IN REGIONE 606 NUOVI POSITIVI, MAI COSI' TANTI, PANDEMIA INVESTE ANCHE CHIETI CITTA', PRESIDENTE MARSILIO VS GOVERNO; "RITARDI NEL DARCI SOLDI E POTERI PER AFFRNTARE EMERGENZA"; ALTRI 160 CASI A TERAMO, LUNGODEGENZA E CARDIOLOGIA A GIULIANOVA E ATRI CONVERTITI A REPARTI COVID

COVID: A L’AQUILA RECORD CONTAGI, 909 IN UN MESE, IERI ALTRI 8 MORTI IN ABRUZZO

4 Novembre 2020 10:30

PESCARA – E’ L’Aquila città l’occhio del ciclone rappresentato dall’epidemia di coronavirus. La prima per numero di casi positivi, pari a 909 registrati dal primo ottobre ad oggi. Solo ieri 46 nuovi contagiati. Nella triste classifica seguono Avezzano, 449 casi e Pescara 386.

Il dato emerge nelle ore in cui si registra un uovo record di contagi in Abruzzo dove, nelle ultime ore, si sono registrati 601 nuovi casi di Coronavirus, portando il totale a 12.120 dall’inizio dell’emergenza.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 8 nuovi casi.

Quattro in provincia dell’Aquila: una 53enne, una 88enne ed una 94enne del capoluogo, oltre ad un 86enne di Poggio Picenze. Tre nel Teramano: un 71enne di Montorio al Vomano, una 85enne di Colledara e un 87enne di Teramo. L’altro decesso riguarda un 79enne di Città Sant’Angelo.

Nella classifica delle città con più contagi nella seconda ondata, dopo L’Aquila, Avezzano e Pescara, seguono Teramo (330), Chieti (208), Montesilvano (196),  Giulianova (127),  Ortona (121) e Vasto (118).

Nei centri più piccoli  spiccano Montorio al Vomano, 305 casi  dal primo di ottobre, Celano (190) casi, Isola del Gran Sasso (121), Atri (113), Capistrello (71), Sant’Egidio alla Vibrata  (80), Bisenti (57), Trasacco (54), Scoppito (48).

Al San Salvatore dell’Aquila, riferisce il quotidiano Messaggero  fronte dell’impennata dei contagi,  sono arrivati a 31 i ricoverati nel reparto covid, 8 in terapia intensiva, 21  a Malattie infettive, 44 in Medicina Covid. I margini per nuovi ricoveri si restringono.

Dopo settimane in cui ad essere colpite sono state prevalentemente la provincia dell’Aquila e di Teramo, tornano a salire i numeri a Chieti, ieri al primo posto per contagi con 181 nuovi casi, 2.280 in totale; segue la provincia di Teramo con 160 (3.095 in totale); 150 nell’Aquilano (3.494 in totale); e la provincia di Pescara, con 102 nuovi casi (2.990 in totale); 76 fuori regione (invariato) e 185 (+8) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Sono tante le località in cui sono stati più di 20 i contagi recenti. In testa, ancora una volta, c’è L’Aquila con 46 nuovi casi. Cinquantacinque i nuovi casi nell’area urbana di Pescara: 38 nel capoluogo adriatico e 17 a Montesilvano. Ad Atri si registrano 39 nuovi casi. Seguono Chieti (31), Teramo, Avezzano, Ortona (21), Montorio al Vomano e Roseto degli Abruzzi (20).

Dei nuovi casi, di età compresa tra 9 mesi e 103 anni, 296 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 104, di cui 12 in provincia dell’Aquila, 15 in provincia di Pescara, 37 in provincia di Chieti, 34 in provincia di Teramo e 6 per i quali non è indicata la residenza.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3.909 dimessi/guariti (+37 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 7.610 (+519 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 298.279 test (+3.685 rispetto a ieri).

429 pazienti (+28 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 38 (+5 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 7.180 (+523 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

“Massima attenzione nei prossimi giorni. Il dato di una singola giornata ci dice poco, ma se i numeri dovessero essere questi vorrà dire che il trend è peggiorato rapidamente”. Sono le parole del virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, analizza il record abruzzese di 601 nuovi casi nelle ultime 24 ore, aggiungendo: “Siamo all’inizio: l’autunno e l’inverno saranno lunghi”.

Secondo l’esperto, anche la percentuale dei positivi sul totale dei tamponi eseguiti, 16,3%, dato più alto delle ultime settimane, va valutata nel lungo periodo.

“Magari – dice – si è trattato di un fatto casuale legato a dei cluster particolari. Dobbiamo monitorare attentamente i prossimi giorni. Al di là del numero assoluto, le valutazioni vanno fatte sui ricoveri, sulle terapie intensive e sui decessi. Gli asintomatici sono tanti e possono far diffondere il virus, ma i veri casi che mandano in tilt il sistema sono quelli acuti”.

Fazii non nega che a pesare sull’aumento dei contagi potrebbero essere le scuole, intese non come attività didattiche, ma in modo più ampio: “A guardare quanto accaduto in queste settimane – sottolinea – direi che le criticità non vanno individuate in ciò che succede nelle aule. Il problema è a livello educativo. Magari da parte dei giovani c’è anche un atteggiamento trasgressivo e di base c’è l’educazione impartita in ambito familiare. I genitori hanno un ruolo fondamentale nel far sì che i figli rispettino le regole di prevenzione”.

Sul fronte delle misure restrittive, Fazii, nel sottolineare che “un nuovo lockdown come quello di marzo sarebbe eccessivo”, spiega che “è fondamentale limitare quanto più possibile la circolazione del virus, trovando il giusto equilibrio: non è facile trovare un compromesso tra sanità, tutela dell’economia e libera circolazione delle persone, ma è ciò che si deve fare. In questo momento – conclude il virologo – dobbiamo fare tutto il possibile per fermare l’onda di contagi”.




Mentre le Asl sono al lavoro per implementare l’attività diagnostica – a Chieti verrà installata una postazione drive-in per i tamponi e un’altra è allo studio a Lanciano – il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, torna ad attaccare la burocrazia.

“Se a giugno e luglio ci avessero dato soldi e poteri per poter fare le cose – dice – non saremmo in questa situazione. La delega ci è arrivata l’8 ottobre. Adesso stiamo ancora facendo le gare. È indubbio che bisogna sapere fronteggiare l’epidemia, ma bisogna avere gli strumenti. Abbiamo passato l’estate a parlare di discoteche e banchi con le rotelle. Le Regioni non hanno mai fatto contrapposizione. Passare intere mattinate ad ascoltare le Regioni che fanno le proposte e poi vedere che il Governo decide diversamente, beh questo è un curioso modo di confrontarsi”.

Per quanto riguarda la situazione della sanità abruzzese il governatore Marsilio spiega che “una parte dei posti di terapia intensiva sono stati potenziati: prima del Covid avevamo una novantina scarsa di posti di terapia intensiva, all’inizio della seconda ondata ne avevamo 130 e stanno aumentando di giorno in giorno”. Marsilio non sa in quale zona sarà inserito l’Abruzzo. “I parametri – sostiene – non sono ancora chiarissimi. Lo vedremo”.

Intanto, nell’ordinanza 97 firmata ieri sera, Marsilio ha stabilito lo stop a tutti gli interventi chirurgici programmati, fatta eccezione per le urgenze ad eccezione di quelli oncologici o di alta specialità non rinviabili, delle interruzioni di gravidanza e delle emergenze. Questo per liberare posti letto e allentare la pressione sugli ospedali abruzzesi, il fronte dell’emergenza coronavirus.

Definite anche tre macro-aree della regione a rischio, Montorio e Giulianova, in provincia di Teramo, L’Aquila città e la Marsica, dove  potrebbero scattare lockdown “mirati” e misure più stringenti rispetto a quelle previste in Italia e in altri territori abruzzesi.

Nell’ordinanza viene evidenziato per l’Abruzzo “un indice Rt medio a 14 giorni dell’1.4, ma con Intervallo di confidenza della stima in ulteriore crescita nei valori minimi e massimi (0,87-2,27), collocando l’Abruzzo tra le Regioni ad alto rischio di trasmissione del contagio, con possibilità di progredire a rischio molto alto nel corso del mese di novembre”.

IN PROVINCIA DI TERAMO 160 NUOVI CASI: CONVERTITI REPARTI DI LUNGODEGENZA E CARDIOLOGIA A GIULIANOVA E ATRI

Dopo l’incremento registrato ieri, con altri 160 casi positivi al Covid, sale a 3.095, di cui quasi duemila in questa seconda ondata, il totale dei contagiati in provincia di Teramo dall’inizio della pandemia. Di questi, 56 sono ricoverati a Teramo (5 in Rianimazione), 57 ad Atri (2 in Rianimazione) e 34 alla Rsa di Giulianova.

Come si legge sul quotidiano Il Centro, è stato istituito un reparto Covid anche all’ospedale di Giulianova, dove in totale saranno 50 i letti attivati, tra Lungodegenza e Medicina. Conversione dei reparti anche ad Atri, dove ieri la Cardiologia è diventato reparto Covid. Nel frattempo si sta valutando anche se convertire la Pediatria.

A Pineto positivo anche il vicesindaco Alberto Dell’Orletta. Lo ha acomunicato lui stesso sui social, dicendo di essere, per il momento, ” quasi del tutto asintomatico, eccezion fatta per la perdita del gusto e dell’olfatto”.

Il primo cittadino, Robert Verrocchio, per quanto riguarda i tamponi negli uffici comunali ha fatto sapere che “non seguono un percorso di screening, vengono prescritti dal medico per sintomi o altre ragioni”. Intanto rientreranno oggi in classe gli studenti della 2 A 3 E del plesso delle medie di via Verona e quelli della primaria di Scerne che hanno eseguito il tampone.

Sono 41, invece, i casi registrati ad Atri e altri 15 positivi si registrano a Giulianova, dove è stata predisposta la didattica a distanza per tre classi degli istituti Don Milani e Bindi-Annunziata.

Sale a 77 il numero dei positivi a Roseto, a fronte dei 26 negli ultimi due giorni. Situazione in miglioramento nelle scuole, dove i tamponi sono risultati tutti negativi, a eccezione di due riconducibili però al contesto familiare. Le lezioni riprenderanno a partire dalla giornata di oggi.

A Montorio si registrano 258 cittadini positivi (+21 nuovi positivi, -1 negativizzato, quindi guarito). Tra i nuovi casi, 6 alunni delle scuole, suddivisi in una sezione dell’infanzia e classi della primaria, che erano già chiuse.

Un alunno positivo a Tortoreto, con il sindaco che ha deciso di sospendere l’attività didattica della sezione 2ªA della materna di via Giovanni XXIII disponendo anche la quarantena domiciliare preventiva per tutti gli alunni della classe.

CHIUSA SCUOLA MEDIA A SAN DEMETRIO NE’ VESTINI

Chiude, causa Covid, la scuola secondaria di primo gardo di San demetrio ne’ Vestini (L’Aquila).

La chiusura è stata disposta dal sindaco Antonio Di Bartolomeo con l’ordinanza n. 37 fino al prossimo 11 novembre. Le lezioni torneranno a svolgersi regolarmente dal prossimo giovedì 12.

Gli attualmente positivi sul territorio comunale sono 9, di cui 5 maggiorenni e 4 minorenni.

 

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