“COSI’ E NATA LA BANCA DEGLI OCCHI DELL’AQUILA”: RIVOLUZIONE DONAZIONI E TRAPIANTI CORNEA

19 Maggio 2024 15:10

L'Aquila - Sanità, Scienza e ricerca

L’AQUILA – Una grande storia iniziata grazie alla lungimiranza di professionisti che hanno avviato una rivoluzione in tema trapianti di cornea, partita all’Aquila a bordo di un pulmino, “come quelli dei figli dei fiori”, con manifesti per stimolare alla donazione.

“Ho acquisito la direzione della clinica oculistica dell’Aquila nel 1988 e da quel momento con il mio gruppo ci siamo messi in moto per svolgere nuove attività, soprattutto per sensibilizzare alla donazione e per fare il più possibile trapianti di cornee di cui in quel momento si sentiva la necessità. Abbiamo iniziato facendo arrivare le cornee dalla Banca degli occhi di Baltimora e ci siamo attestati su delle cifre pazzesche per l’epoca, facevamo 150 trapianti di cornea all’anno, numeri che ancora ad oggi non molti riescono a raggiungere nel territorio nazionale. Questo ci portò ad ottenere un finanziamento da parte della Regione che ci permise di istituire la prima Banca degli occhi del centrosud all’Aquila”.

Nelle parole del noto e stimato professor Emilio Balestrazzi, già direttore della Clinica oculistica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore al Policlinico Gemelli di Roma, tutto l’orgoglio di essere stato il fondatore della Banca degli Occhi dell’Aquila, la seconda nata in Italia dopo quella del Veneto.

Di questo e dei tanti traguardi e progressi raggiunti negli ultimi anni si è parlato ieri, sabato 18 maggio, al sedicesimo corso nazionale dal titolo “Sibo 2024: persone, innovazione e chirurgia”, che si è tenuto oggi nel centro congressi “Luigi Zordan ” della Università degli studi dell’Aquila. All’evento, promosso dalla Società italiana delle banche degli occhi (Sibo) per avere un quadro chiaro e attuale in tema di donazione e trapianto di cornea, hanno aderito tutte e 12 le strutture presenti sul territorio italiano è intervenuto il ghota del settore in Italia: 34 i relatori ed oltre 100 partecipanti.





Sono intervenuti, tra gli altri, il direttore della Banca degli occhi dell’Aquila, Germano Genitti, primario del reparto di Oculistica dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, che ha fatto gli onori di casa; il già citato professor Balestrazzi; Leopoldo Spadea, professore di Oftalmologia presso l’Università “Sapienza” di Roma, direttore della “U.O.C. Oftalmologia – Clinica Oculistica” del Policlinico Umberto I; il dottor Giuseppe Feltrin, direttore Centro nazionale trapianti; il dottor Diego Ponzin, presidente della Sibo, Società Italiana Banche degli Occhi; il rettore dell’Università dell’Aquila, Edoardo Alesse; Giovanna Micolucci, direttore sanitario dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila. A portare i saluti istituzionali il senatore Guido Liris e il vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente.

Il “grande filone aquilano”, come lo ha chiamato Balestrazzi, “ci ha permesso di raggiungere numeri molto importanti, venivano da tutta Italia per fare i trapianti di cornea – spiega ancora -. Nel tempo i numeri sono cambiati tantissimo, all’epoca gli oculisti mandavano i pazienti soprattutto verso due centri, quello di Barcellona o Lione, non c’era una vera regolamentazione che iniziò nell”81 con una legge che autorizzava alcuni centri al prelievo e al trapianto. Tappezzavo tutta L’Aquila di manifesti in cui si invitava alla donazione, mettendo a disposizione un mio vecchio pulmino promuovendo queste operazioni per i trapianti di cornea”.

Per Genitti, “una maggiore sensibilizzazione alla donazione non dipende tanto dalle persone, quanto dall’Organizzazione sanitaria. Sappiamo che nel Nord Italia i numeri sono molto più alti e di fatto il sistema è molto più efficace. In Italia vengono effettuati in media 6-7mila trapianti l’anno ed è il Paese europeo con il più alto indice di donazione e trapianti di cornea. All’Aquila abbiamo una storia importante, la Banca degli occhi è attiva da 20 anni e ha contribuito, in questo senso, a processare tantissimi tessuti corneali, trasferiti nei reparti oculistici delle regioni limitrofe”.

Genitti ha sottolineato: “Una maggiore sensibilizzazione alla donazione non dipende tanto dalle persone, quanto dall’Organizzazione sanitaria. Sappiamo che nel Nord Italia i numeri sono molto più alti e di fatto il sistema è molto più efficace. In Italia vengono effettuati in media 6-7mila trapianti l’anno ed è il Paese europeo con il più alto indice di donazione e trapianti di cornea. All’Aquila abbiamo una storia importante, la Banca degli occhi è attiva da 20 anni e ha contribuito, in questo senso, a processare tantissimi tessuti corneali, trasferiti nei reparti oculistici delle regioni limitrofe”.

Il senatore di FdI Guido Liris, anche in qualità di medico, è intervenuto spiegando: “Qui si sono formati e sono cresciuti tanti professionisti, sono stati raggiunti tanti record in quella che è la seconda Banca degli occhi del Paese. La città in questo ambito è sempre stata all’avanguardia e l’oculistica è sempre stata un fiore all’occhiello. Come Istituzioni dobbiamo avallare e stare sempre più vicini a queste realtà”.





Per il vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente: “È un convegno di grande rilevanza per la nostra regione, segno della grande importanza della Banca degli Occhi dell’Aquila. Oggi qui si parla di futuro e innovazione nella chirurgia, mettendo sempre al centro le persone”.

Il convegno è stato anche l’occasione per esperti e professionisti, arrivati da tutta Italia, di condividere dei momenti di riflessione e ricreativi, con diversi appuntamenti che hanno allietato le giornate aquilane, a cominiciare dalla visita a Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale, dove si è svolta una conviviale alla vigilia dell’evento.

Una serata incentrata sul binomio medicina-cultura, con i partecipanti accompagnati in un tour virtuale dell’Aquila dal giornalista Angelo De Nicola che ha mostrato loro le bellezze della città rinata dalle macerie del terremoto, i suoi luoghi simbolo e le opportunità future, dalla Perdonanza Celestiniana alla Capitale della Cultura 2026.

Nel corso della serata si è tenuta poi l’apprezzata esibizione della band composta dagli stessi professionisti, in particolare Marino Crivellari chitarra; Andrea Sambo piano; Giuseppe Mantegna chitarra; Massimo Cardillo batteria; Diego Ponzin basso; Francesca Pateri solista e coro; Martina Cogo solista e coro; Paola Pagani solista e coro.

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