CORONAVIRUS, STRETTA DELLA REGIONE: SANZIONI PER ABBANDONO DELLE MASCHERINE

28 Maggio 2020 10:30

L’AQUILA – Evitare l'abbandono indisciplinato delle mascherine: con questo obiettivo è stata firmata, dal governatore Marco Marsilio, l'ordinanza numero 66 con la quale si impone ai Comuni abruzzesi di provvedere a rendere più incisive le “sanzioni da irrogare in violazione di disposizioni locali, adottando misure di controllo e sorveglianza da parte degli agenti di polizia locale ed emanando l'applicazione inasprita di sanzioni pecuniarie in base alle violazioni commesse”. 

L'obiettivo dell'atto è quello di informare la popolazione sul corretto smaltimento dei dispositivi di protezione utilizzati in questo periodo di emergenza coronavirus. Il rischio, infatti, è che l'uso comune e massiccio dei dispositivi possa diventare un problema anche ecologico.

La stima dice che in Abruzzo occorrono 20 milioni di mascherine al mese: per questo motivo la Regione è intervenuta per scoraggiare l'abbandono indiscriminato dei materiali. Per quanto riguarda invece le attività produttive, con una deroga alle norme, viene concessa la possibilità di “conferire al gestore del servizio pubblico nella frazione di rifiuti indifferenziati, previa raccolta degli stessi dispositivi all'interno di almeno due sacchetti, uno dentro l'altro, ben sigillati”.

D'altronde sul tema è arrivato un protocollo specifico dell'Istituto superiore di sanità. In caso di presenza dei contagi nelle attività economiche, dispone sempre il provvedimento, si applicano le stesse disposizioni delle utenze domiciliari.






La Regione ha motivato la decisione con uno studio del Politecnico di Torino, secondo cui fino a dicembre sarà utilizzato almeno un miliardo di mascherine al mese in Italia, quantificando la produzione complessiva di rifiuti fino alla fine dell'anno tra le 16.000 e le 440.000 tonnellate.

Se solo l'1% utilizzato in un mese venisse smaltito in maniera non corretta, dice l’ordinanza, si avrebbero ben 10 milioni di mascherine disperse in natura, 40.000 chilogrammi ogni 30 giorni.

Anche perché va considerato che la maggior parte delle mascherine chirurgiche è realizzata in materiali sintetici non biodegradabili che rappresentano un rischio sanitario e biologico. Nell’uso comune le mascherine vanno smaltite nei rifiuti indifferenziati possibilmente inserite in un ulteriore sacchetto. 

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