COVID, ABRUZZO ANCORA ARANCIONE; IN ITALIA CALA RT, E’ SCONTRO TRA FONTANA E ISS PER CASO LOMBARDIA

23 Gennaio 2021 08:48

L’AQUILA – Con un Rt a 1,05, l’Abruzzo rimarrà in zona arancione almeno fino a fine mese. In base  agli ultimi dati resi noti dall’Istituto superiore di sanità (Iss), è emerso infatti che, dopo cinque settimane consecutive di aumento, l’indice di contagio che venerdì scorso era arrivato a 1,09, è sceso in tutto il paese, fermandosi poco sopra lo 0,9.

Assieme all’Abruzzo, sono 13 le regioni in zona arancione:  Calabria, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta.  Ancora gialle, invece, provincia autonoma di Trento, sono Campania, Basilicata, Molise e Toscana. Sicilia e provincia autonoma di Bolzano, infine, rosse.

Discorso a parte, invece, per Sardegna e Lombardia, visto che sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, il ministro della Salute, Roberto Speranza, nelle prossime ore firmerà le due nuove ordinanze per cui la prima passerà da gialla ad arancione, mentre la Lombardia, in seguito alla relazione tecnica dell’Iss, da area rossa diventerà area arancione. Non senza polemiche, visto che, nei giorni scorsi, il governatore aveva contestato i dati trasmessi sui quali si giustificava la zona rossa. Secondo alcune fonti i dati erano stati inviati dalla stessa Lombardia alla Cabina di Regia e che nelle ultime ore avrebbe rettificato. Fontana aveva anche rivendicato: “Corretti i nostri dati, basta calunnie da Roma”. Entrambe le ordinanze entreranno in vigore a partire da domani.

Questo, in ogni caso, il quadro degli Rt puntuali regione per regione contenuto nella bozza del 36/o monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute con dati al 20 gennaio 2021:Abruzzo 1.05, Basilicata 1.12, Calabria 1.02, Campania 0.76, E-R 0.97, FVG 0.88, Lazio 0.94, Liguria 0.99, Lombardia 0.82, Marche 0.98, Molise 1.38, Piemonte 1.04, PA Bolzano 1.03, PA Trento 0.9, Puglia 1.08, Sardegna 0.95, Sicilia 1.27, Toscana 0.98, Umbria 1.05, Valle d’Aosta 1.12, Veneto 0.81.

IL BOLLETTINO DI IERI IN ABRUZZO

Sono complessivamente 40343 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza.

Rispetto al giorno precedente si registrano 318 nuovi casi (di età compresa tra 6 mesi e 101 anni).

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 67, di cui 8 in provincia dell’Aquila, 26 in provincia di Pescara, 24 in provincia di Chieti e 9 in provincia di Teramo.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 17 nuovi casi e sale a 1375 (di età compresa tra 61 e 91 anni, 6 in provincia di Chieti, 3 in provincia dell’Aquila, 5 in provincia di Teramo, 2 in provincia di Pescara e 1 residente fuori regione). Del totale odierno, 8 casi sono riferiti ai giorni scorsi e comunicati solo oggi dalle Asl.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 28469 dimessi/guariti (+462 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 10499 (-161 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 587203 tamponi molecolari (+4111 rispetto a ieri) e 27147 test antigenici (+5201 rispetto a ieri).

Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari al 3.4 per cento.

441 pazienti (-1 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 40 (-3 rispetto a ieri con 4 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 10018 (-157 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 11881 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+42 rispetto a ieri), 8964 in provincia di Chieti (+113), 8399 in provincia di Pescara (+123), 10591 in provincia di Teramo (+41), 343 fuori regione (+1) e 165 (-2) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

VACCINI, GIA’ SOMMINISTRATO IL 61,2 PER CENTO DELLE DOSI

Davanti a questi numeri, che fotografano una situazione ancora di emergenza, anche l’Abruzzo ripone tutte le sue speranze per uscire dal tunnel della pandemia sulla campagna di vaccinazioni.

Finora sono 18.660 le dosi già somministrate, pari al 61,2% delle 30.490 complessivamente consegnate alle quattro Asl.

Ma quello che conta è che da domani partirà il richiamo della vaccinazione per circa 20mila persone. E Maurizio Brucchi, referente regionale per le vaccinazioni, nonché direttore sanitario dell’Asl di Teramo, ha spiegato al quotidiano il Centro che le dosi a disposizione basteranno per il secondo ciclo fino a inizio febbraio, nonostante la Pfizer abbia rallentato le consegne, visto che assicura Brucchi, “per inio febbraio ci è stato assicurato un altra consegna.

Nel frattempo, sono in arrivo altre 1.400 dosi del vaccino Moderna, le cui consegne sono previste tra lunedì e mercoledì, che serviranno per proseguire la vaccinazione sugli operatori sanitari.

L’Agenzia europea dei medicinali (Ema) potrebbe decidere di comunicare l’approvazione del vaccino AstraZeneca anche prima della data prevista del 29 gennaio. La discussione sul vaccino, secondo quanto apprende l’ANSA, è infatti in programma nella consueta riunione mensile del Comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp), che si svolge nell’ultima settimana del mese, dal lunedì al venerdì. Una decisione potrebbe dunque essere presa e comunicata anche prima di venerdì 29 gennaio ma, secondo fonti informate, un anticipo parrebbe al momento difficile.

Procedono poi spedite le operazioni di prenotazione del vaccino anti Covid per ultraottantenni, disabili e categorie fragili, nell’ambito della fase 2 della campagna vaccinale. In base agli ultimi dati, aggiornati alle 13 di ieri, salgono a 48.504 le manifestazioni di interesse arrivate sulla piattaforma telematica della Regione. Hanno diritto alla somministrazione anche i caregiver dei disabili minorenni (categoria che, per età, al momento non verrà sottoposta a vaccino).

CONTAGI NELLE SCUOLE, ALUNNI POSITIVI A PESCARA E VASTO

A destare allarme è invece la crescita dei focolai divampati nelle scuole. L’emergenza più acuta a Pescara, dove sono oramai centinaia studenti, docenti e collaboratori scolastici in quarantena. in particolare sette classi tra la media “Mazzini” e la primaria “Illuminati”. Sono stati chiusi in via precauzionale, gli istituti scolastici a Luco dei Marsi e a Castelvecchio Subequo in provincia dell’Aquila. A Sulmona numerose le classi in quarantena.

La Asl di Pescara ha disposto proprio oggi la sospensione, da domani e fino al 5 febbraio prossimo, delle attività didattiche in presenza di tre scuole di Pescara in cui si sono registrati nuovi casi di Coronavirus. Si tratta della primaria “L. Illuminati” di via Regina Elena, della scuola dell’infanzia che si trova nello stesso plesso e della scuola media “Mazzini” di via Regina Margherita. Circa 500, tra alunni e docenti, le persone sottoposte a quarantena. Le tre scuole fanno tutte parte dell’Istituto Comprensivo 3.

Nel caso della “Illuminati”, in una quinta elementare si è generato un focolaio, con almeno sei alunni positivi, cui si aggiungono contagi isolati accertati in altre classi. Mentre alunni e docenti saranno in quarantena, le attività didattiche andranno avanti con modalità a distanza. Chiunque nelle due settimane di chiusura dovesse presentare sintomi è invitato a contattare il pediatra o il medico curante.

Il 6 febbraio potrà tornare a scuola solo chi non presenta sintomi. Procederanno regolarmente in presenza, invece, le attività didattiche del plesso di via Milite Ignoto dello stesso comprensivo. Più in generale, sono alcune decine le classi in quarantena tra Pescara e provincia, per un totale di diverse centinaia di persone. Si registrano casi nella maggior parte degli istituti.

Due studenti positivi anche a Vasto: uno della scuola Secondaria di Primo Grado“G. Rossetti” e l’altro della scuola Secondaria Primaria “Ritucci Chinni” (attualmente ospitata presso l’oratorio Salesiano) sono positivi al Covid -19.

“Sono stati immediatamente attuati i protocolli prescritti – hanno dichiarato il sindaco Francesco Menna e l’assessore con delega alle Politiche scolastiche, Anna Bosco – e oggi le due scuole interessate saranno sanificate. Lunedì le lezioni riprenderanno regolarmente. La Asl ha già provveduto ad effettuare le indagini, per ricostruire i contatti, ed ha comunicato che le due positività non comportano quarantena con sorveglianza attiva degli studenti”.

SCREENING DI MASSA PESCARA, POSITIVO LO 0,43 PER CENTO DEI TAMPONI

Sempre a Pescara si è concluso intanto lo screening di massa per la ricerca di casi di Covid-19. In dieci giorni, nelle tre postazioni appositamente allestite, sono stati eseguiti 19.990 tamponi antigenici, 86 dei quali – cioè lo 0,43% – hanno dato esito positivo.

Per quanto riguarda invece lo screening nella provincia, oggi risultano effettuati 61811 tamponi rapidi 236 dei quali hanno avuto esito positivo. A Bussi sul Tirino sono stati effettuati 120 tamponi nessuno positivo, a Città Sant’Angelo ed Elice 3522 tamponi 26 positivi, a Collecorvino 1211 tamponi 18 positivi, a Cepagatti 1847 tamponi 1 positivo, a Montesilvano 6535 tamponi 25 positivi, a Penne e Villa Celiera 2679 tamponi 1 positivo, a Torre de Passeri con Bolognano, Castiglione a Casauria e Pescosansonesco 1429 tamponi nessuno positivo, a San Valentino con Abbateggio, Roccamorice, Sant’Eufemia a Maiella e Salle 1161 tamponi nessuno positivo, a Manoppello 1349 tamponi nessuno positivo, a Pescara 23603 tamponi 121 positivi, a Popoli 1509 tamponi 3 positivi, a Scafa e Turri bassa 736 tamponi 8 positivi, a Lettomanoppello con Turri Alta e Serramonacesca 1284 tamponi 1 positivo, a Tocco da Casauria 595 tamponi 1 positivo, a Pianella 1896 tamponi 4 positivi, a Rosciano 919 tamponi 7 positivo, a Spoltore 3086 tamponi 16 positivi, a Nocciano 354 tamponi nessuno positivo, a Cugnoli con Corvara e Pietranico 350 tamponi nessuno positivo, a Civitaquana e Brittoli 202 tamponi nessuno positivo, a Catignano 487 tamponi nessuno positivo, a Farindola 589 tamponi nessuno positivo, ad Alanno 839 tamponi 1 positivo, a Cappelle sul Tavo 1107 tamponi nessuno positivo, a Caramanico Terme 796 tamponi nessuno positivo, a Civitella Casanova 481 tamponi nessuno positivo, a Loreto Aprutino 1590 tamponi 3 positivi, a Moscufo 903 tamponi nessuno positivo, a Picciano 414 tamponi nessuno positivo, a Carpineto della Nora 118 tamponi nessuno positivo, a Vicoli 100 tamponi nessuno positivo.

SCREENING DI MASSA CHIETI, SCHAEL E MARSILIO INVITANO POPOLAZIONE A PARTECIPARE

“Sarà un’occasione preziosa per mettere in sicurezza le comunità di Guardiagrele e San Salvo, attraverso un test ad ampio raggio grazie al quale riusciremo a identificare e isolare per tempo eventuali nuovi positivi. Perciò siate numerosi”.




Esordisce così il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti Thomas Schael per incentivare i cittadini a partecipare in massa allo Screening che si svolgerà domani e domenica. Messaggio analogo quello del presidente della Giunta Regionale Marco Marsilio, che questo pomeriggio è stato a Guardiagrele per sostenere la campagna e la sua efficacia nel contrasto al contagio da Covid-19.

“Ho voluto fortemente lo Screening perché aiuta a gestire e contenere il problema epidemico – ha tenuto a precisare il presidente – e quindi auspico una partecipazione significativa dei cittadini. Che desidero, però, rassicurare perché la Asl ha sempre tenuto la situazione sotto controllo in questa comunità. Basti pensare che finora sono stati eseguiti 44 tamponi molecolari ogni 100 abitanti, che vuole dire che è stato già testato un terzo della popolazione. Con lo Screening arriveremo a una copertura davvero ampia”. Non è mancato un apprezzamento all’organizzazione messa in campo dal Sindaco Donatello Di Prinzio, che disegna un “modello Guardiagrele” che può essere un riferimento utile anche per gli altri Comuni.

Ancora più puntuali, sotto il profilo scientifico, le parole di Schael circa la valenza del test antigenico: “Questo tipo di tampone viene usato su larga scala alla ricerca di positivi asintomatici – aggiunge – . Al fine di validarne l’esito saranno sottoposte immediatamente al test molecolare tradizionale tutte le persone che risulteranno positive al rapido, e altre 200 scelte a caso tra tutti i partecipanti allo screening tra Guardiagrele e San Salvo e che si renderanno disponibili a un ulteriore controllo. E’ una precisa scelta della nostra Asl quella di cercare una conferma con questa modalità, per cui per ciascun positivo individuato saranno eseguiti 9 tamponi molecolari tra i contatti. Inoltre sarà eseguito il sequenziamento su tutti i positivi, alla ricerca di tutte le possibili varianti Ad ogni modo a Guardiagrele non registriamo nuovi contagi negli ultimi giorni, pertanto resta l’attenzione ma non siamo in una situazione di allarme, nemmeno per la presenza della cosiddetta variante inglese, che non manifesta comportamenti differenti dal virus originario. Inoltre l’Istituto Zooprofilattico di Teramo ha confermato con i propri studi l’efficacia del vaccino su tale variante”.

Le sedi individuate per lo Screening dall’Amministrazione comunale sono il Presidio territoriale di assistenza di via Anello, la Scuola materna di località Colle Tripio, la Sala consiliare del Comune, la Palestra dell’Istituto Omnicomprensivo in Via Grele e il Circolo Asd di Comino. In quattro di queste saranno operative 2 postazioni, mentre in un’altra ce ne saranno tre.

SCREENING DI MASSA CHIETI: MARSILIO INCONTRA IL SINDACO DI GUARDIAGRELE

“Ho voluto fortemente lo screening di massa sulla popolazione perché aiuta a gestire e contenere il problema epidemico e quindi auspico una partecipazione significativa dei cittadini”.

Così il presidente Marco Marsilio, oggi pomeriggio, in occasione della visita istituzionale a Guardiagrele dove si terrà, a partire da domani, sabato 23 gennaio e domenica 24 gennaio, lo screening di massa sulla popolazione.

Nella visita istituzionale è stato accompagnato dall’assessore al Turismo, Cultura e Attività Produttive Daniele D’Amario. Il presidente Marsilio è stato accolto in Comune dal sindaco Donatello Di Prinzio e dal responsabile del Pta di Guardiagrele, Lucilla Gagliardi, nonché presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri di Chieti.

“Desidero rassicurare la popolazione perché la Asl ha sempre tenuto la situazione sotto controllo in questa comunità. Basti pensare che finora sono stati eseguiti 44 tamponi molecolari ogni 100 abitanti, che vuole dire che è stato già testato un terzo della popolazione. Attualmente il focolaio registrato nelle ultime settimane è stato circoscritto, e avendo avuto il sospetto della virulenza e della velocità del contagio, abbiamo sequenziato il genoma del virus che ha fatto emergere la variante inglese del coronavirus. Il fenomeno è monitorato costantemente. Con questo screening sulla popolazione controlleremo il resto della popolazione per individuare precocemente altri positivi che circolano sul territorio”, ha aggiunto Marsilio.

Le sedi individuate per lo screening dall’amministrazione comunale di Guardiagrele sono il Presidio territoriale di assistenza di via Anello, la Scuola materna di località Colle Tripio, la Sala consiliare del Comune, la Palestra dell’Istituto Omnicomprensivo in Via Grele e il Circolo Asd di Comino. In quattro di queste saranno operative 2 postazioni, mentre in un’altra ce ne saranno tre.

IL CASO LOMBARDIA

In Lombardia, l’indice Rt scende da 1,38, secondo gli ultimi dati ha un Rt di 0,82, e una classificazione del rischio moderata da zona arancione. Un ‘errore’ nel calcolo dell’Rt la settimana scorsa aveva fatto scattare le misure più restrittive previste per la zona rossa ed è scambio di accuse tra la Regione e il Governo su chi debba assumersi la responsabilità della valutazione errata, che ha imposto la chiusura per una settimana dei negozi e il divieto di spostamento anche all’interno dei comuni.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, l’Istituto Superiore di Sanità in una nota ha fatto sapere che la stima dell’indice Rt della Lombardia è stata cambiata perché la Regione ha modificato i dati inviati all’Iss sul numero dei pazienti sintomatici.

“L’Istituto Superiore di Sanità è un organo tecnico scientifico che lavora con i dati inviati dalle Regioni e Province autonome e ripetutamente validati dalle stesse, ha scritto in una nota lo stesso ente, aggiungendo:: “Questo avviene da 37 settimane regolarmente con tutte le Regioni e Province autonome. La Regione Lombardia, nella settimana corrente, ha modificato i dati relativi alla settimana precedente il 22 gennaio. La modifica ha riguardato in particolare il numero di pazienti sintomatici con infezione confermata sui quali si basa il calcolo dell’Rt. Questa variazione ha comportato la modifica della stima di Rt della settimana precedente”. “Nessuna richiesta di rettifica, ma un necessario aggiornamento di un ‘campo del tracciato’, tracciato che quotidianamente viene inviato all’Istituto Superiore di Sanità – scrive in una nota Regione Lombardia -. Azione, condivisa con l’Istituto Superiore di Sanità – prosegue la nota – resasi necessaria a fronte di un’anomalia dell’algoritmo utilizzato dall’Iss per l’estrazione dei dati per il calcolo dell’Rt, segnalata dagli uffici dell’assessorato al Welfare della Regione e condivisa con Roma”.

“Abbiamo sempre fornito informazioni corrette, puntuali e precise, a Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia”, attacca il presidente Attilio Fontana al quale replicano ministero e Istituto superiore di Sanità: è stata la Regione ad inviare i dati che la collocano in zona rossa e che poi lei stessa ha rettificato, cambiando il numero dei soggetti sintomatici notificati. Il dato ‘incriminato’ su cui si consuma lo scontro riguarda l’Rt ed è quello del monitoraggio relativo alla settimana dal 4 al 10 gennaio, aggiornato al 13, quindi 48 ore prima della riunione della cabina di regia che ha decretato la zona rossa. Nel documento si riporta che “due Regioni e province autonome (Bolzano e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3”.

La Lombardia, in particolare, aveva un Rt 1.4 – con un valore inferiore di 1.38 e un valore massimo di 1.43 – e una classificazione complessiva del rischio alta. Numeri che, in base ai parametri introdotti con il decreto del 13 gennaio, fanno scattare automaticamente la zona rossa. Secondo la Lombardia, però, quel numero è frutto di una “sovrastima da parte dell’Istituto superiore di Sanità” dovuta ad un errore di valutazione: i tecnici della Cabina di regia non avrebbero tenuto conto della circolare del 12 ottobre firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza con la quale si è stabilito che per dichiarare guarito un paziente basta un solo tampone molecolare e non più due. E non avrebbero tenuto conto della “distonia” tra il dato relativo all’Rt e tutti gli altri indicatori, evidenziata già venerdì scorso dalla Regione.

Ricostruzione che Matteo Salvini usa per chiedere conto all’esecutivo. “Se 10 milioni di cittadini lombardi sono stati rinchiusi in casa in base a dati e valutazioni sbagliate del governo – dice il leader della Lega – saremmo di fronte a danni morali ed economici enormi, chi ha sbagliato paghi”. Fonti del ministero della Salute e lo stesso Iss fanno però notare che quegli stessi dati, una volta analizzati dalla cabina di regia, sono stati “ripetutamente validati dalla stessa Regione”.

Ed è stata sempre la Lombardia a rettificarli. Come, lo spiega l’Iss in una relazione. Il 20 gennaio la Regione ha comunicato una rettifica del numero di casi sintomatici, che sono gli unici che rientrano nel calcolo dell’Rt. E questo ha comportato che dai 14.180 casi con data di inizio sintomi nel periodo 15-30 dicembre che avevano i criteri per essere confermati come sintomatici indicati dalla Lombardia il 13 gennaio, la settimana dopo, il 20 gennaio, si è passati a 4.918. Cosi l’Rt è passato da 1.4 a 0.88, con la regione che resta “a rischio alto ma in presenza di uno scenario di trasmissione compatibile con uno scenario 1”. Le polemiche probabilmente proseguiranno anche nei prossimi giorni e non è affatto escluso che piovano ricorsi e richieste d’indennizzo. “Un errore come questo – dice non a caso il vice ministro dello Sviluppo Economico ed esponente di punta dei 5s lombardi Stefano Buffagni – è costato caro alle nostre partite Iva, ai nostri negozianti e ai nostri professionisti”. Di certo c’è però un fatto e lo ha confermato anche l’Iss parlando di “rivalutazione del monitoraggio alla luce della rettifica” dei dati: la Lombardia, da domenica, sarà in arancione.

Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, dopo le proteste ha confermato su Raitre la zona arancione, ma ha ribadito l’errore nei dati: “La regione Lombardia andrà in zona arancione, ma la settimana scorsa aveva certificato dati diversi”. Poi l’esponente del Pd ha invitato a tornare “alla leale collaborazione”.

IN ITALIA 13.633 NUOVI CASI E 472 VITTIME. TASSO DI POSITIVITA’ STABILE AL 5,1 PER CENTO

Sono 13.633 i nuovi casi di Covid in Italia nelle ultime 24 ore, per un totale dall’inizio dell’emergenza di 2.441.854. L’incremento delle vittime, invece, è di 472, che porta il numero complessivo a 84.674.

Sono 264.728 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in Italia nelle ultime 24 ore. Ieri, secondo i dati del ministero della Salute, erano stati 267.567. Il tasso di positività è al 5,1% (ieri era al 5,2%).

Sono 2.390 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, in calo di 23 nel saldo tra entrate e uscite rispetto a ieri. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 144. Nei reparti ordinari sono invece ricoverati 21.691 pazienti, in calo di 354 unità rispetto a mercoledì.

Il monitoraggio Iss: indice Rt scende a 0,97 dopo 5 settimane di crescita – Nel periodo 30 dicembre 2020 – 12 gennaio 2021, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,85-1,11), in diminuzione dopo cinque settimane di crescita. Lo si legge nella bozza di monitoraggio Istituto superiore di sanità-ministero della salute.

Si osserva una “diminuzione del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese dovuta principalmente ad una diminuzione della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 ma in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali rimane alto nella maggior parte delle Regioni e delle Provincie autonome.

Complessivamente, sono quattro le Regioni o le Provincie con una classificazione di rischio alto (vs 11 la settimana precedente); 11 con rischio moderato (di cui cinque ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e sei con rischio basso. Due Regioni o Provincie autonome (Sicilia e Puglia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2. Le altre hanno un Rt puntuale compatibili con uno scenario tipo uno.

Una Regione (Umbria) e una Provincia Autonoma (Bolzano) sono state classificate a rischio Alto per la terza settimana consecutiva; “questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale”.

La Lombardia sarebbe finita in zona rossa sulla base dei dati che la Regione ha inviato alla Cabina di Regia la settimana scorsa e che nelle ultime ore avrebbe rettificato. E’ quanto si apprende da due diverse fonti qualificate secondo le quali i dati della scorsa settimana, una volta analizzati dall’Iss sono stati validati dalla stessa Regione. Con una nota nella giornata di ieri, la Regione aveva fatto sapere di aver inviato una serie di “dati aggiuntivi” per “ampliare e rafforzare i dati standard trasmessi nella settimana precedente”. In base all’ultimo monitoraggio, la Lombardia ha un Rt medio a 0,82 (0,78-0,87). Interviene quindi il governatore Attilio Fontana: “La Lombardia deve essere collocata in zona arancione. Lo evidenziano i dati all’esame della Cabina di regia, ancora riunita. Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze”, aggiunge il governatore.

Sono 12 le Regioni e le Provincie autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (stesso numero della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale, invece, è sceso sotto la soglia critica (30%).

L’epidemia resta in una fase delicata, si legge nella bozza del monitoraggio, ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. Tale tendenza a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’elevata incidenza impongono comunque incisive misure restrittive.

Salgono a 297 i medici morti a causa della pandemia da Covid-19 in Italia. Il bilancio aggiornato è stato pubblicato sul sito della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), ed include medici in attività, in pensione o richiamati in servizio a seguito dell’emergenza sanitaria. Gli ultimi decessi segnalati sono quelli di Costantino Ciavarella (medico di Medicina generale), Giuseppe De Vita (medico del 118 e odontoiatra), Aldo Bacci (gastroenterologo, in pensione), Aldo Zaffora (medico ospedaliero), Riccardo Biagioli (dirigente medico legale usl), Catino Mormina (medico di emergenza sanitaria territoriale 118), Leonardo Tarallo (medico di Medicina generale), Federico Marzocchi (medico in pensione).

 

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