COVID ABRUZZO: 322 NUOVI CASI E 24 MORTI, 13 COMUNICATI IN RITARDO. RECORD INTENSIVE

23 Febbraio 2021 15:32

PESCARA – Sono 322 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 1 e 94 anni, emersi dall’analisi di 4.081 test molecolari e 4.339 test antigenici: il tasso di positività è pari al 3.8%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 51.764.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 24 nuovi casi e sale a 1.652, di età compresa tra 60 e 96 anni: 1 in provincia di Chieti, 3 in provincia di Teramo e 20 in provincia di Pescara. Del totale odierno, 13 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei positivi sono compresi anche 37.289 dimessi/guariti (+447 rispetto a ieri).

Del totale dei casi, 13.019 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+27 rispetto a ieri), 12.658 in provincia di Chieti (+76), 13.111 in provincia di Pescara (+137), 12.384 in provincia di Teramo (+84), 414 fuori regione (-2) e 178 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 62, di cui 4 in provincia dell’Aquila, 17 in provincia di Pescara, 18 in provincia di Chieti e 23 in provincia di Teramo.

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 12.823 (-149 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 716.644 tamponi molecolari (+4.081 rispetto a ieri) e 225.369 test antigenici (+4.339 rispetto a ieri).

595 pazienti (+2 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 78 (+2 rispetto a ieri con 12 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 12.150 (-154 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

L’Abruzzo registra il record di pazienti ricoverati in terapia intensiva: sono 78, dato che supera quelli registrati nei giorni più duri di novembre. Due in più, rispetto a ieri, le persone in rianimazione, al netto di decessi, dimissioni e dodici nuovi accessi. Il tasso di occupazione dei posti letto sale così al 38,8%, a fronte di una soglia di allarme del 30%. In area medica, invece, ci sono 595 pazienti (+2): anche in questo caso il tasso di occupazione è del 39% circa, ma rispetto ad un valore limite pari al 40%.




Intanto altri sei comuni finiscono in zona rossa per effetto di un’ordinanza del governatore Marco Marsilio. Sono tutti nell’Aquilano: Ateleta, Pacentro, Campo di Giove, Cansano, Rocca Casale e Ortona dei Marsi. Lo rende noto lo staff del presidente della Regione. Già sono in zona rossa dallo scorso 14 febbraio le province di Pescara e di Chieti.

Torna a salire l’allarme per i ricoveri ospedalieri per Covid, soprattutto in terapia intensiva dove da tre giorni i numeri sono in aumento.

Se a livello nazionale la quota di occupazione di posti letto è al 24%, sotto la soglia definita critica dal ministero della Salute (30%) oltre la quale viene messa a rischio l’assistenza per le altre patologie, già in otto regioni questa quota è superata, talvolta di molto.

È quanto rileva l’Agenas nel suo monitoraggio giornaliero. La situazione peggiore è in Umbria, alle prese con focolai di variante inglese, dove il 57% delle terapie intensive è occupato da malati Covid. Altra Regione dove la variante d’oltremanica circola più della media è l’Abruzzo, dove non a caso l’occupazione è alta, al 39%.

Seguono Marche, Molise, Provincia di Trento e Provincia di Bolzano (33%), Friuli Venezia Giulia (32%) e Lombardia (31%). Il dato migliore è in Val d’Aosta e in Basilicata, con appena il 5% dei posti di rianimazione occupati.

 

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