CORONAVIRUS: RICONSEGNATE AL SINDACO BIONDI LE CHIAVI DELLE ATTIVITA’ AQUILANE

29 Aprile 2020 10:06

L'AQUILA – Questa mattina, come in molte città italiane, i commercianti aquilani hanno riconsegnato al sindaco Pierluigi Biondi le chiavi delle proprie attività. 

Anche il capoluogo abruzzese ha abbracciato, infatti, l’iniziativa lanciata in campo nazionale dal Mio-Risorgiamo Italia: un grido d'aiuto corale che vuole richiamare l'attenzione dell’opinione pubblica e del governo sulla profonda crisi del comparto turistico, ricettivo e della ristorazione, a causa dell’emergenza coronavirus. 

La protesta “silenziosa” è iniziata ieri sera con le insegne accese e i locali illuminati, come un tempo, quando i clienti affollavano quelle che oggi sono sale deserte e oggi alle 9,30 i rappresentanti dell’associazione 'RistoratoriAq Vs Virus' e del Movimento Imprese Ospitalità, hanno incontrato il primo cittadino per consegnargli simbolicamente il futuro delle attività del territorio.

Così ristoratori e operatori turistici aquilani hanno lanciato il loro grido: In molti, ormai fermi da settimane, avevano sperato di poter ripartire il 4 maggio con l'avvio della Fase 2 ma, visto l'annunciata proroga delle chiusure, vedono il primo giugno sempre più lontano e cominciano a temere di non riaprire più.

“Decine di operatori e imprenditori stanno lanciando un accorato grido d’aiuto al Paese e alle sue istituzioni – spiegano in una nota – I nostri investimenti sono tutti nelle chiavi di un sogno che abbiamo costruito lentamente, con rischio e spirito di sacrificio. Ci hanno detto di tenere duro e di resistere. Ma, nonostante la nostra compattezza, l’abnegazione e il rispetto delle regole, oggi rischiamo di trovarci in ginocchio”.

Nei giorni scorsi il gruppo “Ristoratori Aq Vs Virus”, che conta circa 137 operatori, ha proposto una serie di misure a sostegno delle attività: “Chiediamo attenzione in primis al Comune dell’Aquila e ai comuni limitrofi, ma sappiamo che il nostro grido, insieme al grido di tutti i nostri colleghi abruzzesi e Italiani, dovrà raggiungere anche le amministrazioni regionali fino al Governo centrale, perché gli interventi adottati fino ad ora, a tutela della nostra categoria, sono inadeguati e non sufficienti a far fronte alla enorme difficoltà economica che ha iniziato a travolgerci”.




L'associazione di ristoratori ha avuto un colloquio in video conferenza con il primo cittadino Pierluigi Biondi, al quale hanno formulato una serie di richieste: in primis la possibilità di avere maggiori spazi esterni per pasticcerie, pizzerie, bar e ristoranti, accompagnata all’ipotesi di istituzione di una isola pedonale per chi opera all’interno del centro storico. E poi la possibilità di avere una sospensione dei tributi locali. 

Biondi ha ascoltato con grande attenzione e ha garantito l’impegno soprattutto per quanto riguarda la questione dei tributi, con un primo differimento a settembre della Tari.

È chiaro che il grosso si attende dai contributi che potranno essere erogati a fondo perduto sia dal governo che dalla Regione. 

Nel frattempo però si lavora a una ipotesi di ripartenza anche sulla base di possibili ordinanze che la Regione potrebbe emanare in contrasto con l’ultimo decreto emanato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

“Il grido di dolore degli operatori del comparto non può essere ignorato – ha detto Biondi – Il gesto della riconsegna delle chiavi è fortemente simbolico, ma carico anche di profondo malessere, visto che in quelle chiavi sono riposti i sogni, le sofferenze, gli investimenti e le speranze di decine di imprenditori e delle loro famiglie”. 

Anche il coordinatore della Lega Abruzzo, Luigi D’Eramo, deputato, ha sposato la causa: “È inaudito che il governo abbia deciso di congelare la ripartenza di questo comparto mettendo a rischio centinaia di imprese e di posti di lavoro, anche in territori come questo in cui il contenimento del contagio ha funzionato. Siamo convinti che si possa ripartire garantendo le condizioni di massima sicurezza”.

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