SEI CONTAGI IN PROVINCIA L'AQUILA, C'E' ANCHE GIANCARLO CIPOLLONE, TRA I PIU' VOTATI ALLE ELEZIONI COMUNALI; CINQUE I PAZIENTI IN TERAPIA INTENSIVA; ASSESSORE ALLA SANITA' VERI', "NESSUNA EMERGENZA MANCANZA DOSI VACCINO ANTI-INFLUENZALE. PRECEDENZA A SOGGETTI A RISCHIO, CRONO-PROGRAMMA PRECISO, NESSUNO SARA' LASCIATO INDIETRO"; IN REGIONE 65 FOCOLAI, RT SUPERIORE A 1

COVID ABRUZZO: 23 NUOVI CASI, TRA CUI CANDIDATO AD AVEZZANO, AL VIA CAMPAGNA VACCINALE

1 Ottobre 2020 08:58

L’AQUILA – Rispetto a ieri si registrano in Abruzzo 23 nuovi casi di persone contagiate dal coronavirus, di età compresa tra 18 e 68 anni. Il bilancio dei pazienti deceduti resta fermo a 481. Le persone attualmente positive sono 881, e salgono a 5, i pazienti in terapia intensiva. Ieri i casi in più erano 14.

Al netto delle verifiche di residenza, i positivi di oggi sono residenti in provincia dell’Aquila (6), Chieti (3), Pescara (11), Teramo (2) e fuori regione (1).

Prende intanto il via oggi in tutte le Asl la campagna per i vaccini anti-influenzali. La prima fase, che andrà avanti per alcune settimane, riguarderà i soggetti a rischio, che verranno contattati dalle Asl per la cosiddetta “chiamata attiva”, cui seguirà la vaccinazione vera e propria. Raccomandata la vaccinazione per i bambini tra i sei mesi e i sei anni di età, per tutti i soggetti con più di 60 anni e per gli operatori sanitari e sociosanitari. Per queste fasce di popolazione il vaccino è gratuito.

Timori, ad Avezzano, per un candidato alle elezioni che è stato contagiato dal coronavirus. Si tratta di Giancarlo Cipollone, ex capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, in lista con la Lega alle amministrative che dovranno portare all’elezione del nuovo sindaco tra Tiziano Genovesi, espressione del Carroccio e Gianni Di Pangrazio, a capo di un polo civico.

Cipollone è stato tra i più votati, con 264 voti e, ovviamente, nelle ultime settimane ha avuto contatti con diversi cittadini.

Ha accusato i sintomi del virus e una insufficienza respiratoria e per questo è stato ricoverato all’ospedale dell’Aquila.

Superato di nuovo il centinaio di casi positivi al Coronavisrus nella zona del Sulmonese. Nella giornata di ieri sono infatti stati accertati  altri 6 contagi: tre fanno riferimento alla città di  Sulmona, uno a Raiano e 2 a Pettorano sul Gizio.

A Sulmona, in particolare, si tratta della figlia di uno dei carabinieri contagiati, positiva al tampone di controllo, di una donna macedone in quarantena dopo il rientro in città e di un 27enne, tutti già inseriti nella rete della sorveglianza attiva.

A questi vanno inoltre ad aggiungersi un giovane di Raiano, dipendente della fabbrica situata a Corfinio, dove sabato si è registrata una positività, e altre due persone di Pettorano sul Gizio.

Interviene poi l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, alla vigilia della campagna vaccinale.

“Spiace dovermi ripetere, ma quando si creano situazioni di confusione che possono ingenerare timori e allarmi tra i cittadini (specie in un momento difficile, come quello che stiamo vivendo tutti da mesi per il Covid), è giusto che torni a ribadire che in Abruzzo non c’è alcuna emergenza riguardante i vaccini antinfluenzali”.

Precisazioni che arrivano dopo l’allarme lanciato dal capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci, che sull’argomento ha all’attivo due accessi agli atti e un’interpellanza all’esecutivo, sulla mancanza di dosi e ritardi nella programmazione.

“Come spiegato in più occasioni e come accaduto ogni anno, anche in passato – spiega l’assessore – nelle prime settimane sarà data la precedenza ai soggetti a rischio, che verranno contattati dalle Asl con la cosiddetta ‘chiamata attiva’. Successivamente si passerà alle altre categorie individuate dai protocolli sanitari, vale a dire anziani, ospiti di strutture socio-sanitarie o case di riposo, operatori sanitari e bambini da 6 mesi a 6 anni, secondo un cronoprogramma ben preciso che non lascerà nessuno indietro”.

Verì puntualizza come ci si sia dimenticati che le campagne vaccinali sono campagne di sanità pubblica, regolamentate e disciplinate dalla normativa.

“Le attività di vaccinazione per le categorie individuate dalla delibera di giunta regionale del luglio scorso – prosegue – sono gestite dai distretti sanitari, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, che organizzeranno la somministrazione secondo agende prestabilite, anche perché sono ancora in vigore le norme anti contagio che regolano gli accessi ai servizi sanitari. Evitiamo, quindi di diffondere panico tra i cittadini, perché le forniture dei vaccini saranno assicurate costantemente anche in base all’obbligo (sancito a livello nazionale) per le Regioni che hanno acquistato dosi in quantità eccessiva, di ridistribuirle alle altre che hanno visto le proprie gare andare deserte per l’andamento del mercato. Come ho già spiegato, infatti, le aziende produttrici hanno avuto convenienza a partecipare ai bandi delle Regioni più grandi, indirizzando i quantitativi prodotti su quelle procedure. Un meccanismo che ha penalizzato diverse Regioni, come l’Abruzzo, ma che è stato corretto dal Ministero”.

In base alla delibera di giunta regionale della scorsa estate, in Abruzzo è stata introdotta una forte raccomandazione a vaccinarsi per i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni di età e per tutti i soggetti con più di 60 anni.

A differenza delle precedenti stagioni, a queste fasce il vaccino sarà garantito a titolo gratuito.

Forte raccomandazione a sottoporsi a profilassi vaccinale anche per gli operatori sanitari e sociosanitari delle strutture pubbliche e private. Anche per queste categorie la vaccinazione è gratuita.

“In questi giorni – conclude l’assessore – sento sollevarsi polemiche infondate che vogliono far apparire la campagna vaccinale come un qualcosa che inizia e finisce domani. Non è così e non è mai stato così, perché le vaccinazioni andranno avanti per settimane. E voglio rimarcare che la Regione provvede al reperimento delle dosi solo per le categorie individuate dai provvedimenti programmatori (bambini da 6 mesi a 6 anni, operatori sanitari, ultra 60enni, ndr)”.





IN ABRUZZO 65 FOCOLAI, RT SUPERIORE A 1

Nella settimana tra il 29 giugno e il 5 luglio in Abruzzo si contavano appena 1,91 casi di Covid-19 ogni 100mila abitanti, mentre nel periodo dal 14 al 20 settembre l’incidenza dei casi sulla popolazione è salita a 21,67.

A sua volta in questo arco di tempo l’indice di contagiosità, il famoso R con t è salito da 0,7 a 1,26, sopra quindi la soglia di sicurezza che è uno.

I focolai attivi a inizio estate erano 2, ora sono ben 65, dei quali 18 quelli che hanno cominciato a sprigionare scintille nell’ultima settimana.

Emerge da un’indagine della Fadoi, la Federazione dei medici internisti ospedalieri, che hanno rielaborato i dati del ministero della Salute.

La Federazione evidenzia che si aggiunge anche il fattore popolazione “fragile”: in Abruzzo il 24% degli abitanti è over 65 anni, e di questi il 42% con una o più malattie croniche ed il 24% con due o più malattie croniche.

In attesa di capire quanto possa incidere la riapertura delle scuole sull’andamento dell’epidemia, rileva Fadoi, una delle armi più efficaci per arginare la diffusione del virus resta il contact tracing.

Nonostante il forte aumento dei casi e quindi dei contatti da tracciare ed isolare per ciascun nuovo positivo, i “cacciatori di virus” delle asl addetti al contact tracing sono riusciti a far partire il tracciamento dei contatti a rischio nel 100% dei casi.

E questo con solo 0,8 addetti al tracciamento per 10mila abitanti, dotazione sotto lo standard minimo di riferimento che è di uno.

Il rovescio della medaglia è che per 34 positivi accertati sui 168 della settimana non si è riusciti a risalire all’origine del contagio.

“Negli ultimi tre mesi – commenta il presidente Fadoi Abruzzo, Amleto Nepa – anche in Abruzzo si è assistito ad una recrudescenza dei casi di contagio da Covid-19 (in genere vengono effettuati dai 1000 ai 2000 tamponi al giorno), prevalentemente nella popolazione giovanile e spesso in relazione a piccoli gruppi di immigrati residenti in piccoli centri e gruppi di partecipanti a cerimonie e/o banchetti”.

“Il problema principale che attualmente affligge le medicine interne – aggiunge – sembra essere il numero cospicuo di ricoveri per patologie croniche riacutizzate (polmonari, cardiache, oncologiche, ematologiche) a causa dalla mancanza di adeguati controlli clinici-laboratoristici-strumentali nel periodo del lockdown”.

IL BOLLETTINO DI IERI

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3057 dimessi/guariti (+6 rispetto a ieri, di cui 21 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 3036 che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 881 (+16 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 199492 test (+1778 rispetto a ieri).

52 pazienti (invariato rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 5 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 824 (+15 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 631 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+6 rispetto a ieri), 1044 in provincia di Chieti (+3), 1886 in provincia di Pescara (+11), 818 in provincia di Teramo (+3), 38 fuori regione (+3) e 2 (-4) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

 

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