“CORRUZIONE ELETTORALE”: SOSPIRI E MONACO A GIUDIZIO, PROMESSE INCARICHI E SOLDI IN CAMBIO VOTI

8 Aprile 2021 08:49

PESCARA – Presunte promesse di incarichi, non mantenute, e soldi in cambio di voti alle elezioni regionali del febbraio 2019. Con queste accuse andranno il 6 luglio a giudizio davanti il Tribunale monocratico di Pescara  il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri,  di Forza Italia, l’ex consigliere regionale del Partito democratico e sindaco di Rosello, Alessio Monaco, candidato per +Abruzzo alle ultime regionali, e l’ex dirigente medico della Asl di Pescara, ed ex consigliere comunale di Pescara Vincenzo Dogali.

Il pm Andrea Di Giovanni titolare dell’inchiesta per corruzione elettorale, ha stabilito la citazione diretta a giudizio, saltando la fase del gup.

Secondo l’accusa, se pure dai due fronti opposti, sia Sospiri, sia M0naco, a differenza del primo non rieletto, si sarebbero rivolti a Dogali che avrebbe avuto a disposizione un suo nutrito bacino di voti.

L’inchiesta è figlia di quella che ha attenzionato Dogali per l’attività abusiva che avrebbe svolto in ospedale anche dopo il 2015, quando era andato in pensione.

Nelle intercettazioni Dogali si impegna a fare campagna elettorale per Sospiri, nella provincia di Pescara, e secondo l’accusa avrebbero poi concordato un incarico a vantaggio Dogali, che però non è mai avvenuto.

Monaco invece per avere voti nel collegio di Chieti avrebbe dato direttamente a Dogali 200 euro, da girare ad infermieri per fare campagna elettorale negli ospedali della provincia.

SOSPIRI: FIDUCIOSI DI POTER FARE DEFINITIVA CHIAREZZA”

“Siamo fiduciosi di poter fare definitivamente chiarezza su una vicenda sicuramente sgradevole, ma che evidentemente ha bisogno di un supplemento di approfondimento per ripristinare i suoi contorni reali e restituirle piena nitidezza e trasparenza. Avremo l’occasione per ri-spiegare anche i ritmi delle campagne elettorali che sono l’occasione in cui i candidati parlano e si confrontano con tutti i cittadini che, a quanto sia possibile sapere, si ritengono onesti. E soprattutto sono l’occasione per confrontarsi con chi ha anche una personale esperienza politica”.

Lo ha detto il Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri in riferimento al ‘caso’ Dogal.

“Nel caso specifico – ha puntualizzato il Presidente Sospiri – ricordo che all’ex consigliere comunale non è mai stato assegnato alcunché, come accertato dalle indagini condotte dalla stessa Procura, ma soprattutto, aggiungo, non è stato promesso alcun incarico quale contropartita per una presunta cessione di voti e infatti dalle frasi non si evince alcuna promessa. Ricordo che l’ex consigliere Dogali è anche in regime di quiescenza professionale dunque, in qualità di pensionato, come prevede la norma, non potrebbe e non può comunque percepire ulteriori indennizzi codificati da un regolamento preciso. E ritengo che chiedere a un ex consigliere di valutare una propria ricandidatura-impegno alle elezioni comunali di Pescara, che infatti si sono svolte dopo qualche mese da quelle regionali, fosse e sia legittimo e democraticamente consentito”.

 

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