COSTRUTTORI L’AQUILA, SERPETTI: “NO A UN’ANCE D’ÉLITE, LAVORO PER INCLUSIONE”

IN VISTA ELEZIONI 2 LUGLIO, IMPRENDITORE 61ENNE CANDIDATO PRESIDENZA: "COINVOLGIMENTO VERO TERRITORIALI AVEZZANO E SULMONA, UN UNICUM CON QUELLA AQUILANA. IANNINI? GRANDE PERSONA, MA RESPONSABILE ATTUALE CRISI E CONFLITTUALITÀ".

11 Maggio 2021 17:24

L’AQUILA – “Sono sceso in campo per rilanciare l’Associazione attraverso una nuova stagione di fidelizzazione e di partecipazione corale: il nostro obiettivo, ma credo debba essere quello di tutti coloro che hanno a cuore l’Ance, è lavorare per favorire il coinvolgimento, vero, delle territoriali di Avezzano e Sulmona che devono essere un tutt’uno con quella dell’Aquila. L’Associazione deve assumere un ruolo collegiale, deve essere unica. Ed io lavoro per includere gli esclusi, gli scontenti, che sono sempre più numerosi. Non possiamo permetterci un’Ance di élite, esclusiva: vincono la squadra e la partecipazione corale”.

Si presenta con una decisa e chiara idea di rinnovamento l’imprenditore Marino Serpetti, 61 anni, dell’Aquila, candidato insieme al collega Eliseo Iannini, 62 anni, anche lui aquilano, alla presidenza dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila: Serpetti non vuole un’associazione costruttori per pochi e lo dice senza peli sulla lingua in un’intervista esclusiva ad Abruzzoweb, proprio nel giorno in cui sono scaduti i termini per la presentazione delle candidature.

Un termine che fa scattare la campagna elettorale nonostante l’architetto Iannini, imprenditore con la passione dello sport e della comunicazione a capo dell’omonimo gruppo,  da tempo in campo, e Serpetti siano da settimane impegnati nel convincere gli associati a votare nella consultazione del 2 luglio prossimo per succedere al 47enne Adolfo Cicchetti. Una consultazione molto sentita per il ruolo di prestigio dell’Ance provinciale alla luce della ricostruzione post terremoto L’Aquila. Alla scadenza dei termini non si è materializzata la candidatura di Francesco Gravina, 43enne figlio del presidente della Federazione calcio, Gabriele.

Il 61enne geometra, titolare della impresa Todima, si mostra soddisfatto di questa prima parte di lavoro in cui ha incassato anche delle critiche: “Sto ricevendo attestati di stima e di affetto perché non sono un imprenditore schierato: sono ‘vergine’, quindi le accuse che mi fanno i miei detrattori, cioè di non aver mai partecipato alla vita associativa, sta diventando un valore, un elemento positivo. A mio avviso, un associato non deve per forza fare carriera in seno all’associazione. Si può partecipare, come ho fatto io, pagando le quote dall’85 e facendo bene il proprio mestiere: questo è il miglior modo di partecipare alla vita dell’Ance”. E sul suo competitor: “Iannini è una grande persona, un uomo corretto ed onesto, ma ha sempre fatto parte della associazione con compiti e ruoli chiave, quindi ha responsabilità sull’attuale stato di crisi”, chiarisce Serpetti.

Colui che è considerato un’autentica sorpresa tra i due pretendenti all’ambita poltrona, visto che Iannini è stato per mesi l’unico candidato, svela, sia pure a grandi linee, uno dei principi che ritiene più importanti del programma con il quale si candida alle elezioni del 2 luglio per decidere il successore di Cicchetti che non si è ricandidato annunciando la sua rinuncia legata a motivi di famiglia e professionali.

“Dal punto di vista operativo – spiega ancora – bisogna snellire i vari processi gestionali con la parola d’ordine che deve essere sburocratizzare: troppo spesso, purtroppo, si ha l’impressione che l’Ance, che è un ente privato, abbia assunto l’assetto di un ufficio pubblico, con tutto il rispetto per questi ultimi. E poi abbiamo la possibilità di volare molto in alto seguendo il mercato e non adattandosi all’andamento lento che si è istituzionalizzato da tempo. Le nostre conoscenze, sia da parte delle imprese e dei professionisti, sia soprattutto da parte delle maestranze, possono ‘illuminare’ il resto del Paese e anche oltre: la scuola che si è sviluppata in seguito alla ricostruzione post terremoto e quindi il livello che abbiamo raggiunto sono tra i migliori al mondo”.

Serpetti che con la famiglia gestisce, oltre alla impresa edile un’attività ricettiva che ha il suo fiore all’occhiello nel ristorante “Magione Papale”, indugia su questo elemento: “Le conoscenze maturate con il terremoto e il prezioso know how sono qualificanti, sono un punto di vantaggio e ci pongono in una posizione di grande attenzione in tanti contesti al di fuori del panorama regionale e nazionale. Dobbiamo volare alto e proporre al mondo le nostre grandi ed uniche conoscenze. Chi ha lavorato da noi ha acquisito un patrimonio professionale inestimabile, in particolare le maestranze sono molto ricercate ed invidiate alle nostre imprese”.

L’imprenditore aquilano ridisegna anche i confini del rapporto tra la politica ed i costruttori, da sempre una problematica molto sentita: “Bisogna dire basta ad una visione ed una gestione verticistica e troppo legata ai voleri della politica: dobbiamo recuperare un ruolo guida, sono i decisori e gli amministratori che devono mettere in pratica le indicazioni che vengono dai costruttori che hanno una responsabilità sociale ed economica molto importante visto che la ricostruzione è nella fase decisiva”.

Con la chiusura dei termini per le candidature, ora i percorsi istituzionali sono rappresentati  dal passaggio davanti ai probiviri ed entro il 21 maggio prossimo l’accettazione definitiva delle candidature: in ultimo, il Consiglio direttivo davanti al quale i due candidati illustreranno i loro programmi.

Ma la campagna elettorale è nel vivo in seno ad una associazione che non appare coesa ma conflittuale e litigiosa: “Sono soddisfatto di questa prima parte di campagna elettorale – spiega ancora Serpetti -: la mia candidatura ha portato interesse e curiosità oltre che una grande adesione spontanea da parte di tanti colleghi. Sto parlando con tutti, soprattutto con le territoriali di Avezzano, Sulmona ed Alto Sangro, trascurate da troppo tempo”.

Inevitabile affrontare il tema di una nuova unione: “Una pacificazione rispetto alle divisioni e alle spaccature passa per il coinvolgimento di tutti. E ci sono tanti aspetti che fanno riflettere: in tanti mi dicono ‘come mai da noi vengono molte imprese da fuori e per noi è difficile inserirsi in altri contesti nazionali. Ed ancora ‘come mai all’Aquila lavorano molti aquilani e tanti che vengono da fuori ma poco i nostri colleghi di Avezzano e Sulmona?”.

E qui l’affondo: “l’Ance è concentrata su argomenti molto meno nobili. A volte ci troviamo a commentare chiacchiere e pettegolezzi che non fanno bene alla nostra associazione e alla società provinciale. Dobbiamo recuperare un ruolo di primo piano per ‘vendere’ quello che abbiamo sviluppato dopo la tragedia che è costata vite umane e costa ancora molto dolore.

Anche dopo il terremoto abbiamo dimostrato di essere all’altezza: per esempio, nel nuovo programma sull’ecobonus sono gli aquilani e le loro imprese che fanno da guida nei confronti di altre aziende per professionalità, conoscenza e celerità acquisite nella gestione della ricostruzione”,  conclude l’imprenditore che non entra nel merito della contesa che sarà lunga e senza esclusione di colpi. (bs)

 

 

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