COVID ABRUZZO: TASSO POSITIVI SCENDE A 0,6. POLEMICHE RISTORANTI PER LIMITI AI TAVOLI

1 Giugno 2021 19:47

ROMA – Il via libera da giovedì alla vaccinazione di massa senza più classi d’età e con le somministrazioni nelle aziende, nelle fabbriche e nelle farmacie, le iniezioni ai maturandi, l’arrivo di altri 3,5 milioni di dosi Pfizer che rappresentano il carico più consistente da dicembre e che sono solo la prima parte degli oltre 20 milioni previsti nei prossimi trenta giorni, il numero delle vittime che resta sotto quota cento in 24 ore per il quarto giorno consecutivo, il tasso di positività più basso di sempre all’1,1%, i ricoveri in terapia intensiva che scendono per la prima volta da mesi sotto i mille.

“A giugno – si sbilancia il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo – daremo la spallata” al Covid.

Il mese si apre però con l’ennesima polemica. Nel giorno in cui riaprono in tutta Italia i ristoranti al chiuso a pranzo e a cena, il ministero della Salute precisa che sia in zona gialla sia in zona bianca resta il limite di massimo 4 persone al tavolo, salvo che gli occupanti siano tutti conviventi. Dunque niente tavolate tra amici, come invece avevano lasciato intendere le regioni nei giorni scorsi.

“È inaccettabile – attacca la Fipe-Confcommercio – che non ci sia ancora una linea chiara sul numero dei commensali permessi ad ogni tavolo. Da giorni si susseguono interpretazioni, mai smentite, salvo ricevere ora un’interpretazione del ministero della Salute giuridicamente incomprensibile”. Anche per la Coldiretti la misura rappresenta un “ulteriore danno” per un settore che ha già perso 41 miliardi nell’anno della pandemia.

Una questione che le Regioni solleveranno nel prossimo incontro con il governo, quando torneranno alla carica anche con le vaccinazioni per i turisti nonostante l’esecutivo abbia più volte ribadito – sia con lo stesso Figliuolo sia con il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini – che quest’ultima è un’ipotesi che non esiste.

Si prosegue dunque con il cronoprogramma annunciato dal commissario nei giorni scorsi e ribadito anche oggi: dal 3 via alla campagna di massa dai 12 anni in su, con l’apertura di altri 800 punti vaccinali che porteranno il totale a quasi 3.500 in tutta Italia. Via quindi alle somministrazioni nelle farmacie – il Lazio è partito oggi – e nelle aziende, per immunizzare le classi produttive a partire dal settore turistico alberghiero in vista dell’estate. Saranno invece i pediatri il canale privilegiato per le iniezioni ai 12-15enni: “gli accordi ci sono e le regioni li implementeranno” ha detto Figliuolo ribadendo l’importanza di “fare squadra” tra istituzioni nazionali, locali e imprese: “con la vaccinazione possiamo vincere la sfida e questa grande emergenza sanitaria, sociale ed economica”. E senza dimenticare le classi più fragili: ad oggi sono infatti ‘coperti’ il 91% degli over 80, l’83% degli over 70 e il 71% degli over 60. “Quelli che mancano andremo a cercarli anche con i team mobili della difesa”

. L’obiettivo è chiaro ed è duplice: spingere al massimo per arrivare a luglio e agosto con la metà degli italiani immunizzati; possibile, visti i 20 milioni di dosi in arrivo a giugno, con una parte che sbarcherà nelle prossime ore all’hub della Difesa a Pratica di Mare (almeno 400mila dosi di J&J) e si aggiungerà ai 3,5 milioni Pfizer già in distribuzione. E iniziare settembre con la nuova strategia nel caso in cui si renda necessaria una terza dose: chiusura progressiva dei grandi hub e somministrazioni prevalentemente affidata a medici di base e pediatri.

Che si sia sulla strada giusta lo ripete anche il ministro della Salute Roberto Speranza, parlando di una “fase diversa” dopo “mesi difficili”. Bisogna ancora “stare attenti e prendere tante precauzioni, ma possiamo dare un messaggio di ragionata fiducia” agli italiani che non può però prescindere dall’unità di tutte le istituzioni e le forze sociali ed economiche del paese. Per questo il ministro promette mai più tagli al sistema sanitario, aprendo una stagione di grandi investimenti anche grazie ai fondi del recovery, e chiede un “grande Patto per il Paese” per gestire l’ultima fase della pandemia. “Nessuno ce la fa da solo, non il governo, non il ministro, non le regioni, non il commissario. Si apre la possibilità di trasformare una crisi in una grande opportunità di ripartenza e dobbiamo farlo tutti insieme”. Un Patto che il presidente di Confindustria Carlo Bonomi raccoglie: “abbiamo una grande occasione per fare le riforme che il paese attenda da 25 anni. prima c’era la scusa delle risorse, ora quell’alibi non c’è più”.

L’ULTIMO BOLLETTINO

Sono 35 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 10 mesi e 84 anni, emersi dall’analisi di 3.615 tamponi molecolari e 1.701 test antigenici: il tasso di positività è pari allo 0.6%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a  74.075.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 2 casi e sale a 2.484: si tratta di una 97enne della provincia di Teramo e di un 66enne della provincia dell’Aquila. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 66.251 dimessi/guariti (+186 rispetto a ieri).

Del totale dei casi positivi, 18.684 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+16 rispetto a ieri), 19.276 in provincia di Chieti (+3), 18.076 in provincia di Pescara (+6), 17.280 in provincia di Teramo (+9), 580 fuori regione (+1) e 179 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 9, di cui 6 in provincia dell’Aquila, 2 in provincia di Pescara e 1 in provincia di Teramo.

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 5.340 (-153 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 1.119.912 tamponi molecolari (+3.615 rispetto a ieri) e 464.163 test antigenici (+1.701 rispetto a ieri).

127 pazienti (-10 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 14 (+1 rispetto a ieri con 2 nuovi ingressi) in terapia intensiva, mentre gli altri 5.199 (-144 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

L’Abruzzo attende intanto il ritorno in zona bianca, da lunedì 7 giugno che significherà l’ abolizione del coprifuoco oggi fissato alle 23.

E da oggi, primo giugno, nuove regole per bar e ristoranti anche al chiuso in zona gialla e per stadi e sport in base all’ultimo decreto riaperture. Tra le principali novità la possibilità di pranzo e cena non solo all’aperto ma anche ‘indoor’ nei ristoranti e il consumo al banco nei bar. Tornano gli spettatori in stadi e palazzetti ma in numero limitato. Resta per ora il coprifuoco a partire dalle 23 in zona gialla.

DAL 3 GIUGNO VIA ALLE PRENOTAZIONI PER GLI OVER 16

Sarà attiva dalle ore 14 di giovedì 3 giugno la piattaforma Poste per la prenotazione delle vaccinazioni anti Covid 19 riservata a tutti i cittadini che abbiano compiuto 16 anni.

Lo comunica l’Assessorato alla Salute.

Per la fascia di età tra i 12 e i 15 anni, invece, si attendono le indicazioni operative da parte della Struttura Commissariale.

Nella giornata di domani, mercoledì 2 giugno, invece, la piattaforma Poste sarà abilitata a ricevere le prenotazioni per la vaccinazione da parte dei cittadini italiani iscritti all’Aire.

Il sistema è raggiungibile all’indirizzo prenotazioni.vaccinicovid.gov.it

BAR E RISTORANTI: LE NUOVE REGOLE

Ecco le misure nel dettaglio così come previste nel decreto e nell’ordinanza del ministro della Salute che indica come ai fini del contenimento della diffusione del coronavirus le attività economiche e sociali debbano svolgersi nel rispetto delle linee guida elaborate dalla Conferenza delle Regioni e integrate e approvate dal Cts.

Da oggi 1 giugno è consentito il consumo di cibi e bevande anche all’interno di bar, ristoranti, pizzerie. Le linee guida prevedono, tra l’altro, di:

– Definire il numero massimo di presenze contemporanee in relazione ai volumi di spazio e ai ricambi d’aria ed alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e uscita.

– Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura >37,5 °C.

– Rendere obbligatoriamente disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno.

– Adottare misure al fine di evitare assembramenti al di fuori del locale e delle sue pertinenze.

– Negli esercizi che somministrano pasti, raccomandare l’accesso tramite prenotazione e mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni. E’ comunque consentito l’accesso, anche in assenza di prenotazioni, qualora gli spazi lo consentano, nel rispetto delle misure di prevenzione previste. In tali attività non possono essere continuativamente presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere.

– In tutti gli esercizi: disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. Detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Tali distanze possono essere ridotte solo con barriere fisiche di separazione, avendo cura che le stesse non ostacolino il ricambio d’aria; i clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo; favorire la consultazione online del menu tramite soluzioni digitali, oppure predisporre menu in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei a perdere; al termine di ogni servizio al tavolo, assicurare pulizia e disinfezione delle superfici.

– Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio).

– Laddove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici, dehors), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro.

– Per la consumazione al banco assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. Questo ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale.

– È possibile organizzare una modalità a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per i clienti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per clienti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie.

– Il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti, prima di ogni servizio al tavolo.

– E’ obbligatorio mantenere aperte, a meno che le condizioni meteorologiche o altre situazioni di necessità non lo consentano, porte, finestre e vetrate al fine di favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni.

SPORT E STADI

Tornano gli spettatori in stadi e palazzetti ma in numero limitato. In zona gialla, dal 1° giugno 2021 all’aperto e dal 1° luglio 2021 anche al chiuso, è consentita la presenza di pubblico anche agli eventi e alle competizioni sportive diversi da quelli di cui all’articolo 5 del decreto-legge n. 52 del 2021, esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale.

La capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all’aperto e a 500 per impianti al chiuso. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida adottate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), sulla base di criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico. Quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui al presente articolo, gli eventi e le competizioni sportive si svolgono senza la presenza di pubblico.

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