COVID: 47 NUOVI CASI, 14 DECESSI E 178 GUARITI. L’ABRUZZO TORNA ARANCIONE CON 17 “ZONE ROSSE”

TASSO POSITIVITA' AL 3.2 PER CENTO, L'ULTIMO BOLLETTINO. ITALIA "BICOLORE": LE REGOLE

6 Aprile 2021 15:03

PESCARA – Sono 47 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra i 5 mesi e i 93 anni, emersi dall’analisi di 1.071 tamponi molecolari e 407 test antigenici: il tasso di positività è pari a 3.2 per cento. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 66.660.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 14 nuovi casi e sale a 2.187, di età compresa tra 50 e 97 anni: 6 in provincia di Chieti, 1 in provincia di Teramo, 4 in provincia dell’Aquila e 3 in provincia di Pescara. Del totale odierno, 2 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni scorsi e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 53.902 dimessi/guariti (+178 rispetto a ieri).

Del totale dei casi positivi, 16.296 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+11 rispetto a ieri), 17.073 in provincia di Chieti (invariato), 17.277 in provincia di Pescara (+36), 15.310 in provincia di Teramo (+8), 526 fuori regione (invariato) e 178 (-8) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 7, tutti in provincia di Pescara. Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 10.571 (-145 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 911.430 tamponi molecolari (+1.071 rispetto a ieri) e 360.654 test antigenici (+407 rispetto a ieri).

603 pazienti (+7 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 70 (invariato rispetto a ieri con 4 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 9.898 (-152 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Dopo la zona rossa disposta per il weekend lungo di Pasqua, l’Abruzzo torna ad essere arancione, ma con dei comuni in zona rossa. In particolare, scendono a 17 le località in cui saranno in vigore le maggiori restrizioni.

Il resto del Paese, così, torna ad essere diviso tra il rosso e l’arancione. In zona rossa ci sono Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Valle d’Aosta e Campania. In arancione Veneto, Marche, provincia di Trento, Lazio, Liguria, Basilicata, Sicilia, Molise, Sardegna, Umbria, provincia autonoma di Bolzano, e ovviamente l’Abruzzo.

Dalla mezzanotte sono scattate le misure disposte dall’ordinanza firmata dal governatore Marco Marsilio venerdì, a conclusione della riunione dell’Unità di crisi regionale, che ha analizzato le situazioni più a rischio.

Il provvedimento resterà in vigore fino all’11 aprile. Decade, tra l’altro, il concetto di zona rossa “alleggerita” che era stato introdotto dalla Regione: nelle località più a rischio sarà in vigore la zona rossa sulla base di quanto previsto dal decreto Draghi. Rispetto alle misure precedenti, nei comuni in zona rossa non potranno aprire parrucchieri ed estetiste e non sarà più possibile far visita ad amici e parenti, una volta al giorno, in massimo due persone.

Ecco la nuova mappa delle restrizioni a partire dalla mezzanotte.

Provincia di Chieti: resta in zona rossa solo Lentella; escono Castiglione Messer Marino, Orsogna, Atessa, San Vito, Casoli.

Provincia di Pescara: resta in zona rossa Collecorvino e vi entrano Roccamorice e San Valentino in Abruzzo Citeriore; escono Rosciano, Moscufo e Villa Celiera.

Provincia dell’Aquila: restano in zona rossa Celano, Pratola Peligna, Pescina e Cerchio e vi entra Corfinio; escono Capitignano, Pizzoli, Sante Marie, Prezza, San Benedetto dei Marsi, Magliano dei Marsi.

Provincia di Teramo: restano in zona rossa Nereto, Colonnella, Sant’Egidio alla Vibrata, Sant’Omero e vi entrano Alba Adriatica, Martinsicuro, Canzano e la frazione di Pietralta del comune di Valle Castellana.

ITALIA BICOLORE, LE REGOLE

E in attesa del prossimo monitoraggio e dell’eventuale verifica a metà aprile, che valuterà la possibilità che le zone dove la diffusione del virus è più contenuta possano tornare in giallo, ecco le misure previste nelle prossime ore a seconda dei territori.

Sono nove le regioni sottoposte alle misure di contenimento più rigide, dove è consentito spostarsi soltanto per motivi di lavoro, salute o necessità e non è concesso andare a trovare parenti o amici. È invece sempre possibile svolgere attività motoria, ma solo in prossimità della propria abitazione, e attività sportiva all’aperto in forma individuale. Le scuole sono in presenza fino alla prima media mentre è prevista la didattica a distanza per gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori. Sono chiusi barbieri, parrucchieri, centri estetici, negozi di abbigliamento, calzature e gioiellerie. Restano aperti i negozi di generi alimentari, tabaccherie, edicole, farmacie, parafarmacie, lavanderie, ottici, profumerie, erboristerie, cartolerie, negozi di intimo e di biancheria per la casa, ferramenta. Aperti anche i negozi per bambini, dai giocattoli all’abbigliamento. Prosegue l’attività dei mercati che vendono esclusivamente generi alimentari. I centri commerciali sono chiusi nel fine settimana.

ZONA ARANCIONE (Veneto, Marche, provincia di Trento, Lazio, Abruzzo, Liguria, Basilicata, Sicilia, Molise, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Bolzano)

Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, sono consentite in zona arancione, all’interno del Comune di residenza. Sono vietati gli spostamenti al di fuori del proprio Comune. Per quei territori con meno di 5mila abitanti è consentito spostarsi entro i 30 km dal confine del proprio Comune, con il divieto però di recarsi verso i capoluoghi di Provincia. Scuole in presenza fino alla prima media. Saranno in classe anche gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori, ma al 50%. Tutti i negozi sono aperti, compresi parrucchieri, barbieri e centri estetici, mentre i centri commerciali restano chiusi nel fine settimana.

IN TUTTA ITALIA

È vietato uscire di casa dalle 22 alle 5. Il divieto non vale in caso di lavoro, salute o necessità. Bar e ristoranti restano chiusi: possibile solo l’asporto, fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti (in caso di ripristino delle zone gialle, bar e ristoranti potrebbero riaprire a pranzo). I presidenti di Regione, a differenza di quanto è stato fino ad oggi, non potranno emanare ordinanze più restrittive per chiudere le scuole. Se la verifica di metà mese darà esito positivo e dunque torneranno le zone gialle, si potrebbe valutare la riapertura di cinema e i teatri con le regole che erano già previste nel precedente decreto.

SPOSTAMENTI

Restano vietati gli spostamenti tra le Regioni, a meno che non si abbia una seconda casa. La mobilità è consentita solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Sarà sempre possibile rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione.

SECONDE CASE

Sarà sempre possibile raggiungere le seconde case, anche in zona rossa, a patto che non ci siano però ordinanze dei presidenti di Regione che impongono regole più restrittive.

STRETTA SUI VIAGGI

È possibile viaggiare in Europa, ma almeno fino alla fine del mese sono previste limitazioni per tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei quattordici giorni antecedenti all’ingresso in Italia in uno o più Stati e territori Ue: tra questi, da come si legge nel nuovo elenco di Paesi presenti nell’allegato, viene invece inclusa dal 7 aprile anche l’Austria, Israele, il Regno Unito e l’Irlanda del Nord, dove dunque sarà possibile viaggiare senza motivazioni specifiche, così come avviene per gli altri Paesi dell’Europa. Chi rientra in Italia da uno di questi Paesi o da quelli Ue dovrà comunque obbligatoriamente sottoporsi a tampone (molecolare o antigenico) effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia e il cui risultato sia negativo, sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e ad isolamento fiduciario per cinque giorni e al termine dell’isolamento effettuare un altro test.

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