COVID ABRUZZO: 72 CASI, UN MORTO, CALO RICOVERI.
IN ARRIVO SUPER GREEN PASS ESTESO AGLI STATALI

REPORT ISS: “DA VACCINO FORTE PROTEZIONE, -96% DI RISCHIO DI RICOVERO IN INTENSIVA E MORTE”

12 Settembre 2021 14:44

Regione: Sanità

PESCARA –  Oggi in Abruzzo si sono registrati 74 nuovi positivi, su 2384 tamponi molecolari e 6742 test antigenici.

Si registra una vittima, si tratta di un 80enne della provincia di Chieti.

Sono 22 i guariti, 2237 attualmente positivi (+51), 70 ricoverati in area medica (-2), 7 in terapia intensiva (+1), 2160 in isolamento domiciliare (+52).

I nuovi positivi sono residenti in provincia dell’Aquila (23), Chieti (20), Pescara (4), Teramo (27).

IN ARRIVO SUPER GREEN PASS ESTESO AGLI STATALI

Certificazione Verde Covid-19 a tutti i dipendenti dei ministeri, delle Regioni e degli enti locali, degli enti pubblici non economici, delle agenzie fiscali e delle autorità indipendenti. E includerebbe come categorie la magistratura, i militari e le forze di sicurezza. E ancora per  quelli dei settori privati dove è già previsto per i clienti. Ovvero bar, ristoranti, cinema, teatri, palestre e piscine, trasporti a lunga percorrenza.

Questo prevede il decreto legge  per estendere il Green Pass obbligatorio che potrebbe vedere la luce tra mercoledì 15, data in cui potrebbe essere convocata la Cabina di Regia del governo, e giovedì 16, il giorno del Consiglio dei Ministri. Oppure un provvedimento ancora più ampio, che comprenda tutto il lavoro privato, ma da varare dopo il primo turno delle elezioni amministrative, in programma tra il 3 e il 4 ottobre. Se il premier Mario Draghi, spalleggiato dal ministro della salute Roberto Speranza e della Funzione pubbica Renato Brunetta, premono sull’acceleratore, mentre  il premier Matteo Salvini, manifesta ancora una certa resistenza attorno all’ipotesi.

Sono intanto più di 10 milioni gli italiani sopra i 12 anni che non hanno fatto neanche la prima dose di vaccino. Dall’ultimo report del Governo emerge che 3,5 milioni sono gli over 50 senza alcuna copertura, mentre sono poco meno di un milione e 700mila i ragazzi tra i 12-19 anni in attesa. A questi vanno aggiunti più di 5 milioni tra i 20-49 anni che portano il totale a oltre 10 milioni. Ma secondo i dati dell’Iss, per i vaccinati con 2 dosi, il rischio di morire si riduce del 96%. Sul fronte dell’obbligo vaccinale sembra quasi certa l’intenzione di procedere anche se per step, come si è fatto per il Green Pass.

Intanto, calano i contagi: 5.193 (ieri 5.621) e 57 le vittime (ieri 62).

REPORT ISS: “DA VACCINO FORTE PROTEZIONE, -96% DI RISCHIO DI RICOVERO IN INTENSIVA E MORTE”

“Si osserva una forte riduzione del rischio di infezione da virus Sars-CoV-2 nelle persone completamente vaccinate rispetto a quelle non vaccinate: 77% per la diagnosi, 93% per l’ospedalizzazione 96% per i ricoveri in terapia intensiva e per i decessi”.

Lo attestano i dati contenuti nell’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di Sanità

“La maggior parte dei casi notificati negli ultimi 30 giorni in Italia sono stati diagnosticati in persone non vaccinate”, attesta l’Iss

A mo’ di esempio, nel report viene proposto il confronto tra la popolazione con età inferiore ai 12 – non vaccinabile – e la popolazione con età superiore ai 12. «Si osserva che dalla seconda decade di agosto l’incidenza per gli under 12 è maggiore rispetto a quella degli over 12». Inoltre, a partire dalla seconda decade di luglio “si è osservato un aumento in percentuale dei casi nelle fasce di età più giovani (<3, 3-5, 6-11) a discapito delle fasce 12-15 e 16-19». Sempre riguardo all’impatto della campagna vaccinale sulle curve epidemiologiche, il lavoro dell’Iss rileva che – negli ultimi 30 giorni – il 26% delle diagnosi Covid, il 37,4% delle ospedalizzazioni, il 46,7% dei ricoveri in terapia intensiva e il 49,9% dei decessi nella popolazione over 80 siano avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcune dose di vaccino”.

Quindi il farmaco biologico è risultato inefficace nei pazienti più anziani? No, poiché queste cifre vanno lette tenendo conto del “cosiddetto effetto paradosso per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra vaccinati e non vaccinati, per via della progressiva diminuzione nel numero di questi ultimi”.

Analizzando il numero dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi tra le persone ultraottantenni, ad esempio, “si osserva che negli ultimi 30 giorni il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei vaccinati con ciclo completo è ben 13 volte più basso dei non vaccinati, 1,1 contro 14,8 per 100 mila abitanti, mentre il tasso di decesso è 15 volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo, 76,2 contro 5,0 per 100 mila abitanti”.

 

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