COVID ABRUZZO: 15 NUOVI CASI, DUE DECESSI E 79 GUARITI;
DAL 7 GIUGNO PASSAGGIO IN ZONA BIANCA

31 Maggio 2021 15:02

L’AQUILA – In base al bollettino di oggi, in Abruzzo si registrano 15 nuovi casi di coronavirus, di età compresa tra 8 e 71 anni, emersi dall’analisi di 1.150 tamponi molecolari 323 test antigenici. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 1 per cento.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 2 casi e sale a 2.482, (si tratta di un 67enne della provincia di Chieti e di una 79enne della provincia dell’Aquila.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 2, di cui 1 in provincia di Chieti e 1 in provincia di Teramo.

Dei nuovi casi, 1 fa riferimento alla provincia di Teramo, 12 a quella di Chieti, 1 a quella dell’Aquila. Invariati i positivi in provincia di Pescara, come lo sono quelli da fuori regione (579) e coloro per cui sono in corso verifiche sulla provenienza (179).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 5493 (-66 rispetto a ieri).

137 pazienti (+4 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 13 (-1 rispetto a ieri con 1 nuovo ingresso) in terapia intensiva, mentre gli altri 5343 (-69 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 66065 dimessi/guariti (+79 rispetto a ieri).

Dal 7 giugno l’Abruzzo entrerà in zona bianca, che significa regole molto meno restrittive e soprattutto l’ abolizione del coprifuoco oggi fissato alle 23. I dati confermano del resto un  netto miglioramento nell’andamento dei contagi in regione: nessuna vittima in base al bollettino di ieri, e solo 14 le persone ricoverate in terapia intensiva e 133 nei reparti Covid. I casi sono stati 54. Numeri che non si verificavano da ottobre.  Da giovedì 3 giugno partiranno anche in Abruzzo le prenotazioni per le somministrazioni di vaccino a tutte le età.

Nelle prossime ore  si deciderà come gestire le somministrazioni anche nelle farmacie e nelle aziende. Al momento l’indicazione è quella di cominciare nelle farmacie entro una decina di giorni e la delibera di giunta già pronta e potrebbe essere varata già oggi. Entro 15 giorni si dovrebbe cominciare nelle aziende.

Decisiva per la battaglia al covid-19 del resto la campagna di vaccinazione. Il totale delle dosi somministrate ieri in Abruzzo si ferma a 8.533, a segnare il asso è stata la provincia dell’Aquila, con solo 773 vaccinazioni, mentre Chieti con 2.820, Pescara con 2.633 e Teramo con 2.307 somministrazioni hanno rispettato il ruolino di marcia fissato dal commissario Francesco Figliuolo.

“L’indice scende – ha sottolineato il presidente della Regione Marco Marsilio – e si può ancora migliorare, consolidando una condizione di relativa sicurezza. Se i dati verranno confermati anche dalla settimana prossima, l’Abruzzo sarà la quarta regione d’Italia ad entrare in zona bianca”.

Boom di manifestazione d’interesse, intanto, per le vaccinazioni tra i maturanti abruzzesi, che sono circa 11mila. Gli studenti hanno la possibilità di registrarsi sulla piattaforma regionale entro le 24 di oggi e, secondo dati aggiornati a stamani, oltre la metà degli alunni si è già iscritto.

In particolare, dopo la pre-registrazione, da lunedì 31 maggio a mercoledì 2 giugno, i giovani iscritti alla piattaforma regionale saranno abilitati alla prenotazione della vaccinazione sulla piattaforma Poste. Le somministrazioni saranno effettuate dal 3 al 5 giugno, dalle ore 18 alle ore 23.

Il governatore dell’Abruzzo parla di una “risposta molto importante” e si definisce “contento e soddisfatto”, nel ringraziare “l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì che insieme al collega all’Istruzione Pietro Quaresimale e alla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Antonella Tozza hanno individuato le modalità per rendere possibile questa vaccinazione”.

RIAPERTURE

Tornando all’Italia, il numero degli italiani vaccinati cresce di giorno in giorno e presto potranno essere superati sia le misure restrittive sia i protocolli che regolamentano da oltre un anno e mezzo le attività di bar, ristoranti, cinema, palestre e piscine.

Con i dati in costante miglioramento – 3.300 casi, i ricoveri in terapia intensiva che si apprestano a scendere sotto i mille e le vittime che per la terza volta nel 2021 scendono sotto le cento in 24 ore (sono 83) – e la riapertura martedì dei ristoranti al chiuso in tutta Italia, l’auspicio è messo nero su bianco nelle linee guida delle Regioni con le quali vengono introdotte alcune modifiche ai protocolli fino ad oggi in vigore: non ci sarà più il limite di massimo 4 persone al tavolo al ristorante e si potrà usufruire delle docce nelle piscine termali e nei centri benessere.

Non cambia nulla, invece, per le feste relative a matrimoni, battesimi, cresime e comunioni: sia che la cerimonia si svolga in area bianca, sia – dal 15 giugno – che si celebri in zona gialla, i partecipanti dovranno avere il green pass, vale a dire il certificato di vaccinazione, di avvenuta guarigione o un tampone con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti la partecipazione all’evento previsto dal decreto del 18 maggio. La precisazione è arrivata in una nota della Conferenza delle Regioni e del ministero della Salute dopo che fonti degli enti locali avevano sostenuto che non fosse necessario.

“Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso – scrivono Regioni e ministero – devono svolgersi nel rispetto di protocolli e linee guida” previsti dal decreto legge 33 del 2020 e “con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi di cui all’articolo 9” del decreto del 18 maggio “anche in zona bianca”.

L’unica novità, dunque, sta nel fatto che da lunedì si potrà tornare alle feste di matrimonio in Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna, le uniche tre regioni che passeranno in zona bianca, mentre nelle altre regioni bisognerà aspettare l’entrata in questa fascia (il 7 o il 14 maggio) oppure il 15 giugno, data in cui è prevista dal decreto la ripartenza dell’intero settore. Con l’incremento delle vaccinazioni verranno progressivamente meno le condizioni che hanno portato alle restrizioni, sottolineano le Regioni, le quali osservano che la campagna di vaccinazione “si caratterizza per adesione volontaria e offerta gratuita”.

E quindi “un’elevata adesione, favorita da adeguata promozione, determinerà le condizioni immunitarie di protezione dallo sviluppo di patologia grave e d’infezione sia dei lavoratori sia degli utenti delle attività” regolate proprio dalle linee guida, “contribuendo ad evitare che si ripresentino le condizioni che hanno portato alle diverse restrizioni nel corso degli ultimi 15-16 mesi”.

Un obiettivo che è lo stesso indicato dal ministro della Salute Roberto Speranza: “il nostro paese sta molto meglio, la strada è quella giusta – dice – Dobbiamo tenere alta l’attenzione ma i numeri stanno migliorando e questo è il momento di programmare il futuro”.

Le linee guida riviste dai tecnici delle Regioni con il Comitato tecnico scientifico ribadiscono una serie di restrizioni e indicazioni di carattere generale che valgono per tutti i settori. Innanzitutto, in ogni attività “devono essere usati da parte dei lavoratori dispositivi di protezione delle via aeree finalizzati alla protezione del contagio e deve essere obbligatoria la frequente pulizia e igienizzazione delle mani”.

Deve inoltre essere definito il “numero massimo di presenze contemporanee in relazione ai volumi di spazio, ai ricambi d’aria e alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e uscita” ed è necessario mantenere l’elenco dei presenti ad ogni singolo evento per 14 giorni.

In locali, cinema, teatri, piscine e palestre ma anche a fiere, convegni e congressi è raccomandato di rilevare la temperatura corporea, è previsto che siano messi a disposizione degli ospiti dei prodotti per l’igienizzazione delle mani, che vengano areati il più possibili i locali e che vengano privilegiati gli spazi esterni.

Per la ristorazione, la novità più rilevante è che non ci sarà più la regola di massimo 4 persone al tavolo, anche se andrà sempre definito il numero massimo di presenza. Resta il metro di distanza tra i tavoli e l’obbligo di utilizzo della mascherina per andare in bagno, pagare il conto, entrare o uscire dalla sala.

L’altra novità riguarda le piscine termali e i centri benessere: sarà possibile utilizzare le docce purché sia garantita una distanza di due metri, un adeguato ricambio dell’aria e una ripetuta pulizia dei locali nel corso della giornata.

Per le spiagge, va garantita una superficie di 10 metri quadri per ogni ombrellone e sono consentiti surf, windsurf, kitesurf e racchettoni mentre restano vietate tutte quelle attività “ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti”.

Tra gli impianti di risalita, infine, potranno viaggiare al 100% della capienza solo le seggiovie, mentre cabinovie e funivie dovranno andare al 50%. In tutti sarà obbligatoria la mascherina

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