COVID ABRUZZO: 653 CASI, 17 MORTI, 721 GUARITI.
ALLERTA ALTA A TERAMO, A LANCIANO SCUOLE CHIUSE

"REGIONE NELLA TERZA ONDATA"; ALLARME VARIANTI A CHIETI E PESCARA, CASO SOSPETTO SUDAFRICANA AD AVEZZANO; CRESCE PREOCCUPAZIONE PER SITUAZIONE OSPEDALE MAZZINI CON PAZIENTI POSITIVI IN DIVERSI REPARTI; TERAPIE INTENSIVE AL 37 PER CENTO

25 Febbraio 2021 15:28

PESCARA – Sono 653 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra i 7 mesi e i 93 anni, emersi dall’analisi di 6.127 tamponi molecolari e 7.439 test antigenici: il tasso di positività è pari al 4.8%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 52.951.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 17 nuovi casi e sale a 1.679, di età compresa tra 54 e 94 anni: 6 in provincia di Chieti, 2 in provincia di Teramo e 9 in provincia di Pescara. Del totale odierno, 6 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei positivi sono compresi anche 38.638 dimessi/guariti (+721 rispetto a ieri).

Del totale dei casi, 13.115 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+48 rispetto a ieri), 13.085 in provincia di Chieti (+255), 13.550 in provincia di Pescara (+279), 12.595 in provincia di Teramo (+111), 422 fuori regione (+9) e 184 (-50) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

È record di contagi accertati nelle ultime 24 ore a Pescara: sono 143. Del totale odierno in Abruzzo, quasi un caso su quattro riguarda il solo capoluogo adriatico. Nel periodo dal primo febbraio ad oggi i nuovi positivi sono oltre 1.500, con una media di 61 contagi al giorno. Vale a dire che in 24 giorni l’1,3% della popolazione ha contratto il virus. Nel capoluogo adriatico dilaga la variante inglese, responsabile del 70% delle infezioni.

Il Pescarese e il Chietino sono in zona rossa dallo scorso 14 febbraio per effetto di un’ordinanza del presidente di Regione, Marco Marsilio, che scadrà domenica.

Le altre località con più nuovi casi sono Chieti (46), Lanciano (35) e Montesilvano (33). Alti i numeri anche negli altri comuni dell’area metropolitana, da Città Sant’Angelo a Spoltore, da San Giovanni Teatino a Francavilla al Mare. Alla luce dei dati odierni, la provincia di Chieti raggiunge i 13.085 casi complessivi. In testa c’è la provincia di Pescara, con 13.550 contagi dall’inizio della pandemia.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 148, di cui 10 in provincia dell’Aquila, 67 in provincia di Pescara, 46 in provincia di Chieti e 25 in provincia di Teramo.

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 12.634 (-86 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 727.872 tamponi molecolari (+6.127 rispetto a ieri) e 239.180 test antigenici (+7.439 rispetto a ieri).

609 pazienti (-8 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 78 (+2 rispetto a ieri con 5 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 11.948 (-79 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Dopo il superamento, da diversi giorni, della soglia di allarme del 30% di occupazione dei posti letto di terapia intensiva, ora al 38%, l’Abruzzo supera anche il livello di allerta per quanto riguarda i posti letto di area medica, pari al 40%, con un tasso di occupazione del 41%.

Al momento, in Abruzzo, in terapia intensiva sono ricoverati 78 pazienti – dato più alto mai registrato dall’inizio dell’emergenza – a fronte di 204 posti letto disponibili. In area medica, invece, ci sono 609 pazienti, su un totale di 1.473 posti letto disponibili. In ospedale sono ricoverate complessivamente 687 persone, cioè il 5% del totale degli attualmente positivi al Covid-19

“Anche questo dobbiamo sottoporlo a puntuale revisione: purtroppo i numeri continuano ad essere molto alti e la pressione ospedaliera non solo non si allenta ma negli ultimi giorni, anche se non in maniera vorticosa, continuiamo ad avere crescita nel numero di persone ospedalizzate, questo va detto con chiarezza perché il nostro principale parametro è sempre stato quello”,  ha detto oggi a Chieti il presidente della Regione Marco Marsilio rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto se per le ordinanze in scadenza istitutive delle zone rosse nelle province di Chieti e Pescara si vada verso la proroga o una nuova ordinanza.

“Quando gli ospedali si riempiono, non c’è solo un problema degli operatori e delle persone che si ammalano di Covid, quando gli ospedali si riempiono siamo costretti a chiudere le altre terapie, a garantire soltanto le terapie tempo dipendenti e quelle oncologiche e quini a ridurre sempre di più il diritto alla salute di tutti gli altri cittadini”, ha detto ancora Marsilio.

“È questa la ragione per la quale quando dobbiamo registrare una pressione del genere, siamo chiamati a fare delle restrizioni che sono dolorose, ma io spero e continuo ad invocare da parte del Governo che finalmente è entrato in carica e ieri ha completato anche con i sottosegretari il proprio organico, che adesso non si perda più tempo e che quel decreto ristori che da Natale viene annunciato, magari prima di Pasqua sia davvero operativo e possa consentire alle persone di tirare un sospiro di sollievo e di essere minimamente ristorate del danno economico che stanno subendo”.

La Regione Abruzzo ha quindi chiesto più vaccini al Governo, come riferito da Marsilio e dall’assessore alla sanità Nicoletta Verì.

”Abbiamo chiesto più vaccini come altre Regioni e territori che stanno nelle nostre condizioni – ha detto Marsilio – Se la tesi è che dove c’è la variante, che sta circolando in maniera più diffusa e che moltiplica i contagi e che rischia di mettere anche a repentaglio il piano vaccinale, bisogna adottare provvedimenti eccezionali, tra i quali incrementare e accelerare la vaccinazione, come lo ha richiesto l’Umbria, e credo che abbia ragione la mia collega Tesei a richiederlo per l’Umbria, noi abbiamo la stessa situazione, quantomeno nelle province di Chieti e Pescara. E quindi se da parte del governo e del Commissario ci fossero le condizioni per soddisfare la richiesta di chi sostiene questa tesi, che noi condividiamo, che aumentare la vaccinazione nei luoghi dove è più grave il virus è opportuno, è chiaro che l’Abruzzo rientrerebbe in questo piano, e non capirei un eventuale differenza di trattamento vista la condizione con cui stanno le province dell’area metropolitana di Chieti Pescara”.

”Abbiamo chiesto in una conferenza Stato Regioni – ha detto dal canto suo la Verì – di poter avere più vaccini: il problema non sono i tamponi, ma avere i vaccini che risultano essere l’arma più importante per combattere questa pandemia”.

“L’Abruzzo è nella sua terza ondata di contagi. È il momento peggiore dall’inizio della pandemia, soprattutto per l’area metropolitana, ma fortunatamente oggi abbiamo una maggiore conoscenza della patologia e, di conseguenza, una migliore gestione dei pazienti”, afferma il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, sottolineando che le province di Pescara e Chieti sono “ai primi posti in Italia per incidenza”.

All’origine della crescita repentina dei numeri, ricorda Fazii, membro del Gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr), “c’è la variante inglese, responsabile del 70% dei contagi. Il problema – aggiunge – in questo momento è l’area metropolitana tra le due province”.

In Abruzzo, tra l’altro, si registrano anche alcuni casi di variante brasiliana, con un decesso a Francavilla al Mare (Chieti). E si registra anche un caso di sospetta variante sudafricana. Se confermato, sarebbe il primo. Si tratta di un uomo di Avezzano (L’Aquila) che è rientrato dall’Umbria, regione in cui si trovava per lavoro.

Al momento, secondo quanto apprende l’Ansa, il paziente è ricoverato all’istituto Spallanzani di Roma. Sono in corso tutti gli accertamenti: gli esperti della struttura della capitale, dopo aver appurato che all’origine del contagio c’è una variante, stanno studiando il caso e nelle prossime 48 ore dovrebbe arrivare la conferma del fatto che si tratti della sudafricana. La Asl ha posto in isolamento i familiari e tutti i contatti dell’uomo, che sono sotto stretta sorveglianza sanitaria.

NUOVI CONTAGI ALL’OSPEDALE DI TERAMO

Salgono a 34 contagi del focolaio divampato sabato scorso all’ospedale Mazzini di Teramo: i tamponi eseguiti ogni tre giorni su tutti i degenti, volti a  contenere  il cluster, la cui esecuzione è stata  disposta dall’Unità di crisi, stamattina hanno evidenziato due casi positivi in Neurochirurgia. Ieri invece sono stati effettuati 490 tamponi a pazienti e personale, tutti risultati negativi.

“L’attenzione resta alta e si continuerà nel monitoraggio attraverso i tamponi, giornalmente nei reparti interessati dal cluster e ogni tre giorni negli altri”, spiega il direttore generale, Maurizio Di Giosia –certamente dalla politica mi aspetto un atteggiamento responsabile che non faccia allarmismi e contribuisca, ovviamente per quel che compete al proprio ruolo, alla risoluzione dei problemi. Problemi che non riguardano solo l’ospedale ma l’intera comunità teramana, nelle sue diverse espressioni. Ognuno, in sintesi, deve svolgere il proprio ruolo per portare la nostra comunità fuori dalla pandemia”, spiega ancora rispondendo alle accuse formulate ieri dal sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto.

Il laboratorio della Asl processa in media più di 500 tamponi al giorno. I capi dipartimento da ieri hanno convocato tutte le unità operative afferenti al proprio dipartimento al fine di mettere in campo tutte le diverse misure decise dall’Unità di crisi. Prosegue intanto a ritmo serrato la campagna vaccinale degli ultraottantenni, che ieri a Teramo ha visto somministrare 615 anziani, e che terminerà alla fine della prossima settimana con Giulianova, Roseto e Silvi. Fino ad oggi non sono state registrate particolari criticità.

La collaborazione dei Comuni è stata importante in quanto oltre alla logistica, cioè all’organizzazione delle sedi vaccinali, si sono occupati anche di alcuni aspetti amministrativi, e fra questi la stampa e la distribuzione dei moduli che l’utente deve compilare.

“Non risponde a verità che ieri nelle sedi vaccinali non fosse disponibile il materiale sanitario ad uso dei vaccinatori  spiega il direttore sanitario della Asl, Maurizio Brucchi – Inoltre tutti coloro che per svariati motivi non hanno avuto la possibilità di vaccinarsi in questa fase perché non sono riusciti ad iscriversi alla piattaforma o per aver deciso all’ultimo momento di aderire alla campagna, verranno comunque vaccinati, ovviamente in tempi diversi”.

LANCIANO, IMPENNATA CONTAGI: SINDACO CHIUDE SCUOLE, SCATTANO RESTRIZIONI

L’emergenza covid-19 esplode a Lanciano: nelle ultime 24 ore si sono registrati 33 nuovi positivi, più i 12 comunicati ieri in tarda serata. Si è quindi a quota 341 cittadini positivi e oltre 400 in quarantena secondo gli ultimi dati comunicati al Asl Lanciano Vasto Chieti. Nella settimana 15-21 febbraio l’incremento di contagi è stato del +112%.

A renderlo noto il sindaco Mario Pupillo: “I numeri sono chiari e non consentono di rinviare le decisioni che assumiamo a tutela della salute pubblica e per limitare il diffondersi dei contagi” e annuncia i provvedimenti che saranno disposti con apposite ordinanze nelle prossime ore e che entreranno in vigore da domani venerdì 26 febbraio fino a domenica 7 marzo, salvo ulteriori proroghe.

Ovvero, “sospensione delle attività didattiche in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, compresi i nidi d’infanzia sia comunali che privati da domani venerdì 26 febbraio fino al 7 marzo 2021”, “divieto di stazionamento e assembramento nelle piazze, Corso Trento e Trieste, viale Salvo d’Acquisto, via Monte Maiella e in generale in tutti i luoghi di aggregazione oltre che in prossimità degli esercizi commerciali”, “chiusura dei parchi e delle aree verdi”.

Spiega Pupillo, “Il Comune farà la sua parte per frenare i contagi, chiediamo con forza agli enti competenti che si proceda alla vaccinazione della popolazione fragile e scolastica in tempi rapidi e senza rinvii. Si tratta di una scelta difficile che facciamo per mettere in sicurezza della città a cui chiamiamo a collaborare i nostri cittadini perché tutelandosi ci aiutino a tutelare la salute di tutti. Assumiamo di concerto con l’Assessore Giacinto Verna, informati i Dirigenti scolastici, la decisione di sospendere le attività didattiche in presenza consapevole del fatto che la comunità scolastica ha un tasso di contagiosità degli alunni in presenza nettamente inferiore al tasso di positività del resto della città”.

“Dinanzi al +112% dell’incremento dei contagi nella settimana 15-21 febbraio e ai contagi attuali che ammontano a 341 cittadini positivi – prosegue il sindaco -, a un nuovo decesso che porta a 34 i deceduti di questa seconda ondata che si sta trasformando in terza, con 400 in quarantene, dobbiamo fare la nostra parte per contenere e prevenire la possibile diffusione del virus, anche alla luce della saturazione degli ospedali abruzzesi e delle terapie intensive alla soglia d’allarme del 40% di occupazione”.

“Il divieto di stazionamento nelle piazze, del Corso e di tutti quei luoghi di aggregazione in cui lo scorso fine settimana sono stati segnalati assembramenti e folla serve a capire che questo non è il momento di uscire di casa se non per motivi comprovati di lavoro, salute e necessità. Chiediamo la collaborazione dei cittadini, perché il momento è davvero critico. Ricordo che la Provincia di Chieti è in zona rossa e che questo provvedimento consente di muoversi solo per comprovate ragioni di lavoro, salute e stretta necessità: il coronavirus, anche nelle sue varianti, cammina sulle nostre gambe dunque invito tutti a non esporsi a rischi inutili e a prestare maggiore attenzione ai propri comportamenti, sia in famiglia che sul lavoro. E’ un momento difficile, restiamo uniti e ognuno sia responsabile della salute propria e degli altri”, conclude Pupillo.

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