COVID: 570 NUOVI CASI, 20 DECESSI E 248 GUARITI,
“IN ABRUZZO 30 MILA DOSI VACCINO DA GENNAIO”

26 Novembre 2020 16:02

PESCARA – Sono 570 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra uno e 98 anni, emersi dall’analisi di 4.995 tamponi. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 26.015.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 20 nuovi casi, di cui 12 avvenuti nei giorni scorsi e comunicati solo oggi dalle Asl, e sale a 851, di età compresa tra 53 e 97 anni: 13 in provincia dell’Aquila, 1 in provincia di Pescara e 6 in provincia di Teramo. Aumenta il numero dei dimessi-guariti, 248 in più rispetto a ieri, per un totale di 7.830.

Del totale dei casi positivi, 8.375 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+141 rispetto a ieri), 5.026 in provincia di Chieti (+125), 5.286 in provincia di Pescara (+178), 6.899 in provincia di Teramo (+120), 231 fuori regione (+7) e 198 (-1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 78, di cui 19 in provincia dell’Aquila, 20 in provincia di Pescara, 22 in provincia di Chieti, 17 in provincia di Teramo.

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 17.334 (+302 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 39.4751 test (+4.995 rispetto a ieri).

694 pazienti (+18 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 74 (+2 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 16.566 (+282 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Intanto il direttore del dipartimento sanità della Regione Abruzzo, Claudio D’Amario, in un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano Il Centro ha annunciato che in Abruzzo, a partire da metà gennaio, “saranno distribuiti 30.000 vaccini contro il covid-19”.

D’Amario illustra anche il piano organizzativo per la distribuzione, spiegando che il vaccino sarà almeno in questa prima tornata quello della Pfizer (USA) e Biontech (Germania), che ha però la necessità di essere conservato a meno -75 gradi. E dunque saranno individuati come siti di stoccaggio, rivela D’Amario, dove allocare i super-frigoriferi, gli ospedali di Pescara, L’Aquila, Chieti e Teramo. Andrà poi messa a punto la filiera della distribuzione, visto che spiega da D’Amario, il vaccino non può fare spostamenti superiore ai 60 minuti. La priorità sarà data alle persone a rischio.

Ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza ha annunciato che “sarò in Parlamento il 2 dicembre per presentare il piano strategico dei vaccini che stiamo costruendo”.

Speranza ha ribadito la sua “grandissima fiducia nelle agenzie regolatorie preposte a garantire la sicurezza dei vaccini, che in Europa e Italia sono l’Ema e l’Aifa. Quando avranno completato il percorso, il vaccino reso disponibile sarà un vaccino sicuro, e noi dovremo lavorare per costruire una campagna di vaccinazione molto larga nel nostro paese”.

Non arriverà subito per tutti, ma all’inizio si avranno alcune milioni di dosi. A cominciare da quelle della Pfizer, per 3,4 milioni, e poiché ne servono due a persona, “si potranno vaccinare 1,7 milioni di persone. Partiremo da categorie più a rischio di prendere virus, come personale sanitario, anziani e chi ha più patologie. E’ il percorso, ha concluso, “che ci consentirà di aprire una fase diversa”.

A differenza degli altri vaccini, il cui acquisto viene fatto a livello regionale, per l’anti-Covid “l’acquisto – ha precisato Speranza – sarà centralizzato e gestito dallo Stato”. Numerosi contratti sono stati sottoscritti “e altri saranno firmati a breve. Come Italia – ha annunciato – avremo il 13,65% dei vaccini già opzionati in sede europea. Abbiamo presentato al Parlamento, sia alla Camera che al Senato un piano che potrà essere finanziato con tutte le leve di cui disponiamo, con il Bilancio dello Stato, il Recovery fund e il Mes, che per me è uno strumento a cui bisogna guardare con assoluta serenità. Bisogna chiudere con la stagione dei tagli e aprire una nuova grande stagione di investimenti”.




Quello della Pfizer-Biontech è un vaccino a mRna, a Rna-messaggero. Contiene cioè istruzioni genetiche per costruire una proteina del coronavirus, nota come spike. Quando viene iniettato nelle cellule, il vaccino fa sì che producano proteine ​​spike, che poi vengono rilasciate nel corpo e provocano una risposta dal sistema immunitario. Il numero di dosi necessarie sono 2 a 28 giorni di distanza.

Il vaccino ha raggiunto il livello minimo sufficiente stabilito dalla Food and Drug Administration (FDA) per presentare una domanda per la somministrazione in emergenza (Eua). In una nota le due società hanno annunciato di aver presentato tale richiesta. Dai risultati annunciati garantisce una ampia protezione dal virus, quantificata al 90%. Contro indicazione è che nessun vaccino a Rna è stato approvato per uso umano, inoltre, per essere conservato in sicurezza necessita di temperature bassissime, dell’ordine di -70 gradi celsius. Questo è un problema rilevante per la distribuzione su larga scala.

“ABRUZZO HA RAGGIUNTO PLATEAU DEI CONTAGI”, PARRUTI, “A BREVE EFFETTI ZONA ROSSA”

“C’è da attendersi una coda di infezioni, legate soprattutto all’assistenza delle persone già malate. C’è la possibilità che vi sia un ritardo della curva di discesa: l’Abruzzo ha raggiunto il plateau dei contagi”. Lo dice all’Ansa il direttore delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, membro del Gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr) dell’Abruzzo, analizzando l’attuale situazione, a nove giorni dall’entrata in vigore della zona rossa.

Parlando di “misure ragionevolmente bilanciate”, l’infettivologo sottolinea che per vedere gli effetti concreti delle restrizioni in atto e per capire come muoversi nelle prossime settimane “bisogna attendere ancora alcuni giorni, dobbiamo vedere se ci sono segnali solidi di spegnimento della circolazione del virus”. In ogni caso, i primi risultati già si vedono: “A Pescara, ad esempio – dice l’esperto – si sono ridotti gli accessi in pronto soccorso per insufficienza respiratoria. Prima erano 10-12 in 24 ore, negli ultimi giorni sono scesi a quattro, massimo sei”. Parruti afferma poi che “ci aspettiamo un ulteriore miglioramento”.

L’infettivologo si sofferma inoltre sull'”altissimo numero di tamponi che stiamo eseguendo” e sui dati relativi al Pescarese, che sembrano in crescita negli ultimi giorni: “Tali numeri – osserva – probabilmente sono dovuti anche ai tanti tamponi eseguiti. Dal mio punto di vista di osservatore clinico non ho l’impressione che vi sia una crescita, non mi sembra che ci siano più focolai sul territorio”, conclude Parruti.

CELANO: REPARTO COVID ALLA CLINICA “L’IMMACOLATA”, 67 POSTI LETTO, “LAVORI IN TEMPI RECORD”

Nei prossimi giorni la clinica privata “L’immacolata” di Celano (L’Aquila) sarà riconvertita in un reparto covid nel quale saranno a disposizione 67 posti letto con la possibilità, in caso di necessità, di estendere la capienza fino ad 85 postazioni: è stata la Asl provinciale dell’Aquila a trovare un’intesa con la proprietà della casa di cura rappresentata dalla Università Cattolica di Milano e dall’Istituto di studi superiori “Giuseppe Toniolo” di Milano, per far fronte alla drammatica carenza di posti letto nella Marsica, interessata da settimane, come il resto delle provincia, da un’ impennata di contagi che hanno messo in seria difficoltà il sistema sanitario.

L’accordo, normato dalla ordinanza del presidente della Regione, Marco Marsilio, di FdI, che prevede il ricorso ai privati per il reperimento di posti letto, arriva nel giorno dell’attivazione della tensostruttura davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. La Asl affiancherà con specialisti il personale della clinica: con questa operazione l’obiettivo è di riattivare all’ospedale di Avezzano posti letto no covid. Da alcuni giorni il Cda della casa di cura stava riflettendo sul progetto.

“L’intesa risolverà il problema dei posti letto nella Marsica – spiega il consigliere regionale della Lega Simone Angelosante, dirigente medico in aspettativa della clinica privata nella quale è stato in passato direttore sanitario – Nella struttura, all’avanguardia, si stanno realizzando a tempo di record lavori per la creazione di percorsi ed interventi per la sicurezza del personale, entro pochi giorni sarà a disposizione”. Angelosante, che è anche sindaco di Ovindoli, annuncia che l’attivazione di posti letto nella clinica privata di Celano permetterà di riattivare reparti per no covid all’ospedale di Avezzano, naturalmente dopo la sanificazione”. In particolare, saranno trasferiti a Celano i ricoverati covid, anche quelli della osservazione breve, tranne i malati di Malattie Infettive.

“Va specificato -spiega ancora Angelosante – che il reparto di rianimazione è e resterà covid free perché ci sono persone che hanno bisogno di cure anche senza avere il covid”.  Secondo il consigliere salviniano, “questi posti letto sono più che sufficienti per spostare i contagiati dall’ospedale di Avezzano che verrà riconvertito nella cura di malattie ordinarie ed inoltre ci consentiranno di avere una certa sicurezza qualora l’epidemia non si dovesse fermare. Considerano anche la tensotruttura davanti al pronto soccorso attivata oggi. Comunque negli ultimi giorni, grazie a Dio,  si registra una certa tendenza alla riduzione degli accessi al pronto soccorso di malati covid. Comunque ringrazio la proprietà della clinica per aver voluto collaborare con la Asl in questo difficile momento”.

La struttura è molto ben attrezzata e di recente ristrutturazione, con una Tac e un laboratorio analisi all’avanguardia: saranno a disposizione camere con due posti letto e bagno. La Asl ha già raggiunto una intesa con la clinica San Raffaele di Sulmona, del gruppo dell’abruzzese Angelucci, per un totale di 46 posti letto.

DIMESSO DALL’OSPEDALE IL DIRETTORE DELLA ASL DI CHIETI THOMAS SCHAEL

È tornato a casa il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, dimesso questa mattina dall’ospedale di Chieti, dove era ricoverato dalla tarda serata di domenica in Medicina Covid-19. Le sue condizioni sono in graduale e costante miglioramento e potrà proseguire le cure a domicilio.

“Desidero ringraziare tutti gli operatori che ho visto all’opera in questi giorni – commenta – e posso definirli tutti con una sola parola: eccezionali. Svolgono un lavoro impegnativo in condizioni rese ancora più difficili dalla necessità di indossare tute e dispositivi di protezione, ma ciò nonostante riescono a far arrivare ai pazienti la cordialità di un sorriso, di una parola gentile, oltre che la loro professionalità. So che lo stesso accade negli altri reparti Covid-19 della nostra Azienda. Alle persone mi sento di dire di avere fiducia nei nostri medici e nell’assistenza offerta dai nostri qualificati professionisti, le guarigioni sono sempre più numerose, anche se non dobbiamo perdere di vista il nostro principale obiettivo: tenere alta la guardia e osservare scrupolosamente le precauzioni per scampare al contagio”.

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