COVID ABRUZZO: 85 CASI, ZERO MORTI, 135 GUARITI.
INDICE CONTAGIO IN CALO, ISS “CAUTO OTTIMISMO”

11 Settembre 2021 14:45

Regione: Abruzzo

PESCARA – Sono 85 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo, di età compresa tra i 2 e i 95 anni, emersi dall’analisi di 3.049 tamponi molecolari e 5.673 test antigenici.

Nessun decesso nelle ultime ore, mentre sono 135 i guariti, che portano il totale a 75.383 dall’inizio dell’emergenza.

Dei nuovi casi, 26 fanno riferimento alla provincia di Pescara, 25 a quella di Chieti, 20 a quella di Teramo, 16 a quella dell’Aquila.

Gli attualmente positivi sono 2.186 (-51), 72 i ricoverati in area medica (-6), 6 in terapia intensiva (+1), 2.108 in isolamento domiciliare (-46).

Un quadro di “cauto ottimismo”, ma con la necessità di monitorare attentamente la situazione e spingere il più possibile per il completamento della campagna vaccinale.

È questo il trend epidemiologico in Italia che emerge dai dati dell’ultimo monitoraggio settimanale della Cabina di regia, nel quale si registra un ulteriore calo rispetto ai 7 giorni precedenti sia dell’indice di trasmissibilità Rt sia dell’incidenza dei casi di Covid-19.

Insomma, una fotografia dell’epidemia nel nostro Paese sostanzialmente stabile ma che mostra primi segnali di decrescita, anche se è prematuro ipotizzare nette inversioni di tendenza. Un trend che emerge anche dai dati del bollettino giornaliero del ministero della Salute, che riporta 5.621 positivi ai test nelle ultime 24 ore (ieri erano stati 5.522) e 62 vittime (ieri 59), con un tasso di positività stabile al 2%.

Sono invece 548 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 10 in meno rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.164, in calo di 66 rispetto a ieri.

Ad illustrare la situazione relativa all’ultima settimana è stato, in conferenza stampa al ministero della Salute, il direttore generale della Prevenzione Gianni Rezza: “Questa settimana tende a diminuire l’incidenza e si fissa a 64 casi per 100mila abitanti. Tende a diminuire anche l’indice Rt che rimane sotto l’unità a 0,92. È invece in leggero aumento il tasso di occupazione dei posti sia in area medica sia in terapia intensiva, rispettivamente al 7,4 e 5,9% ma alcune regioni sono al limite della soglia critica”.

Dunque, “data la situazione epidemiologica e la circolazione della variante Delta, che è altamente trasmissibile, è bene continuare con forza la campagna di vaccinazione e mantenere comportamenti individuali prudenti”.

Ad ogni modo, ha precisato, “siamo di fronte a una situazione epidemiologica che ci solleva perché abbiamo una diminuzione dell’incidenza e dell’Rt. Quello che può essere invece un dubbio è la situazione europea perché gli altri Paesi si trovano in situazione diversa. Quindi ci chiediamo se riusciremo a mantenere questo quadro diverso rispetto agli altri Paesi, ma per ora stiamo reggendo bene: è una situazione che va monitorizzata, ma con un cauto ottimismo”.

Parla di situazione “stabile ma leggermente decrescente” anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro. La proiezione dell’Rt, ha spiegato, “è 0,79 e ci aspettiamo una decrescita del numero di casi”.

Inoltre ci sono sempre meno nuove infezioni tra i giovani, con l’età mediana alla diagnosi che sale a 37 anni. Quanto al lieve aumento registrato dal monitoraggio settimanale per l’occupazione dei posti letto in terapie intensive e aree mediche, “è un trend che tende a fermarsi e tenderà a declinare” ha assicurato il presidente dell’Iss.

Dello stesso parere anche il matematico Giovanni Sebastiani del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), secondo il quale ha raggiunto il picco circa una settimana fa la curva media dei ricoveri giornalieri nelle unità di terapia intensiva e negli ultimi giorni ha toccato il massimo anche la curva dei decessi giornalieri. I dati sembrerebbero dunque andare verso un miglioramento, ma decisivo per le prossime settimane resta l’andamento della campagna vaccinale, per garantire un minore rischio di contagio anche in vista della riapertura delle scuole.

Lo ribadisce con forza Rezza: “Preoccupano gli oltre 3,5 milioni di over 50 ancora non vaccinati, ma vediamo una ottima adesione fra i giovani. La variante Delta corre di più, quindi vaccinare anche i più giovani è importante per fare sì che circoli di meno l’infezione, poiché – conclude – sono proprio i più giovani che possono poi portare l’infezione dentro le case”.

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