare via. Ci vogliono provvedimenti seri, li chiediamo, li pretendiamo. Ribadendo sempre la nostra disponibilità a lavorare per salvare la nostra città e la nostra Provincia. Lavorare insieme si, ma essere complici di questo disastro no. Chiediamo risposte e fatti concreti”.

“Sono costantemente raggiunta per telefono e sui social dalla disperazione di famiglie e medici sulla situazione dell’epidemia covid nella nostra Provincia, in particolare le sollecitazioni vengono dal comprensorio Aquilano e nella Marsica. Sento dentro di me una profonda indignazione, una rabbia, ma dove sono i politici della destra aquilana? Ora non vengono qui a fare passerelle?  Quelli che hanno nominato il direttore Testa e che hanno fatto votare per Marsilio in regione. Dove sono finiti?  Ho incontrato medici stamattina che operano in ospedale e che preferiscono mantenere l’anonimato per paura di ritorsioni. I cittadini  mi raccontano quello che stanno passando, come sono morti i loro cari, l’angoscia dell’attesa del ricovero”, ha inoltre detto Pezzopane dopo aver incontrato privatamente medici, ospedale sanitario e familiari dei malati.

“Come di fatto è emerso nel consiglio comunale aperto, al di là della generosità ed impegno di tutti gli operatori, che anche questa mattina voglio ringraziare con tutto il cuore per il loro impegno, la situazione è ormai fuori controllo”.




“Nonostante gli allarmi già lanciati dal Pd, i consigli dati, le proposte messe in campo sembra essere in un film dell’orrore. Regione e Asl stanno provando tardivamente ed in maniera confusa  a contrastare il virus con gli ospedali – ha aggiunto – : si sta facendo  lo stesso tragico errore fatto a marzo nel nord. Ma come si può contrastare con gli ospedali se i nostri nosocomi sono al collasso, con pazienti nelle tende o nelle ambulanze in attesa di una visita e del ricovero? Ma non si sono accorti che i medici ed il personale sono allo stremo delle forze? Aumentano i morti in Abruzzo, ed anche i ricoveri in ospedale. Mentre la medicina del territorio continua ad essere abbandonata”.

Essere nella zona gialla, non è, a detta della stessa Stefania Pezzopane, “un gallone da esporre come merito”.

“Bisogna avere obiettivo di rimanere in area gialla e con i livelli di marzo ed aprile, saremmo  potuti essere un territorio in area verde, se non si fosse mollata la presa questa estate, tra feste, bagordi, birrette in discoteca e soprattutto la assoluta incapacità di non aver preparato il territorio alla annunciata seconda ondata – ha sottolineato -. Ricordo quando a maggio il sindaco dell’Aquila volle i tamponi per i lavoratori della ricostruzione. E poi? Più nulla, l’unico problema era creare allarme su chi veniva da fuori città ed intanto i virus entrava  nelle nostre famiglie ed ora sembra non voler più andare via. Ci vogliono provvedimenti seri, li chiediamo, li pretendiamo. Ribadendo sempre la nostra disponibilità a lavorare per salvare la nostra città e la nostra Provincia. Lavorare insieme si, ma essere complici di questo disastro no. Chiediamo risposte e fatti concreti”.

LE RICHIESTE DI STEFANIA PEZZOPANE AI VERTICI REGIONALI

– Che vengano attivati i letti covid del neonato ospedale covid di Pescara, nato per fronteggiare queste situazioni, aprire immediatamente tutti i posti per ricoverare dignitosamente chi ha bisogno. Lo stato ci ha speso 13 milioni di euro per quella struttura e vedere i malati nelle tende fa veramente arrabbiare;

– che da subito, anche verificando la disponibilità dell’università, si eseguano almeno 2000 tamponi al giorno solo nell’aquilano e Marsica, con referti al massimo entro le 36 ore;

– il potenziamento con almeno 40 unità totali degli addetti al contact center e comunque in numero pari ad esaurire in giornata tutti i tracciamenti. Potenziare subito gli addetti al numero verde. Non si possono avere 3000 chiamate in coda;

– il potenziamento, pari alle necessità, degli addetti alle Usca. A maggio il governo aveva stanziato un miliardo e 285 milioni per medicina territoriale e prevenzione, 61 milioni per le Usca;

– i tamponi per tutti i contatti dei positivi;

– che vengano spesi ora soldi e risorse per tutte queste necessità, basta con questa gestione falsamente austera, che aumenta gli stipendi ai direttori e non utilizza le risorse assegnate dal Governo per le vere necessità. Non ci interessano le prestazioni del direttore generale, se per raggiungere i suoi standard, i malati passano ore in tenda senza servizi, al freddo per pietre un ricovero. Qui si perde la vita, la salute e la dignità;

– alla Prefetta Cinzia Torraco di far sì che il presidente del comitato ristretto dei sindaci Biondi richieda ufficialmente alla regione ed alla asl, l’Rt della provincia dell’Aquila, del Comune dell’Aquila e della Marsica;

– alla Regione di commissariare la gestione Covid nella Asl 1, se non si fa nemmeno questo , chiederemo il totale commissariamento della Asl.

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