COVID ABRUZZO: 25 NUOVI CASI, NESSUN DECESSO.
VARIANTE DELTA NEL 56.3 PER CENTO DEI CONTAGI

4 Luglio 2021 14:52

Regione: Sanità

L’AQUILA – Sono 25 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 8 e 87 anni, emersi dall’analisi di 1.979 tamponi molecolari e 3.144 test antigenici.

Nessun decesso, dato invariato da giorni, così come i guariti, il cui totale resta stabile a 71.526.

Dei nuovi casi 12 fanno riferimento alla provincia di Teramo, 7 a quella dell’Aquila, 5 a quella di Chieti e uno a quella di Pescara.

Gli attualmente positivi sono 911 (+25), 21 ricoverati in area medica (-1), 1 in terapia intensiva (invariato), 889 in isolamento domiciliare (+26).

In Italia quasi un caso su 22 è dovuto alla variante Delta. A certificarlo, per la prima volta con esattezza da quando nel resto d’Europa i contagi hanno ripreso a risalire, è l’Istituto superiore di sanità.

E l’Abruzzo è una delle sei regioni dove la variante delta è oramai prevalente nei nuovi contagi, con il 56.3%, ben al di sopra della media. La quasi totalità dei casi riguarda persone non vaccinate e i soggetti vaccinati con una sola dose. E in ogni caso la mortalità e i ricoveri sono crollati.

Almeno cinque, quattro in diversi punti del Teramano e uno a Lanciano (Chieti), sono i focolai di Covid-19 riconducibili alla variante Delta emersi negli ultimi giorni in Abruzzo. Sono in corso le indagini epidemiologiche, il tracciamento dei contatti, l’esecuzione di nuovi tamponi e le attività di sequenziamento.

Gli altri territori più colpiti dalla variante Delta in Italia nell’ultimo mese sono le Marche, prevalente con il 44,4 per cento, la Sardegna, 66,7 per cento, la provincia autonoma di Bolzano, 60 per cento e anche la Lombardia, passata dal 2,5 per cento del monitoraggio precedente al 38,2 per cento attuale. Il Lazio è al 35 per cento.

Il report realizzato dall’Iss insieme alla Fondazione “Kessler” è basato su 772 sequenziamenti realizzati da 113 laboratori, evidenzia inoltre come la Delta sia stata identificata in 16 Regioni (con un range tra lo 0 e il 76 per cento) e sia destinata a scalzare le altre mutazioni presenti in Italia.

In ogni caso, come testimoniano invece i dati settimanali del ministero della Salute, l’avanzare della variante Delta per ora non porta ad un incremento dei casi, a differenza di quanto accade ad esempio in Regno Unito e Portogallo. Anzi, “Si osserva una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (1.578 vs 2.407 la settimana precedente)”. Ma in calo sono anche la pressione sugli ospedali, l’incidenza (9 su 100mila abitanti, contro i 12 di sette giorni fa) e l’Rt (passato da 0,69 a 0,63).

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