IN REGIONE 4 CASI IN PROVINCIA DELL'AQUILA E 4 IN PROVINCIA DI PESCARA; STUDIO COMITATO TECNICO, INDICE RT DIFFUSIONE VIRUS CON RIPRESA ATTIVITA' DIDATTICHE SALIREBBE DELLO 0,4; LABORATORI SOTTO STRESS PER INCREMENTO TAMPONI

COVID ABRUZZO: NUOVI CASI IN CALO, SOLO 11;
CON RIAPERTURA SCUOLE SI TEME AUMENTO

12 Settembre 2020 15:52

L’AQUILA – Dopo il preoccupante boom di contagi di ieri, oggi in Abruzzo si sono registrati solo 8 casi 11 di nuovi positivi, di cui 4 a L’Aquila 1 a Chieti 4 a Pescara, e 2 a Teramo).

Sono 40 i ricoverati (di cui 3 in terapia intensiva), 504 in isolamento domiciliare, 2962 dimessi/guariti, 544 attualmente positivi, 173892 test complessivi. I positivi di oggi hanno età compresa tra 20 e 73 anni.

Calano leggermente i contagi per coronavirus in Italia: nelle ultime 24 ore, secondo i dati sul sito della Protezione civile, si sono registrati 1.501 nuovi casi casi, mentre ieri erano stati 1.616 nuovi. Il totale dei contagiati, compresi vittime e guariti, è di 286.297. In calo oggi le vittime, 6 a fronte delle 10 di ieri, per un totale di morti dall’inizio della pandemia di 35.603. I guariti e dimessi sono complessivamente 213.191, 759 più di ieri.

Incognite sono però rappresentate dalla riapertura scuole, in Abruzzo previste per il 24 settembre. a seguito del quale l’indice di diffusione del Covid 19 potrebbe salire di circa lo 0,4.

La stima è contenuta nei documenti allegati ai verbali del Comitato tecnico scientifico che già alla fine di aprile aveva analizzato i diversi scenari in vista dell’inizio della fase 2, ai primi di maggio.

Un rapporto dettagliato nel quale vengono elencati tutti i possibili effetti prodotti sulla diffusione del virus dalle riaperture nei diversi settori chiusi in seguito al lockdown, al termine del quale i tecnici consigliavano di adottare “un approccio progressivo nelle misure di riapertura”, ribadendo in ogni caso la necessità dell’utilizzo delle mascherine in tutti i luoghi pubblici, del distanziamento sociale e del divieto di assembramento.

Una delle tabelle del documento indica l’effetto che le riaperture hanno sull’indice Rt: senza alcuna chiusura l’Rt è al 2.25 (media tra 2.06 e 2.44); con solo la chiusura delle scuole l’indice scende invece a 1.86 (media tra 1.66 e 1.97), dunque 0,39 in meno. Se alla chiusura delle scuole si aggiunge anche lo smart working, l’indice scende ulteriormente a 1.69 (media tra 1.54 e 1.83), 0,56 in meno.

Intanto ad essere in difficoltà i laboratori italiani specializzati nell’analisi dei tamponi: se per tutto luglio e fino a ferragosto eseguivano meno di 50.000 analisi di tamponi al giorno per la ricerca del virus Sars.CoV-2, attualmente la media è salita a 70.000 al giorno, con punte di 90.000.

In quest’ottica i nuovi test rapidi in arrivo potrebbero portare un sollievo, ma anche essere fonte di ulteriori problemi.

“Siamo overbooking, sotto pressione, e dobbiamo dire no a molte richieste”, ha detto all’Ansa il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca e direttore del laboratorio Cerba di Milano.

“È la situazione che stiamo riscontrando al Nord, ma che probabilmente è vera per tutti i laboratori italiani, pubblici e privati, che fanno capo alle unità di crisi regionali”, ha aggiunto.

Il numero di analisi eseguite aumenta, “ma non raggiungiamo i valori che vorremmo raggiungere”, ha rilevato il virologo riferendosi ai circa 400.000 tamponi al giorno che alcuni esperti hanno indicato come necessari per ottenere una buona tracciabilità dei casi.






“In sostanza – ha proseguito – siamo a un quarto della produzione che dovremmo raggiungere”.

Tornando all’Abruzzo, ieri l’allarme ha riguardato Celano, con otto contagi, tutti in una stessa famiglia, altri sei a Sulmona, due anche all’Aquila. Due bambini di un anno, uno nella Valle Peligna e uno ad Avezzano.

Ricoveri in aumento, anche in terapia intensiva.

E non  ci sono stati solo i 35 nuovi casi di coronavirus a turbare l’Abruzzo a pochi giorni dalla riapertura delle scuole.

C’è un andamento che, sebbene lentamente e con proporzioni diverse rispetto ai terribili mesi di marzo e aprile, comincia a destare una qualche preoccupazione.

E’ ancora la Valle Peligna il territorio maggiormente al centro delle attenzioni, anche per le nuove restrizioni adottate dal governatore Marco Marsilio in tre comuni (Sulmona, Pettorano sul Gizio e Bugnara).

Tanto che l’Asl aquilana ha fatto sapere di essere arrivata a 35 mila tamponi effettuati da febbraio (sull’intera provincia) e di prestare, ovviamente, una particolare attenzione proprio per il territorio peligno.

La consigliera regionale Marianna Scoccia, uscita dalla maggioranza e ora vicina politicamente a Sandro Mariani (eletto in Regione con Abruzzo in Comune ma organico al Pd) ha invocato “scelte tempestive e ponderate”.

Nella sua nota la Scoccia attacca l’assessore regionale alla Sanità, la leghista Nicoletta Verì: “Il 1 settembre ha trovato il tempo di visitare il territorio per toccare con mano l’emergenza e affermare che era una situazione totalmente sotto controllo, salvo poi essere smentita laccio stesso presidente che ha emesso l’ordinanza numero 82 per porvi un argine”.

“Il provvedimento in questione però invece di porre in essere misure davvero efficace, assolo creato confusione e disparità tra categorie di esercenti, ma soprattutto fra commercianti di comuni distanti pochissimi chilometri e a volte poche decine di metri. Ed è così che nella frazione di Bagnaturo, divisa tra Sulmona e Pratola, nonostante le restrizioni vigenti, si può gustare un aperitivo dopo le 20 semplicemente attraversando la strada”.

I prossimi giorni saranno decisivi per capire se queste misure saranno confermate o meno.

 

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