CORTE CONTI: OK INTERVENTI OSPEDALE L’AQUILA, IN ALTRE REGIONI NON SPESI FONDI DOPO 22 ANNI

RELAZIONE GIUDICI CONTABILI SU UTILIZZO 1,1 MILIARDI STANZIATI NEL LONTANO 1998 PER RIQUALIFICAZIONE GRANDI NOSOCOMI, CLAMOROSI RITARDI MARCHE E PIEMONTE, ZERO LAVORI IN CALABRIA CON SOLDI IN CASSA.

22 Gennaio 2021 08:21

L’AQUILA – A seguito del sisma del 6 aprile 2009 l’ospedale San Salvatore era salito alla ribalta delle cronache nazionali per i crolli che si erano verificati, e per il conseguente processo che si è concluso con l’assoluzione di tutti gli imputati a novembre 2013.

Ora il nosocomio aquilano è indicato come esempio virtuoso dalla Corte dei Conti, in quanto Asl provinciale e la Regione Abruzzo sono riusciti, a differenza di tanti altri casi, a spendere tutti i fondi, messi a disposizione dal governo centrale nel Piano straordinario per la ristrutturazione edilizia e l’ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario”, risalente al 1998.

L’istruttoria dei giudici contabili ha  inteso verificare lo stato di attuazione del Piano, riguardo ai profili finanziari, alla realizzazione delle opere finanziate ed al conseguimento degli obiettivi stabiliti. Parliamo del resto di risorse economiche inizialmente stanziate, per il triennio 1999-2001, di  774 milioni e 685.000 euro nell’articolo 71 della legge finanziaria per il 1999,  saliti  a complessivi 1 miliardo e176 milioni con la finanziaria del 2006. Evidenziando che dopo 22 anni su 258 interventi previsti nei grandi ospedali in tutte le regioni italiane, ne sono stati conclusi 206, molti con notevole ritardo, e restano da spendere ancora 315 milioni di euro. Dati che gettano inquietanti ombre sulla capacità del sistema Paese di spendere presto e bene i fondi pubblici, ora che si tratterà di spendere, indebitandosi, oltre 220 miliardi di risorse del recovery fund in soli 5 anni.

L’ospedale dell’Aquila, unico in Abruzzo oggetto di intervento, ha ottenuto di questa torta 15,2 milioni di euro, a cui si sono aggiunti 12,7 milioni di euro della Asl provinciale aquilana e 600 mila euro della donazione dei fondi post sisma di sky per un totale di 28,6 milioni. E la Corte dei Conti certifica che i lavori di ristrutturazione e ammodernamento, che hanno riguardato ovviamente anche le parti dell’edificio compromesse dal sisma, con una rimodulazione del progetto iniziale, sono iniziati a marzo 2008 e conclusi a febbraio 2015. E’ tutto è stato regolarmente rendicontato.

Un esempio positivo, se si vanno a leggere i dati impietosi della Corte dei Conti, relativi agli altri interventi: dopo 22 anni le uniche regioni ad aver speso tutti i soldi e completati tutti gli interventi assieme all’Abruzzo sono Puglia, Basilicata e Veneto.

In particolare riferisce la Corte dei Conti, in Piemonte solo 19 dei 44 progetti proposti relativi alle strutture sanitarie di Torino sono stati completati, nelle Marche 11 interventi su 45 (ospedale Ancona), in Sicilia 20 su 33 (ospedale Palermo).

Pecora nera è però la Calabria che doveva intervenire sull’ospedale di Catanzaro, ma dove nulla è stato ancora fatto, nonostante precisa la Corte dei Conti, “sono già stati stanziati alla Regione tutti i fondi previsti”.




In conclusione, degli originari 302 interventi che a seguito di rimodulazioni sono diventati complessivamente 258 effettivi, quelli conclusi definitivamente sono stati 206, quelli in esecuzione 23, quelli in sospeso 10 e quelli non ancora iniziati 19. E restano ancora da spendere  quasi 315 milioni di euro, che non si sono trasformato in infrastrutture sanitarie funzionanti che avrebbero aiutato non poco nell’emergenza coronavirus.

La superficie complessiva dell’ospedale San Salvatore interessato dall’intervento di riqualificazione, ricorda nell’apposita scheda della Corte dei Conti, è stata pari a  17mila metri quadri, e hanno avuto un costo a metro quadro di 1.678 euro.  Ha interessato gli spazi non solo destinati alle  degenze, ma anche ad altri usi quali ambulatori, diagnostica, laboratori analisi, pronto soccorso.

Per quanto la durata dei lavori, sette anni, la Corte dei Conti evidenzia che “i tempi di realizzazione, seppur siano stati molto lunghi per un ospedale di questa dimensione, sono stati notevolmente influenzati dal sisma del 2009 che ha comportato la rimodulazione del progetto iniziale anche dal punto di vista del finanziamento aggiuntivo che è rimasto completamente a carico dello Stato”.

Dello stanziamento, circa 3 milioni sono stati utilizzati per acquistare ed installare un acceleratore lineare Elekta Synergy per terapia radiante con fasci di fotoni ed elettroni.

Si è aggiunta poi la donazione di circa 2,2 milioni di euro di Sky raccolta tra i suoi abbonati, utilizzata per la realizzazione del Pronto Soccorso Pediatrico, inaugurato a maggio 2010, di cui 600 mila euro sono stati computati dai giudici contabili nell’intervento del Piano nazionale.

 

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