COVID ABRUZZO: 3.633 CASI, 8 MORTI E 299 GUARITI. PER CNR LA REGIONE E’ AL PICCO DEI CONTAGI

17 Gennaio 2022 09:47

Regione: Sanità

L’AQUILA  – Oggi in Abruzzo 3.633 nuovi positivi (di cui 2011 emersi da test antigenico), di età compresa tra 1 mese e 101 anni. Sono ben otto i deceduti, di età compresa tra 47 e 105 anni:  2 in provincia di Chieti, 2 in provincia di Pescara, 2 in provincia di Teramo e 2 risalenti ai giorni scorsi, ma comunicati solo oggi dalle Asl.

La vittima 47enne è una residente in un comune del Pescarese, ricoverata in terapia intensiva. La donna, secondo quanto appreso, non aveva particolari patologie e non era vaccinata. Solo una settimana fa, sempre nel nosocomio pescarese, è morto un 45enne dell’area metropolitana: neanche lui era vaccinato.

Sono stati eseguiti 8.215 tamponi molecolari e 25.199 test antigenici, , 94661 guariti (+299).

Sono 69.078 gli attualmente positivi (+3325), 386 ricoverati in area medica (+11), 38 in terapia intensiva (invariato), 68.654 in isolamento domiciliare (+3314).

I nuovi positivi sono residenti nelle province dell’Aquila (611), Chieti (945), Pescara (826), Teramo (1106), fuori regione (50),in accertamento (94).

Secondo i dati del Cnr l’Abruzzo è al picco dei contagi. A calcolarlo il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), basate sulle differenze settimanali della curva dell’incidenza dei positivi totali nelle 107 province.

Le province che hanno raggiunto il picco si trovano soprattutto in Toscana e Umbria, “che anche a livello regionale mostrano di aver da poco superato il picco”, assieme a Lombardia e Abruzzo, che sono attualmente al picco.

Sebastiani rileva che “queste regioni sono 4 delle 7 dove nelle ultime settimane del 2021 c’è stata una crescita esponenziale, con tempi di raddoppio degli incrementi piccoli, probabilmente a causa della diffusione della variante Omicron”.

L’analisi del matematico indica inoltre che “40 province sono in crescita frenata. mentre per altre 13 province la crescita è lineare. Tra queste ultime, 4 sono al confine con Austria e Slovenia, e questo suggerisce, alla luce dell’espansione epidemica partita dal nord est alcuni mesi da, di effettuare adeguati controlli alle frontiere”. In altre 19 province c’è infine “un brusco e grande aumento dell’incidenza e sono principalmente coinvolte 3 regioni: Liguria, Marche e Puglia. Quest’ultima regione è già stata coinvolta con 4 province nella suddetta crescita esponenziale con tempi di
raddoppio piccoli”

 

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