COVID: 210 NUOVI CASI, 17 DECESSI E 526 GUARITI. ABRUZZO VERSO CONFERMA IN ZONA ARANCIONE

RIAPERTURE: DA REGIONI OK A LINEE GUIDA, MARSILIO, "INDIVIDUARE DATE PRECISE, ANCHE PER PROGRAMMARE IN PARTICOLARE LA RIPRESA DEL TURISMO E DI TANTI ALTRI SETTORI"

16 Aprile 2021 15:24

PESCARA – Nel giorno in cui l’Abruzzo attende la riconferma in zona arancione, sono 210 i nuovi casi di Coronavirus registrati nelle ultime ore, di età compresa tra 2 e 84 anni, emersi dall’analisi di 5.316 tamponi molecolari e 1.624 test antigenici: il tasso di positività è pari al 3%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 68.948.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 17 nuovi casi e sale a 2.315, di età compresa tra 56 e 99 anni: 1 in provincia di Chieti, 3 in provincia di Pescara, 10 in provincia di Teramo e 3 in provincia dell’Aquila. Dei casi odierni, 9 sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni scorsi e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 56.737 dimessi/guariti (+526 rispetto a ieri).

Del totale dei casi positivi, 17.129 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+54 rispetto a ieri), 17.627 in provincia di Chieti (+43), 17.577 in provincia di Pescara (+48), 15.879 in provincia di Teramo (+63), 546 fuori regione (-2) e 190 (+1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 44, di cui 14 in provincia dell’Aquila, 10 in provincia di Pescara, 14 in provincia di Teramo e 6 in provincia di Chieti. Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 9.896 (-336 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 956.339 tamponi molecolari (+5.316 rispetto a ieri) e 379.857 test antigenici (+1.624 rispetto a ieri).

525 pazienti (-12 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 57 (+1 rispetto a ieri con 4 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 9.314 (-325 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Scende ancora il valore dell’Rt nazionale a 0.85. L’indice la scorsa settimana era 0,92. Continua la pressione sulle terapie intensive ed i reparti ospedalieri con un tasso di occupazione a livello nazionale al di sopra della soglia critica sia in terapia intensiva (39% rispetto alla soglia di allarme fissata al 30%) che in area medica (41% contro il 40% della soglia critica), che tuttavia per la prima settimana mostrano segnali di una lieve diminuzione.

È quanto si apprende sul dato contenuto nel monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute che sarà diffuso oggi. E in base al quae il ministro della Sanità, Roberto Speranza, definirà per decreto la nuova classificazione dei “colori” delle Regioni.

L’Abruzzo sarà confermato sicuramente in zona “arancione”, ed anzi viene inserito dalla cabina di regia, assieme a Campania, Veneto e Provincia Autonoma di Bolzano, tra le regioni a “basso rischio”. Virtualmente in zona gialla che però è stata abolita dal decreto di Mario Draghi ancora vigente.

Per quanto riguarda i cambi di colore resteranno rosse Puglia e Valle d’Aosta la cui stima dell’incidenza settimanale dovrebbe essere sempre sopra i 250 casi per 100 mila abitanti, mentre la Sardegna per legge dovrà farsi un’altra settimana di rosso.

La Campania invece dovrebbe tornare in zona arancione.

Ma detto ciò sono ben 14 Regioni e 2 Province autonome, oltre all’Abruzzo, anche Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Pa Bolzano, Pa Trento, Toscana, Umbria e Veneto,  in cui si registra un decremento significativo dei contagi e del livello di rischio.

L’indice del contagio Rt in Abruzzo è lievemente cresciuto, passando da 0.89 a 0.92, ma restando sempre al di sotto della soglia di criticità. Per il resto gli indicatori migliorano. Tra essi il numero dei focolai attivi, passati da 939 a 811 nella settimana che va dal 5 all’11 aprile.

La Conferenza delle Regioni ha approvato le linee guida per la riapertura di alcune attività “in condizioni di sicurezza e nel rispetto dei protocolli di prevenzione, ha sottolineato il presidente Massimiliano Fedriga assicurando che il governo potrà contare sulla “massima collaborazione da parte delle Regioni”. Il documento, sottoposto a Governo e Cts, riguarda ristorazione, palestre, piscine, strutture termali, cinema e spettacoli dal vivo.

“Le Regioni hanno approvato delle linee guida per la riapertura di diverse attività e ha chiesto al Governo di individuare delle date precise dopo le quali permettere queste aperture, anche per programmare in particolare la ripresa del turismo ma di tanti altri settori, come palestre, piscine, ristoranti, bar, cinema, musei”, ha fatto sapere il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al termine del confronto Stato-Regioni, con l’obiettivo di presentare al Governo delle linee guida sulle riaperture.

“Ancora una volta sono le Regioni a porsi all’avanguardia, a fornire al Governo e al Paese gli strumenti per ripartire e rimettere in moto l’economia: è la seconda grave crisi, dopo quella sanitaria, che dobbiamo affrontare prima che degeneri e possa davvero trasformarsi in una tragedia”.

Tra le misure: almeno un metro di distanza – frontale o laterale – tra spettatori al cinema o al teatro se indossano la mascherina e almeno due metri di distanza qualora le disposizioni prevedano di non indossarla. Dalla misure sul distanziamento sarebbero esclusi familiari e conviventi.

Negli esercizi di ristorazione che prevedono posti a sedere non si consuma al banco dopo le 14.00. Nei locali al chiuso vanno rispettati i due metri di distanza, all’aperto si riduce a un metro: in entrambi i casi va tenuta la mascherina quando non si è seduti.

Tra le altre misure, la consultazione online del menu, il contingentamento degli ingressi in modo che la capienza del locale assicuri il mantenimento di almeno due metri di distanza. La distanza di almeno due metri tra i clienti è prevista anche al banco.

Nuove misure per le riaperture delle palestre, ma no allo sport da contatto fisico. Secondo il protocollo, bisognerà regolamentare l’accesso agli attrezzi, delimitando le zone per garantire almeno un metro di distanza tra le persone che in quel momento non svolgono attività fisica e almeno due metri durante l’attività fisica. Bisognerà inoltre assicurare almeno due metri di distanza tra le persone negli spogliatoi e nelle docce.

“Proposte elaborate dai Dipartimenti di prevenzione delle Regioni su cui chiederemo il parere del Cts che ci auguriamo arrivi il prima possibile – dice Fedriga – per permettere al Paese, in modo progressivo e ferma restando l’applicazione del principio di massima cautela in termini di contenimento della diffusione del Covid, di imboccare la strada del ritorno alla normalità.”

Le Regioni stanno inoltre valutando altre linee guida per le ulteriori attività produttive “soprattutto in relazione alla revisione e al riscontro dei diversi scenari di rischio”. Ed occorre poi verificare, conclude il presidente della Conferenza delle Regioni, “che alcune attività di servizio alla persona, – parrucchieri, estetisti -, attualmente chiuse nelle zone rosse possano con l’attuazione di rigidi protocolli riprendere il loro lavoro in sicurezza”.

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