COVID ABRUZZO; 3.619 CASI E 5 MORTI, DA DOMANI IN ARANCIONE. IN ITALIA CALA PRESSIONE SU OSPEDALI

REGIONI, "RIVEDERE COLORI". ISS, "MORTALITA' 33 VOLTE PIU' ALTA NEI NON VACCINATI RISPETTO A CHI NON HA TERZA DOSE"

23 Gennaio 2022 09:08

Italia: Sanità

L’AQUILA – Sono 3.619 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra un mese e 100 anni, emersi dall’analisi di 8.467 tamponi molecolari e 21.178 test antigenici (di cui 2.069 positivi).

Cinque i deceduti: un 74enne in provincia di Chieti, una 75enne in provincia dell’Aquila, mentre 3 sono risalenti ai giorni scorsi e comunicati solo oggi dalle Asl.

I nuovi guariti sono 96, che portano il totale a 97.077 dall’inizio dell’emergenza

Gli attualmente positivi sono 8.8391 attualmente positivi (+3.514), 402 ricoverati in area medica (+6), 36 in terapia intensiva (+1), 87.953 in isolamento domiciliare (+3.417).

Dei nuovi casi 982 fanno riferimento alla provincia di Teramo, 934 a quella di Chieti, 884 a quella di Pescara e 673 a quella dell’Aquila.

L’Abruzzo da lunedì sarà in zona arancione per effetto dell’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, all’esito del monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero.

Da diversi giorni tutti i parametri – tasso di occupazione dei posti letto e incidenza dei contagi – erano oltre le soglie limite.

L’Abruzzo è attualmente in zona gialla, area di rischio in cui si trova dallo scorso 10 gennaio. Gli ultimi dati, comunque, continuano a confermare la frenata della corsa del virus, anche se i numeri sono stabili su valori altissimi. Il totale dei contagi accertati in una settimana è pari a 25.644, con una variazione del -10% rispetto ai sette giorni precedenti.

A livello territoriale, i numeri più alti sono ancora quelli del Teramano, unico territorio che presenta ancora un’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti superiore a duemila: il parametro, in crescita, è a 2.219. Seguono il Chietino, con 1.864, e il Pescarese, con 1.908. Chiude la provincia dell’Aquila con un’incidenza, in aumento, pari a 1.640.

CALA PRESSIONE SU OSPEDALI. REGIONI, “RIVEDERE COLORI”

Ancora tanti morti (333) e contagiati (171.263), ma i dati delle ultime 24 ore indicano un allentamento della pressione sugli ospedali con il calo di terapie intensive (-31) e ricoveri ordinari (-43).

Numeri che potrebbero mostrare l’uscita dalla fase acuta determinata anche dall’aumento dei contatti registrato nelle festività di fine anno.

E le Regioni sono pronte a tornare alla carica con la richiesta al Governo di rivedere il sistema dei colori ed eliminare gli asintomatici dal conteggio dei positivi. Fissata per martedì la Conferenza dei governatori. Sul fronte vaccini, le terze dosi si apprestano a tagliare il traguardo dei 30 milioni, pari alla metà della popolazione italiana e a due terzi della platea ‘target’.

Lunedì altre tre regioni altre all’Abruzzo (Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia) si coloreranno di arancione, aggiungendosi alla Valle d’Aosta. Ed i presidenti rumoreggiano. “Chiederemo al governo – spiega Nello Musumeci (Sicilia) – una modifica delle colorazioni, questa è la posizione della Conferenza dei governatori. Siamo convinti che debbano essere rivisti i parametri”. Sulla stessa linea Attilio Fontana (Lombardia): “il sistema delle zone”, che “ha funzionato nelle prime fasi della pandemia e prima degli effetti della campagna vaccinale – sottolinea – ora va sicuramente rivisto” con “urgenza”. L’auspicio è anche quello di scorporare “i dati dei ricoverati ‘per’ Covid da quelli ‘con’ Covid”. Giovanni Toti (Liguria) aggiunge un’altra richiesta con una lettera inviata al ministro della Salute, Roberto Speranza: risolvere il problema dei ‘positivi fantasma’, cioè chi ha avuto il Covid, si è poi negativizzato ma non è stato registrato dal sistema sanitario. Si tratta, spiega, di “una mancanza che non permette a chi è guarito di ottenere il Green pass”.

Un’ulteriore problema è stato messo sul piatto da Maurizio Fugatti (Trentino), quello degli stranieri provenienti da Paesi come Polonia o Repubblica ceca, dove il green pass dura 9 mesi e non sei e dunque non si vedrebbero riconosciuta la certificazione in Italia causando un “danno ingente per il turismo invernale”. In agenda c’è inoltre il tema della semplificazione per le norme scolastiche: si ragiona in particolare sulla riduzione della quarantena per la fascia 12-19 anni, quella dove è più alta la quota di vaccinati, nonchè sulla cancellazione dell’obbligo di tampone per il ritorno in classe degli studenti asintomatici dopo i dieci giorni di Dad. Tanta la carne al fuoco, quindi, in un momento in cui il Governo è però ‘distratto’ dall’elezione del presidente della Repubblica. La scorsa settimana si è riunito un tavolo tecnico cui hanno partecipato esperti delle Regioni, insieme al direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, e il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli. Nell’occasione è stata abbozzata una road map, con l’apertura ad una modifica del sistema delle fasce a colori e l’esclusione dal conteggio dei positivi ricoverati di chi è entrato in ospedale per altre patologie. La Liguria, ad esempio, fa presente che i pazienti attualmente ricoverati nelle sue strutture sanitarie per patologia non correlata al Covid ammontano a circa il 30% del totale degli ospedalizzati positivi per il Coronavirus. Se passa il principio sarà molto più difficile per le Regioni raggiungere le soglie di occupazione ospedaliere che determinerebbero il cambio di colore. Il bollettino quotidiano rileva intanto una continua discesa dei contagi dopo il picco di 228mila toccato martedì scorso. E, nelle ultime ore, anche una frenata della corsa di terapie intensive e ricoveri ordinari che sembravano destinati a sfondare le quote, rispettivamente, di 2mila e 20mila, ma ora restano sotto quelle soglie (1.676 e 19.442). Sul fronte dei vaccini, il grosso delle somministrazioni quotidiane continua ad essere rappresentato dal booster: ieri 470mila sulle 565mila iniezioni totali. Le prime dosi, dopo il balzo registrato nella prima settimana dell’obbligo per gli over 50, si sono attestate negli ultimi giorni a medie più basse, di poco superiori alle 50mila quotidiane. Ormai vicine al milione le dosi per la fascia pediatrica (5-11 anni)

ISS, MORTALITA’ 33 VOLTE PIU’ ALTA NEI NON VACCINATI RISPETTO A CHI NON HA TERZA DOSE

Il tasso di ricoveri in terapia intensiva per gli over 12 è di 31,3 casi ogni 100mila per i non vaccinati, circa trentanove volte più alto rispetto ai vaccinati con dose booster che registrano un tasso di 0,8 ogni 100mila.

Il tasso di ospedalizzazione standardizzato è di 248,5 ricoveri per 100.000 abitanti per i non vaccinati contro 20,8 ricoveri per 100.000 dei vaccinati con dose booster (circa 12 volte più alto) mentre il tasso di mortalità è di 52,9 decessi per 100.000 nei non vaccinati over 12 contro un tasso di 1,6 per i vaccinati con booster, circa 33 volte più alto.

Questi i dati del Rapporto esteso dell’Iss pubblicato oggi.

Dal 24 agosto scorso al 9 gennaio 2022 sono stati segnalati 108.886 casi di reinfezioni, pari a 2,7% del totale dei casi notificati. Nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni (3,2%) sul totale dei casi segnalati risulta stabile rispetto alla settimana precedente (3,4%). La probabilità di reifettarsi con il virus Sars-CoV-2 è più elevata nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con almeno una dose e negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione.

 

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