CORONAVIRUS, SILERI: “DOPO ESPERIENZA POLITICA ANDRO’ A LAVORARE CON ZANGRILLO”

27 Ottobre 2020 10:36

Italia: Abruzzo

L’AQUILA – “Il 25 marzo 2023, quando sarà finito tutto questo, mi troverà al San Raffaele di Milano, dove ho vinto un concorso del 2016”.

Il viceministro della Salute, intervistato su Libero da Pietro Senaldi, ha rivelato che a fine legislatura non intende proseguire l’esperienza politica. Ma tornerà a fare il suo lavoro nell’ospedale milanese dove nel 2016 ha vinto un concorso. Lì è primario di Anestesia e rianimazione il medico personale di Silvio Berlusconi, Zangrillo, che Sileri difende dalle critiche che l’anestesista ha ricevuto “da chi non ne capisce”.

“Gli scienziati – ha detto Sileri – hanno punti di vista personali differenti ma anche rivalità accese. Le parole di Zangrillo sono state strumentalizzate. Mi sembra che a volte molti miei colleghi in camice utilizzino la tv per sfide e scopi personali. Vado al San Raffaele di Milano perché è l’eccellenza in Italia”.

Quanto alle strategie in cui il governo sta affrontando la seconda ondata dell’epidemia, ha affermato di stare per “allargare il tavolo del Comitato Tecnico Scientifico e renderne più trasparenti le logiche e le modalità operative”.

“Mi pare doverosa la trasparenza di questi tempi: non si possono affidare a consulenti di nomina governativa decisioni fondamentali per tutto il Paese. In terapia intensiva ci sono ancora molti posti e la crescita dei ricoverati non è esponenziale. Il numero dei positivi è altissimo ma la maggior parte di loro non è malata: bisogna distinguere e non creare inutile terrorismo. Stiamo paralizzando un Paese in attesa di omologare i test salivari. Inconcepibile”, ha detto.

“La prima cosa da fare – propone il viceministro – è aumentare la capacità diagnostica. Dividiamo la popolazione in tre fasce: basso, medio e alto rischio. Usiamo il test rapido antigenico per coloro che sono a basso e medio rischio e sottoponiamo solo la terza fascia al tampone; così si riescono a mappare 400mila persone al giorno e non sprechiamo tamponi per soggetti che non essendo contatti stretti non sono a rischio elevato. È assurdo quello a cui stiamo assistendo, con migliaia di persone che prendono d’assalto i pronto soccorso per sintomi sovrapponibili a quello del Covid, oppure file interminabili per fare un tampone. Avere più offerta diagnostica più semplice del tampone e fruibile dai medici di medicina generale, nelle farmacie o nel privato e, perché no, anche negli studi dentistici aiuterebbe il sistema in toto”.

“Facciamo troppi tamponi alle persone sbagliate – dice Sileri -. Se io risulto positivo, si può fare il tampone ai miei assistenti, ma non a tutto il piano. Per gli altri basta un test antigenico rapido o salivare che costa un quinto e hai il risultato in un’ora anziché in cinque giorni. Con il Covid bisogna agire come con tutte le altre patologie”.

Commenti da Facebook
RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: