MARSILIO SCRIVE A CONTE, "SNELLIRE BUROCRAZIA PER FAR FRONTE A EMERGENZA"; IMPENNATA CONTAGI, AL "SAN SALVATORE" APERTA PALAZZINA DELTA 7; A PESCARA PRESENTATO MACCHINARIO DA 2.400 TEST AL GIORNO

COVID ABRUZZO: 252 NUOVI CASI, ANCHE BIMBO DI 3 MESI, 104 POSITIVI NELL’AQUILANO, 5 DECESSI, OLTRE 3MILA TAMPONI

21 Ottobre 2020 14:59

PESCARA – Record di casi Covid in Abruzzo dove, nelle ultime ore, sono stati registrati  252 nuovi contagi, di età compresa tra 3 mesi e 91 anni, e 5 decessi.

Ancora una volta è L’Aquila la città con più positivi: sono 55 quelli accertati con i test delle ultime ore.

Subito dopo ci sono Avezzano, 40 casi, Montesilvano, 21, e Pescara, 2o.

I dati relativi alle due città adriatiche, che finora avevano fatto registrare numeri contenuti, dimostrano quanto il virus stia circolando anche nell’area metropolitana.

Tra le altre località con più casi ci sono Isola del Gran Sasso (15), Celano (9), Teramo (8), Chieti (7), Bellante (6), Città Sant’Angelo (5) e Villalago (5).

Dei 6.786 casi abruzzesi, 1.536 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+104 rispetto a ieri), 1.424 in provincia di Chieti (+31), 2.285 in provincia di Pescara (+53), 1.426 in provincia di Teramo (+54) e 52 fuori regione (+4), mentre per 63 (+6) sono in corso verifiche sulla provenienza

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 5 nuovi casi e sale a 500: si tratta di un 71enne e di un 86enne della provincia dell’Aquila, una 88enne e una 82enne della provincia di Chieti, un 66enne della provincia di Teramo.

Dei nuovi casi, 148 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 42, di cui 9 in provincia dell’Aquila, 11 in provincia di Pescara, 5 in provincia di Chieti e 17 in provincia di Teramo.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3195 dimessi/guariti (+1 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 3091 (+246 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 253.175 test (+3.133 rispetto a ieri).

212 pazienti (+2 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 14 (-1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 2.865 (+245 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

MARSILIO SCRIVE A CONTE, “SNELLIRE BUROCRAZIA PER FAR FRONTE A EMERGENZA”

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al ministro della Salute, Roberto Speranza, e al commissario Domenico Arcuri al fine di trovare una soluzione che snellisca la burocrazia per far fronte all’emergenza pandemica.

“L’accelerazione è necessaria dopo quattro mesi trascorsi dalla preparazione del decreto al trasferimento delle deleghe al presidente Marsilio il quale in tempi ristretti ha già emanato il primo decreto per definire le competenze ed ha delineato la filiera operativa individuando i professionisti chiamati alla realizzazione dei progetti”, si legge in una nota.

Le proposte del presidente Marsilio, “al fine di far fronte a un’emergenza in atto sono quelle, vista l’urgenza, di modificare le condizioni generali previste dal contratto di progetto, in condivisione con la Bei, di eliminare la necessità di svolgere le procedure di evidenza pubblica che comporterebbero attese di almeno tre mesi, utilizzandone altre, sempre in evidenza pubblica, che consentirebbero una notevole riduzione dei tempi. Procedure che la Regione Abruzzo ha già adottato con successo in occasione della realizzazione dell’ospedale Covid di Pescara”.

IMPENNATA CONTAGI, ALL’OSPEDALE DELL’AQUILA APERTA LA NUOVA PALAZZINA DELTA SETTE

Stante il preoccupante incremento dei contagi da covid 19, nei giorni scorsi sono iniziati i ricoveri di pazienti presso la palazzina delta sette dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila.




Si tratta, afferma il manager Roberto Testa, “di un atto dovuto rispetto a una programmazione del piano di emergenza che la governance aziendale aveva già definito nel mese di aprile. In quel momento la palazzina era in via di ultimazione e si è deciso di accelerare i lavori proprio per il timore di necessità di posti letto legati alla pandemia nel periodo autunnale. L’occasione di finanziamenti Covid, prontamente colta, ha permesso, modulando opportunamente le spese necessarie per i numerosi interventi da fare nell’intera Asl, di ottenere un risultato difficilmente raggiungibile  facendo riferimento al normale bilancio aziendale, e oggi la palazzina è totalmente fruibile per le necessità dell’utenza”.

“I reparti appena realizzati – continua Testa, – avrebbero meritato una inaugurazione in grande stile, per qualità delle manifatture e della tecnologia impiegata, ma purtroppo l’attuale situazione non ce lo consente. Siamo impegnati 24 ore su 24, infatti, a riprogrammare i percorsi assistenziali e a riorganizzare i posti letto necessari per l’utenza. Il delta sette era fra gli interventi urgenti previsti per far fronte alla pandemia autunnale, e la tempistica è stata rispettata, peraltro con una grandissima attenzione all’appropriatezza delle spese. Alla fine della pandemia Covid l’Ospedale San Salvatore si presenterà con un volto totalmente rinnovato e con una capienza molto aumentata, ciò che permetterà di riorganizzare la qualità dei servizi erogati a servizio di tutta la provincia. In questo modo nulla sarà stato speso inutilmente. In sostanza, i fondi Covid riteniamo di non averli spesi, ma investiti per il futuro della salute dei nostri cittadini. Peraltro la palazzina presenta standard di sicurezza da un punto di vista strutturale altissimi, essendo stati rispettati tutti i più recenti criteri dettati dalla normativa vigente sulla sicurezza sismica”.

“Mi corre l’obbligo – conclude il manager – di ringraziare la politica regionale per aver  finanziato la chiusura di un cantiere aperto fin dal post-sisma, e che, probabilmente non avrebbe visto la fine senza l’accelerazione legata al Covid, così come tutti i tecnici della Asl che hanno lavorato incessantemente per centrare un obiettivo strategico per l’Azienda”.

IN ABRUZZO SUPERMACCHINARIO DA 2.400 TAMPONI AL GIORNO

Un innovativo supermacchinario di tecnologia americana in grado di analizzare fino a 2.400 tamponi in 24 ore.

E’ la strumentazione “Opentrons” acquistata dalla Asl di Pescara: il dispositivo, a disposizione dell’Unità operativa complessa di Microbiologia e virologia clinica a valenza regionale diretta da Paolo Fazii, si sta rivelando particolarmente utile nella seconda ondata dell’epidemia, in cui la capacità diagnostica viene considerata una delle armi vincenti per il contrasto alla diffusione del coronavirus.

Questa mattina la presentazione ufficiale.

Il macchinario, installato in appositi locali, dopo il settaggio effettuato da remoto con la collaborazione di ingegneri americani, viene utilizzato già da alcuni mesi, ma nelle ultime settimane, con la ripresa dei contagi, è pienamente operativo.

Tra i mille e i 1.500 i test eseguiti quotidianamente nel laboratorio pescarese.

Si conta di arrivare ben presto a circa 3.500 tamponi, non solo grazie al nuovo macchinario, ma anche con gli altri dispositivi disponibili.

L’Opentrons è uno strumento cosiddetto “aperto”, vale a dire che, seguendo i protocolli, può essere utilizzato con vari tipi di reagenti.

Questo dovrebbe scongiurare il rischio per il laboratorio di restare senza i materiali necessari per l’esecuzione dei test.

Uno dei problemi dell’emergenza primaverile, infatti, è stata proprio la carenza di reagenti e kit di estrazione, ma il supermacchinario dovrebbe consentire di superare eventuali criticità.

Il dispositivo è stato acquistato dalla Asl grazie alle donazioni di numerosi privati ed associazioni che durante la prima fase della pandemia hanno voluto dare il loro contributo.

Nel sottolineare che si tratta del “primo dispositivo del genere installato in Europa”, Fazii afferma che “bisogna continuare ad avere sempre paura. Se tutti ci comportiamo nel migliore dei modi e non lo facciamo circolare – dice – il virus non ci ‘ammazzerà'”.

Presenti all’incontro di presentazione, tra gli altri, anche il direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, e alcuni di coloro che hanno contribuito con le proprie donazioni.

Se Ciamponi si è soffermato sull’importanza della “velocità” nella diagnosi e nella lotta al virus, Sospiri ha parlato di “un’attrezzatura di dimensioni mondiali” che “ci sta aiutando a contenere i numeri e l’estensione della seconda ondata”.

 

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