COVID: ABRUZZO VERSO LA ZONA BIANCA. 20 CASI, 3 MORTI E 108 GUARITI: IL BOLLETTINO

17 Maggio 2021 15:56

PESCARA – C’è anche l’Abruzzo tra le 6 regioni che potrebbero entrare in zona bianca dal 7 giugno, se il trend dei contagi non peggiorerà.

Stando alla road map esaminata dalla cabina di regia presieduta dal premier Mario Draghi e alla quale ha partecipato anche il Cts, dal primo giugno dovrebbero entrare in zona bianca Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Dal 7 giugno, sempre che il trend dei contagi e delle ospedalizzazioni resti quello attuale, potrebbe toccare ad Abruzzo, Veneto e Liguria.

Nelle regioni in zona bianca valgono solo le regole di comportamento, dunque mascherina e distanziamenti. Ma soprattutto, non c’è coprifuoco. È quanto emerge dalla cabina di regia sulle riaperture tenutasi a Palazzo Chigi.

L’ULTIMO BOLLETTINO

Sono 20 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 8 e 69 anni, emersi dall’analisi di 787 tamponi molecolari e 405 test antigenici: il tasso di positività è pari all’1.7%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 73.262.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 3 nuovi casi e sale a 2.457, di età compresa tra 62 e 82 anni: 2 in provincia di Chieti e uno in provincia di Pescara. Dei casi odierni un è riferito a decesso avvenuto nei giorni scorsi e comunicato solo oggi dalla Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 63.928 dimessi/guariti (+108 rispetto a ieri).

Del totale dei casi positivi, 18.366 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+2 rispetto a ieri), 19.063 in provincia di Chieti (+17), 18010 in provincia di Pescara (invariato), 17.071 in provincia di Teramo (+1), 569 fuori regione (invariato) e 183 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 6, tutti residenti in provincia di Chieti.

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 6.877 (-51 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 1.073.169 tamponi molecolari (+787 rispetto a ieri) e 443.046 test antigenici (+405 rispetto a ieri).

202 pazienti (+3 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 21 (-1 rispetto a ieri con 1 nuovo ingresso) in terapia intensiva, mentre gli altri 6654 (-93 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Il Pescarese, dove si registrano dati da “zona bianca” da settimane, azzera i contagi.

“Il picco è stato a marzo scorso con 325 ricoverati. A quel punto, oltre all’utilizzo di tutti i posti letto dell’ospedale Covid, che ne conta 190, abbiamo dovuto attivare un’ala per i pazienti affetti da coronavirus anche nell’ospedale centrale di Pescara. Ora la situazione è realmente tranquilla e la pressione sulla Terapia intensiva è calata a picco”, commenta all’AdnKronos, Giustino Parruti, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive della Asl Pescara. ”

“Adesso – aggiunge – in Terapia  intensiva abbiamo appena 5 malati e 4 in sub-intensiva, contro i 54 del 4 aprile scorso. C’è stata una decisa inversione, sia perché il virus ha rallentato la circolazione, sia per le vaccinazioni che, come dimostra uno studio della Asl di Pescara, elaborato dall’Università di Ferrara, che sarà presentato proprio domani a Pescara, su 39mila vaccinati con due dosi il tasso di letalità è pressoché azzerato”.

VACCINI, LA SITUAZIONE IN ABRUZZO

Qual è la situazione vaccini Covid 19 in Abruzzo? A spiegarlo, dati alla mano, ad Adnkronos, è Maurizio Brucchi, referente regionale per la campagna vaccinale.

“Per quanto riguarda gli over 80 – spiega – su 104.003 anziani – sono dati Istat – in 91.016, ossia l’87%, hanno ricevuto la prima dose; in 78.471, il 75%, entrambe. Siamo perfettamente in linea con la media nazionale. Per quanto concerne la fascia 70-79, su 130.572 aventi diritto, in 102.335, ossia il 78%, hanno avuto la prima inoculazione; in 36.432, 27%, anche la seconda. Qui – viene spiegato – c’è da tenere conto del fatto che viene somministrato il vaccino Astrazeneca, il cui richiamo è stato posticipato alla dodicesima settimana. Nella fascia di età 60-69 – prosegue Brucchi – su 167.705 cittadini, in 93.787, ossia il 55%, hanno ricevuto la prima dose. Riguardo ai fragili, nella fascia 50-59 abbiamo vaccinato, con la prima dose, 59.413 persone ossia il 29% e in quella 40-49, 36.855 cioè il 19%”.

Da oggi sono cominciate la vaccinazioni per i cittadini 50-59 e sono state aperte le prenotazioni per quelli che hanno tra 40 e 49 anni. “Per quanto riguarda la fornitura dei vaccini – evidenzia Brucchi – al momento non ci sono problemi. Noi abbiamo ricevuto un quantitativo straordinario di dosi Astrazeneca, 31.500, per completare le vaccinazioni nelle scuole. Di Pfizer arrivano 44-45mila dosi a settimana e dai primi di giugno ne saranno molte di più. Di Moderna e Johnson & Johnson riceviamo poche migliaia a settimana”.

 

 

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