COVID, 2 ITALIANI SU 3 IN LOCKDOWN: CRISI E CONTROLLI. RAGGIUNTO IL PICCO, ATTESO CALO CONTAGI

OLTRE 39MILIONI DI PERSONE IN ZONA ROSSA, IL RESTO IN ARANCIONE; COLDIRETTI: "RESTRIZIONI COSTANO 3,2 MILIARDI ALLE ATTIVITA'"; TORNA A SALIRE NUMERO VITTIME MA SI VEDONO SEGNALI POSITIVI: LEGGERA FRENATA EPIDEMIA

22 Marzo 2021 20:02

ROMA – Da oggi due terzi degli italiani sono in zona rossa: oltre 39 milioni di persone in lockdown, con il restante in arancione, nel tentativo di arrestare un’ondata pandemica che sembra non volersi arrestare.

Dice addio alla zona bianca anche la Sardegna, che oggi si è risvegliata in arancione e con 5 comuni addirittura in lockdown, sintomo che il virus è tutt’altro che sotto controllo, nonostante il calo dei nuovi casi in Italia, oggi a quota 13.846 con 386 vittime, per un tasso di positività all’8,1%. Archiviato dunque l’ennesimo weekend off-limits, gli italiani cominciano una nuova settimana sotto restrizioni, con la speranza – remota per molte regioni – che lunedì possa esserci un miglioramento e quindi un declassamento dei colori, almeno fino al weekend di Pasqua quando tornerà il rosso in tutta Italia, come previsto dal Dpcm del premier Mario Draghi. Il caso-simbolo dell’emergenza contagi è quello della Sardegna, che non solo è tornata arancione ma resta ancora fanalino di coda per il numero di vaccini eseguiti. Va ancora peggio per cinque comuni dell’Isola che, invece, finiscono in rosso: a Sarroch (Cagliari) e Sindia (Nuoro) – che erano già in lockdown durante la zona bianca – si aggiungono anche Golfo Aranci, in Gallura, Samugheo, nell’Oristanese, e Uri, nel Sassarese.

Zona rossa scongiurata, invece, per la Calabria. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, al termine di un tavolo tecnico con tutte le rappresentanze. Non è escluso, però, che vengano disposte chiusure mirate su singoli territori o province. “Le decisioni – le parole di Spirlì – saranno assunte in base ai dati: comune per comune e territori più estesi che possono coincidere anche con quelli provinciali”. Rincuora i concittadini anche il governatore siciliano, Nello Musumeci. “Oggi la Sicilia nonostante l’aumento dei contagi nell’ultima settimana – ha detto – non può considerarsi in zona di emergenza”.

Le restrizioni, secondo quanto stimato dalla Coldiretti, si traducono in una perdita da 3,2 miliardi per bar, ristoranti, agriturismi e pizzerie che perderanno ancora una volta due settimane considerate ad alto guadagno, quelle cioè a cavallo delle festività pasquali. Secondo l’associazione, infatti, sono 7 milioni gli italiani che tradizionalmente consumano il pranzo fuori casa a Pasqua per una spesa pari a 400 milioni, mentre il 32% dovrà rivedere i propri programmi nel lungo weekend di Pasquetta dedicato tradizionalmente alle gite fuori porta, alle visite a parenti e amici e alle vacanze. Duramente colpiti anche gli oltre 24 mila agriturismi che hanno già subito perdite di 1,2 miliardi di euro.

In tutta Italia, nel fine settimana, le forze dell’ordine hanno controllato 188 mila persone, elevando 4.588 multe e 65 denunce. Sono stati invece 27 mila gli esercizi commerciali controllati, per 150 sanzioni e 59 chiusure. Nella scorsa settimana i controlli sono stati complessivamente 815.089, con un aumento del 6,3% rispetto ai sette giorni precedenti. Nonostante le disposizioni anti-covid, si moltiplicano, però, i casi di violazione segnalati dalle forze dell’ordine da Nord a Sud. A Roma 10 studenti sono stati multati per una festa notturna in un appartamento nel quartiere Nomentano, altri invece sono stati sorpresi a mangiare e bere in un ristorante. Episodio simile nel Parmense, con la multa a 13 ragazzi e la denuncia di un 52enne. Dieci persone, a passeggio in centro a Forte dei Marmi, sono state sanzionate dalla municipale, mentre una 17enne è stata denunciata a Bologna perché sorpresa a spasso con un’amica nonostante non solo la zona rossa ma anche la sua positività al covid. Sempre nel capoluogo emiliano, la polizia locale ha scoperto una festa di laurea in piena regola. Intanto ad Empoli, provincia in zona rossa nonostante l’arancione della regione Toscana, la sindaca, Brenda Barnini, ha emesso un’ordinanza per vietare il consumo di cibi e bevande in spazi pubblici. E anche Firenze, come ha ammesso il governatore Eugenio Giani, potrebbe finire nei prossimi giorni in lockdown.

RAGGIUNTO IL PICCO, ATTESO LIEVE CALO CONTAGI

Torna a salire il numero delle vittime per Covid nelle ultime 24 ore, toccando quota 386 decessi dopo i 300 registrati domenica, ma si inizia a intravedere qualche segnale positivo nell’andamento della curva dei contagi. A far sperare non è tanto la solita flessione del lunedì dovuta al calo dei tamponi del weekend (13.846 nuovi positivi su 169.196 test molecolari e antigenici, con un indice di positività risalito all’8,1%), bensì il trend dei dati settimanali, che sembra indicare una leggera frenata dell’epidemia e una possibile lieve riduzione dei contagi per i prossimi giorni, anche se con forti differenze tra Regioni.

“L’analisi della curva del rapporto dei positivi ai tamponi molecolari a livello nazionale, tramite la differenza percentuale settimanale, mostra che la settimana scorsa è stato raggiunto il picco”, afferma il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). Una situazione analoga si rileva anche per la curva dell’Rt, calcolata a partire dai dati sull’incidenza dei primi sintomi, mentre si registra una frenata della crescita della curva del numero di pazienti Covid-19 ricoverati in terapia intensiva. “Penso che questi risultati positivi siano dovuti alle misure restrittive delle ultime settimane”, osserva Sebastiani.

È dello stesso parere anche l’epidemiologa Stefania Salmaso, che commenta le analisi dell’Associazione Italiana di Epidemiologia elaborate e pubblicate con il sistema MADE (Monitoraggio e Analisi dei Dati dell’Epidemia). “La piattaforma, aggiornata quotidianamente con i dati della Protezione Civile, ci permette di fare delle proiezioni a 7 e 14 giorni che tengono conto del trend attuale, in assenza di effetti di specifiche contromisure come i cambi di colore delle Regioni o accelerazioni nella campagna vaccinale”, spiega Salmaso. Nell’ultima settimana, l’indice di replicazione diagnostica RDt (che misura la crescita del numero di nuovi casi, indipendentemente dal quadro clinico) è sceso sotto l’1 a livello nazionale, segno che “la velocità di crescita dell’epidemia è rallentata e la situazione sembra andare verso una stabilizzazione e una leggera decrescita nei prossimi 7 giorni”.

Ovviamente la situazione varia da Regione a Regione: a essere premiate sono quelle che per prime hanno adottato le misure più restrittive. Con l’RDt sotto l’1 si prospetta un calo dei nuovi positivi in Abruzzo, Campania, Lombardia, Marche, Emilia Romagna, Molise, Umbria, province autonome di Bolzano e Trento. Un incremento delle diagnosi si profila invece per la prossima settimana nelle altre 12 Regioni con l’RDt superiore a 1: la situazione potrebbe accelerare soprattutto in Calabria, Sicilia, Liguria e Valle d’Aosta. Queste variazioni di rifletteranno inevitabilmente sull’occupazione delle terapie intensive, al momento molto eterogenea secondo l’analisi di Sebastiani. Bisognerà aspettare ancora per apprezzarne l’impatto sui decessi: sebbene sia diminuita leggermente l’incidenza, anche per effetto delle vaccinazioni degli over-80, il numero delle vittime giornaliere non è ancora destinato a scendere nei prossimi giorni, “per effetto dell’impennata dei contagi delle scorse settimane”, conclude l’epidemiologa.

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