COVID: 11 NUOVI CASI, NESSUN MORTO E 85 GUARITI.
AL VIA TERZA DOSE VACCINO PER 30MILA ABRUZZESI

20 Settembre 2021 15:14

Regione: Sanità

PESCARA – Sono 11 i nuovi casi positivi al Coronavirus registrati oggi in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 10 e 94 anni, emersi dall’analisi di 1.371 tamponi molecolari e 1.188 test antigenici: il tasso di positività è pari a 0.42%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza  sale così a 80.687.

Il bilancio dei pazienti deceduti non registra nuovi casi e resta fermo a 2.536. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 75.105 dimessi/guariti (+85 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 2.046 (-75 rispetto a ieri. Nel totale sono ricompresi anche 442 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche.

81 pazienti (+3 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 6 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 1959 (-78 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 20.452 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+2 rispetto a ieri), 20.582 in provincia di Chieti (invariato), 19.549 in provincia di Pescara (+7), 19.322 in provincia di Teramo (+1), 663 fuori regione (invariato) e 119 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Oggi in Abruzzo come  in tutte le altre regioni cominciano le iniezioni per chi ha ricevuto già la doppia dose (o il monodose) del vaccino anti-Covid e rientra nella categoria dei cosiddetti “immunocompromessi”.

La “terza dose” riguarderà in regione circa 30 mila persone, in Italia  3 milioni di pazienti fragili e fragilissimi.

Molti di questi italiani saranno chiamati direttamente da Asl e ospedali che li hanno in cura, altri invece dovranno prenotarsi o saranno convocati dal medico di famiglia.

Sono 10 le categorie di pazienti che potranno ricevere una terza dose “addizionale” di vaccino anti-Covid. La lista è contenuta in una recente circolare del ministero della Salute che individua le condizioni che danno diritto alla terza iniezione e cioè: trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva; trapianto di cellule staminali ematopoietiche; attesa di trapianto d’organo; terapie a base di cellule T; patologia oncologica; immunodeficienze primitive; immunodeficienze secondarie; dialisi e insufficienza renale cronica grave; pregressa splenectomia; Aids. Come terza dose sarà impiegato uno qualsiasi dei 2 vaccini mRNA autorizzati: Pfizer nei soggetti di età maggiore o uguale di 12 anni e Moderna dai 18 anni in su. La somministrazione dovrà avvenire almeno dopo 28 giorni dall’ultima dose (seconda o monodose).

La circolare  del ministero della Salute che descrive categorie e tempistiche, distingue  la terza dose ‘addizionale’ dalla dose ‘booster’: in quest’ultimo caso la platea di riferimento non sono i soggetti particolarmente fragili per i quali si è evidenziata una minore risposta al vaccino (e che per questo necessitano di una dose appunto addizionale come parte  integrante del processo vaccinale), bensì le fasce che hanno avuto una risposta immunitaria adeguata dopo le prime due dosi ma che a distanza di tempo, o forse per via delle varianti,  hanno comunque bisogno di una dose di rinforzo a fronte del calo di copertura immunitaria che, secondo vari studi, si determina per i vaccini anti-Covid dopo 6-9 mesi.

L’obiettivo della dose booster è quindi mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria, in particolare in popolazioni connotate da “un alto rischio, per condizioni di fragilità che si associano allo sviluppo di malattia grave, o addirittura fatale, o per esposizione professionale”.

La dose booster va somministrata dopo almeno sei mesi dall’ultima dose. Al momento, in base alle indicazioni del CTS, precisa la circolare, “si considera prioritaria la somministrazione della dose addizionale nei soggetti trapiantati e immunocompromessi”.

Ferma restando la  priorità del raggiungimento di un’elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati, “sarà poi definita la strategia di somministrazione di una dose booster di vaccino a m-RNA (Pfizer e Moderna) in favore di ulteriori gruppi target”, tenendo conto delle evidenze scientifiche e dell’evoluzione dello scenario epidemiologico. Si inizia pertanto con i più fragili e poi verranno le dosi booster per le altre categorie, come over-80, residenti nelle Rsa e sanitari.

Le Regioni che si dicono tutte pronte a partire convocheranno su iniziativa delle aziende sanitarie le persone che vengono già assistite cominciando da quelli già presenti nelle corsie degli ospedali. In questo caso le vaccinazioni avverranno in ospedale, nelle sedi ambulatoriali o nei centri specialistici. Le persone che appartengono alle categorie target, qualora non venissero contattate potranno richiedere la terza dose, contattando i call center.

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