COVID: 180MILA STUDENTI ABRUZZESI PRONTI A TORNARE ALLE LEZIONI IN PRESENZA

6 Aprile 2021 08:34

L’AQUILA – Ritorno in classe da domani anche per 180 mila studenti abruzzesi. Con una differenza: nei 17 comuni della regione ancora in zona rossa “light”, le lezioni in presenza riguarderanno solo gli alunni fino alla prima media, per tutti gli altri si proseguirà con la didattica a distanza.

Nei restanti 288 comuni, in una regione classificata “zona arancione”,  il ritorno riguarderà gli alunni fino alla terza media, mentre nelle scuole superiori gli studenti torneranno in aula al 50%, mentre il restante 50% proseguirà in dad.

Per prevenire contagi vanno in ogni caso rispettate le regole: la prima è il controllo della temperatura corporea, prima di entrare a scuola, va indossata la mascherina, quando si entra, si esce e durante tutti gli spostamenti all’interno della scuola, ovvero quando non può essere garantita la distanza interpersonale di un metro. Permessi scaglionati anche per recarsi al bagno. A merenda non ci si può scambiare cibo e bevande. Ovviamente le entrate ed uscite dovranno avvenire in modo scaglionato, con percorsi se possibile separati. In caso di malore di un alunno scatta immediatamente l’isolamento.

Allargando lo sguardo,  domani rientreranno a scuola in Italia per seguire le lezioni in presenza circa 5,6 milioni di alunni: quasi il 66% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie: due su tre.

Tra loro sono 2,7 milioni gli alunni più piccoli della scuola dell’infanzia e del primo ciclo, ammessi a scuola dal DL 44, anche se si trovano in regioni classificate in zona rossa. Per le stesse ragioni nelle regioni in zona rossa potranno accedere ai servizi per la prima infanzia (asili nido, 0-3 anni) anche 212 mila bambini.

I dati li fornisce Tuttoscuola.

Nello specifico, saranno 5.568.708 gli alunni di scuole statali e paritarie che potranno seguire le lezioni in presenza su un totale di 8 milioni e 506mila.

I dati comprendono anche i bambini e gli alunni da settimane esclusi dalle attività educative in presenza a scuola: torneranno in classe 832mila bambini di scuola dell’infanzia (3-6 anni), 1,5 milioni di alunni di scuola primaria e 342mila del primo anno di scuola secondaria di I grado.

Con riferimento ai diversi settori scolastici, seguiranno le attività didattiche a scuola complessivamente 1.393.010 bambini delle scuole dell’infanzia (il 100%), 2.605.865 alunni della primaria (il 100%), 1.019.904 alunni della scuola secondaria di I grado (il 59,5%) e parzialmente in alternanza al 50% 549.929 studenti delle superiori (il 19,7%).

Non capitava che ci fossero tanti alunni nelle classi dal febbraio scorso, quando in presenza si erano sfiorati i 7 milioni in classe.

A partire dal 2 marzo invece il numero degli alunni a scuola ha oscillato tra 800 mila e 1,6 milioni, con una isolata punta di 2,8 milioni (il 6 marzo).

È la conseguenza soprattutto del Decreto Legge n. 44 che consente il rientro a scuola anche nelle zone rosse dei bambini della scuola dell’infanzia, degli alunni di primaria e di quelli del primo anno di secondaria di I grado.

Ma è anche il risultato del bilanciamento tra le regioni passate in rosso prima di Pasqua (Toscana, Calabria e Val d’Aosta) e quelle ritornate all’arancione (Veneto, Marche e provincia di Trento), rispetto a quanto era noto una settimana fa.

Il quadro resta comunque non omogeneo sul territorio: gli alunni in presenza non superano il 56% nelle regioni del Sud, il 57% nel Nord Ovest, mentre raggiungono il 70% nel Nord Est, il 74% al Centro e arrivano all’83% nelle Isole. Le province autonome di Bolzano e Trento avranno complessivamente la più alta percentuale di alunni in presenza (87,3%).

 

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