ASSESSORE REGIONALE FIORETTI, "NOTIZIE CHE ARRIVANO DA REALTA' LOCALI SONO RASSICURANTI"; L'ULTIMO BOLLETTINO: POSITIVO ANCHE BAMBINO DI UN ANNO TORNATO DA VACANZA IN SARDEGNA CON LA FAMIGLIA; PARRUTI, "GIUSTO MULTARE CHI NON INDOSSA MASCHERINA"

COVID ABRUZZO: 15 NUOVI POSITIVI, 13 NELL’AQUILANO, AL LAVORO PER RIAPRIRE SCUOLE IN SICUREZZA

8 Settembre 2020 09:34

Regione - Sanità

L’AQUILA – Mentre fervono i preparativi per la riapertura delle scuole, prevista tra poco più di due settimane, in Abruzzo si registrano 15 nuovi casi di Coronavirus su quasi mille tamponi.

Una percentuale di positività, dunque, che si mantiene in linea con quella degli ultimi tempi e con la provincia dell’Aquila ancora al primo posto per numero di contagi.

Al netto dei riallineamenti e delle residenze accertate, degli ultimi casi 13 fanno riferimento alla provincia dell’Aquila e due alla provincia di Teramo.

Intanto l’Abruzzo, dove la Giunta regionale ha deliberato la modifica al calendario scolastico, spostando la riapertura al 24 settembre si prepara all’avvio delle lezioni scolastiche tra incognite e corsa contro il tempo.

L’assessore regionale alla Scuola, Piero Fioretti, intervistato dal Centro si è detto fiducioso per le tempistiche.

Fioretti è certo che per il 14 settembre poche scuole sarebbero state pronte a riaccogliere i ragazzi con tutti i protocolli e le normative in regola.

“Le notizie che mi arrivano dalle realtà locali sono rassicuranti – ha precisato l’assessore regionale – non ci sono situazioni di difficoltà o di emergenza, sicuramente se si fosse riaperto il 14 con i tempi non ci saremmo stati. Molte scuole non avrebbero mai fatto in tempo a essere pronte. Proprio per questo tutti hanno sostenuto la scelta della Regione di spostare al 24 la riapertura, anche per avere una migliore organizzazione. Penso per esempio ai docenti che in questi giorni si stanno sottoponendo ai test. Non sappiamo quanti sono positivi e quanti dovranno rimanere a casa in quarantena. A questi si aggiungono anche tutti i docenti “fragili”, il personale Ata e i tecnici che hanno manifestato la loro preoccupazione e potrebbero non andare a scuola”.

Secondo Fioretti c’è “una falla all’interno dell’organizzazione scolastica per quanto riguarda eventuali casi positivi. Le procedure che verranno attivate non sono chiare soprattutto per i docenti o per gli assistenti scolastici che risulteranno positivi e dovranno decidere se fare o meno la didattica a distanza. Qui a mio avviso c’è bisogno di fare necessariamente chiarezza per evitare poi disagi durante l’anno scolastico”.





ULTIMO BOLLETTINO

Del totale dei casi positivi, 519 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+12 rispetto a ieri), 925 in provincia di Chieti (+2), 1.709 in provincia di Pescara (+1), 720 in provincia di Teramo (+2), 31 fuori regione (invariato) e 2 (-2) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Sono complessivamente 3.906 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 2.914 dimessi/guariti (+4 rispetto a ieri, di cui 15 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 2.899 che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).

31 pazienti (-1 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 2 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 487 (+12 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 520 (+11 rispetto a ieri).

Il numero dei pazienti deceduti resta fermo a 472.

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 166.611 test.

POSITIVO BAMBINO DI UN ANNO, TORNATO DA VACANZE IN SARDEGNA CON LA FAMIGLIA





Positivo anche un bambino di un anno: era tornato dalla Sardegna con la famiglia, che vive nella Marsica.

A quanto pare, come spiega Il Messaggero, la positività sarebbe stata scovata a seguito dei controlli effettuati sui familiari, tornati positivi dalla vacanza.

L’intero nucleo, in ogni caso, è in buone condizioni.

PARRUTI, “GIUSTO MULTARE CHI NON USA LA MASCHERINA”

Una situazione ancora “gestibile” in Abruzzo, come l’ha definita Giustino Parruti, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara e componente della task force della Regione, nonostante l’aumento dei casi di Coronavirus, ma che necessità di maggiore rigore e se necessario anche di multe.

“Questa situazione richiede una risposta pronta, tempestiva, adeguata a tutti gli aspetti che questa situazione comporta. È sicuramente una situazione gestibile. Con una maggiore intensificazione dei ranghi nell’ambito delle forze di intercettazione locale. Sicuramente abbiamo tutte le possibilità perché questa fase non sfoci in un danno maggiore”.

Parruti, come riporta Il Centro, chiede poi maggiori controlli e più severità da parte degli organi competenti: “Noi non possiamo mettere a rischio i sacrosanti interessi della nostra grande popolazione che si è rilanciata con innovazione, con molte azioni lodevoli nella ripresa delle attività produttive quindi è giusto che chi non sente questo senso di responsabilità vi sia richiamato in tutti i modi. Io credo che comminare una multa per un mancato utilizzo delle mascherine non sia in questo momento qualcosa che debba essere considerato un atto terroristico o antisociale. Io credo che sia una cosa giusta. Se abbiamo basi di evidenza per documentare l’idea che l’uso della mascherina blocca il rischio di andare incontro a un nuovo lockdown, è giusto che chi ha ancora bisogno di tempo per capirlo sia in qualche modo aiutato”.

Secondo Parruti è in corso in tutto il territorio, inclusa l’area Vestina, un grande lavoro per evitare nuovi casi di ospedalizzazione con cure precoci: “Stiamo intercettando i nuovi casi precocemente. Sono casi che essendo giovani, in larga misura non hanno il rischio di avere progressione clinica, ma su quelli che hanno progressione clinica stiamo intervenendo subito con le armi che conosciamo bene e questo comporta che mortalità e progressione all’intubazione si siano fortemente ridotte”.

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