PER REPORT UNIVERSITA' CATTOLICA REGIONE HA SATURATO 150% DEI POSTI, SEGUONO PIEMONTE, MARCHE, CAMPANIA, TOSCANA E SARDEGNA; LA REPLICA DELL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SALUTE "ABBIAMO 123 POSTI LETTO E CAPACITA' DI RISPOSTA"; MARSILIO "OSPEDALI ABRUZZESI REGGONO"

COVID: ALTEMS, “TERAPIE INTENSIVE PIENE IN ABRUZZO”, MA VERI’ CONTESTA, “NESSUNA EMERGENZA”

16 Ottobre 2020 14:36

ROMA – Grazie al decreto 34/2020 sono aumentati in quasi tutte le Regioni i posti letto di Terapia intensiva (Ti): analizzando quanti di questi posti aggiuntivi sono già occupati da pazienti Covid si evidenzia che una Regione ha già esaurito questa capacità: l’Abruzzo, che ha saturato il 150% dei posti letto aggiuntivi implementati.

Lo evidenzia il report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma (Altems). ù

Le Ti, al momento, dunque, tengono grazie all’aumento dei posti letto, ma non è però aumentato il numero degli anestesisti.

A contestare le risultanze dello studio è però l’assessore alla Sanità abruzzese, la leghista Nicoletta Verì

“In Abruzzo, fortunatamente, non c’è alcuna saturazione del 150 per cento delle terapie intensive. Il sistema è perfettamente in equilibrio e sotto controllo: quel numero emerge semplicemente da una diversa prospettiva con cui sono stati analizzati i dati generali”, assicura.

Per lo studio invece, alla saturazione della capacità massima aggiuntiva Piemonte (83%), Marche (67%), Campania (66%), Toscana (65%) e Sardegna (63%). Le altre Regioni non presentano ad oggi particolari criticità, con tassi di saturazione lontani dal valore massimo.

Analizzando il tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva sui nuovi posti letto attivati post DL 34/2020, le Regioni con il tasso di saturazione più alto sono: Valle d’Aosta, Sardegna, Liguria e Campania.

In particolare, se si considera la dotazione di posti letto originaria, ovvero prima dei piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, il 30% dei posti letto di terapia intensiva in Valle D’Aosta, il 19,4% in Sardegna, il 19,3 in Liguria e il 18,2 Campania sono occupati da pazienti Covid-19. Le suddette percentuali scendono rispettivamente al 16,7%, 11,4%, 12,2% e 11,1% se si prende in considerazione la dotazione prevista in risposta al decreto 34/2020.

Il tasso di saturazione medio calcolato sull’intera penisola è del 10,5% se si considera la dotazione pre DL 34 e del 6,4% se, invece, si considerano i nuovi posti letto di TI, in aumento.

Per quanto riguarda poi l’incremento del tasso di saturazione dei posti letto di terapia intensiva rispetto all’aggiornamento della settimana precedente, le percentuali più alte si registrano in Valle d’Aosta (+11,1%), Abruzzo (+4,8%) e Lazio (+4,4%).

Non risultano regioni con decremento del numero di ricoverati in TI.

L’Abruzzo, che ha saturato il 150% dei posti letto aggiuntivi effettivamente implementati, sta ora utilizzando i posti letto di terapia intensiva in dotazione strutturale per rispondere alle esigenze dei malati Covid -19.





“Dobbiamo considerare che le attuali dotazioni di terapia intensiva (e il relativo personale) devono essere sufficienti per i pazienti Covid ma anche per quelli non Covid. Non possiamo immaginare di dedicare nuovamente una risorsa critica dell’Ssn alla pandemia: questo era giustificabile nell’emergenza a marzo, ora non sarebbe giustificabile perché andrebbe a ledere il diritto alla tutela della salute e quindi il rispetto dei Livelli essenziali di assitenza per tutti i cittadini”, sottolinea Americo Cicchetti, Ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Di altro avviso Verì.

“Attualmente l’Abruzzo – spiega l’assessore – ha una dotazione complessiva di 123 posti letto di terapia intensiva, che accolgono sia pazienti Covid, sia pazienti non Covid (ovviamente con idonee misure di isolamento). Della dotazione aggiuntiva da istituire per il Covid 19 (per la quale il Commissario Arcuri ha nominato soggetto attuatore il Presidente della Regione solo la scorsa settimana), ne risultano formalmente attivati 7 (ma in realtà ad oggi ne sono stati attivati ulteriori, modulabili secondo le esigenze). Poiché i pazienti positivi ricoverati in terapia intensiva sono 10, ecco come è stato ricavato il dato del 150 per cento di saturazione”.

“In realtà – continua l’assessore – c’è ancora piena capacità del nostro sistema ospedaliero sul fronte dei ricoveri in terapia intensiva e quindi i cittadini abruzzesi non devono allarmarsi. Nelle prossime settimane la struttura commissariale guidata dal Presidente della Regione avvierà tutte le procedure di legge per implementare ulteriormente il nostro sistema sanitario, così da essere pronti ad affrontare anche gli scenari peggiori che dovessero verificarsi”.

Verì ricostruisce inoltre il quadro sia dei posti letto già attivati, sia di quelli programmati e in fase di attivazione nella Regione.

“In questi giorni in cui in Abruzzo si registra un aumento del numero dei contagi, è doveroso fare chiarezza sulla situazione dei posti letto in terapia intensiva nella nostra regione, sottolinea,

Prima dell’emergenza Covid, la dotazione complessiva di posti letto in terapia intensiva in Abruzzo era pari a 123. Il piano di riordino della rete ospedaliera Covid, approvata dal Ministero lo scorso agosto, ha programmato l’implementazione dei posti letto in terapia intensiva, prevedendone l’incremento di ulteriori 66.

La scorsa settimana il Commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, ha delegato il Presidente della Regione Marco Marsilio quale soggetto attuatore degli interventi contenuti nel piano di riordino. Nel frattempo, però, la Regione aveva già predisposto l’attivazione di alcuni posti letto della dotazione aggiuntiva: ad oggi, dei 66 totali inseriti nella programmazione, ne risultano attivi già 28.

“Credo sia opportuno chiarire – conclude l’assessore – che in caso di necessità, così come avvenuto nella prima fase della pandemia, tutti i posti letto di terapia intensiva (sia quelli ordinari, sia gli aggiuntivi) vengono messi a disposizione per far fronte all’emergenza, con l’adozione di tutti i percorsi previsti per la separazione dei pazienti positivi al Covid da quelli non positivi”.

A proposito dei dati diffusi dal rapporto Altems, il governatore Marco Marsilio aggiunge che “non c’è nessuna ’emergenza’ nelle terapie intensive abruzzesi, e i nostri ospedali sono assolutamente in grado di reggere l’attuale pressione. La Regione ha oltre 120 posti di terapia intensiva complessivi, di questi 28 sono i posti ‘aggiuntivi’ realizzati fino ad oggi. I ricoverati in terapia intensiva oggi sono 11; quindi il 10% circa del totale e poco più di un terzo dei posti aggiuntivi”.

“La ricerca che ha diffuso la notizia, secondo la quale avremmo occupato il 150% dei posti aggiuntivi – afferma – si basa su un dato di partenza che considera solo i sette posti già attivati (sui 28 aggiuntivi in totale). E’ bene precisare che i posti letto si ‘attivano’ mano a mano che si rende necessario, come sta avvenendo in questi giorni nei quali le terapie intensive sono purtroppo aumentate”.

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