COVID: ABRUZZO CONFIDA NELLA ZONA GIALLA,
DA DOMENICA NUOVI “COLORI” PER LE REGIONI

27 Gennaio 2021 09:25

L’AQUILA – Cresce l’attesa  per la valutazione della Cabina di regia  di venerdì 29 gennaio, sui dati dei contagi covid-19,  da cui dipenderà poi l’aggiornamento dei “colori” con relative restrizioni alle regioni italiane a partire da domenica 31 gennaio. I dati ai quali si farà riferimento saranno quelli della settimana dal 18 al 24 gennaio. Con un aggiornamento fino al 27 gennaio. Ebbene proprio in base agli ultimissimi dati l’Abruzzo, ora arancione, ha ottime possibilità di tornare zona gialla.

Da domenica scorsa sono 14 le Regioni colorate di arancione, oltre all’Abruzzo Calabria, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. A queste si sono aggiunte la Sardegna e la Lombardia, riclassificata dopo essere stata per una settimana in zona rosse. Gialle Campania, Basilicata, Molise e Toscana, più la Provincia autonoma di Trento. Sicilia e la Provincia Autonoma di Bolzano, dono le uniche due in zona rossa.

Claudio D’Amario, direttore del dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, in un’intervista al quotidiano Il Centro  del 23 gennaio aveva già spiegato: “Il report è buono e ci classifica già come una regione a rischio basso. L’indice Rt, che indica a quante persone in media un infetto può trasmettere il virus, è sceso da 1,18 a 1,05. Questo è il valore mediale. Il nuovo intervallo di confidenza va da 0,99 a 1,12, quindi saremmo già da zona gialla. Va ricordato che la regola dice che per due settimane devi restare nella stessa fascia. Se viaggiamo su questi dati, però, e se non succedono cose straordinarie, venerdì nel prossimo report dovremmo ricevere l’assegnazione della fascia gialla. L’ordinanza entra in vigore la domenica, quindi, se tutto va bene, dal 31 gennaio l’Abruzzo tornerà giallo”.

Secondo diversi scenari elaborati ci sono anche regioni in corsa per la zona bianca, introdotta nell’ultimo Dpcm, nel caso una regione abbia un Rt inferiore a 1 e soprattutto un’incidenza settimanale della malattia inferiore a 50 casi per 100mila abitanti nella settimana. In questa zona sarà consentito qualsiasi spostamento e sarà possibile riaprire ogni attività: palestre, musei, piscine, teatri, bar e ristoranti senza limitazioni. Bisognerà solo continuare a praticare il distanziamento e indossare la mascherina.

La zona bianca, per il momento, appare lontana in tutta Italia ma c’è una Regione che appare più vicina alla meta e si tratta della Basilicata, che ha avuto un’incidenza settimanale di 60,58 casi (contro i 96 della settimana precedente). In corsa anche la Sardegna (77,89 contro i 78 dell’ultima rilevazione), ma essendo entrata in zona arancione per via del rischio calcolato su altri indicatori, dovrà restarci per almeno due settimane.

Restano intanto alti i numeri dell’epidemia di Covid-19 in Italia e potrebbero essere la spia dei primi effetti delle riaperture del 7 gennaio dopo il lockdown di Natale. Il segnale più importante è probabilmente l’aumento dell’indice nazionale di contagio Rt, che dopo essere sceso per due settimane sotto 0.85, nell’ultima settimana sta risalendo a 0.9, osserva il fisico Roberto Battiston, dell’Università di Trento.

I dati del ministero della Salute registrano intanto un aumento dei nuovi casi positivi: dopo i numeri bassi del lunedì, che risentono del rallentamento nei test del fine settimana, ieri 10.593 contagiati. Sempre molto alto anche il numero dei decessi: 541. I casi positivi sono stati segnalati grazie a 257.034 test, fra tamponi molecolari e antigenici rapidi, contro i 143.116 del giorno prima.

Di conseguenza il tasso di positività è calato dell’1,9%, passando in 24 ore dal 5,98% al 4,1%. Ma da quando i test rapidi vengono conteggiati con i tamponi questo valore ha ormai perso significato nelle analisi degli esperti.

Continuano a diminuire anche i ricoveri nelle unità di terapia intensiva, che in 24 ore sono stati 49 in meno nel saldo tra entrate e uscite; i nuovi ingressi sono stati 162 e il totale dei ricoverati in terapia intensiva è di 2.372. In calo anche i ricoverati nei reparti Covid, con 69 unità in meno, per un totale di 21.355 pazienti.

Tra le regioni è la Lombardia ad registrare l’incremento maggiore, con 1.230 nuovi casi in 24 ore; seguono Lazio (1.039), Puglia (995), Emilia Romagna (993), Campania (976) e Sicilia (970).

“Sono dati abbastanza stazionari -, osserva Battiston – L’unico valore che mostra segnali rilevanti è attualmente l’indice Rt: «A partire dal 7 gennaio, per due settimane l’indice Rt a livello nazionale è sceso da appena sopra 1 a 0,84, mentre negli ultimi giorni sta risalendo verso 0,90». In sostanza, prosegue il fisico, «per due settimane abbiamo risentito i benefici del lockdown di Natale, ma in questi ultimi giorni osserviamo qualcosa che è iniziato nella prima metà di gennaio. Da quattro-cinque giorni – prosegue – stiamo osservando una ripresa di Rt: l’indice è ancora sotto 1, ma sta crescendo ed è importante tenerlo d’occhio perché se l’indice Rt risale sopra 1 i casi riprenderanno a salire”.

LE REGOLE IN ZONA GIALLA

Divieto di spostamento tra Regioni (per ora fino al 15 febbraio anziché fino al 5 marzo)

Consentiti gli spostamenti solo tra le 5 e le 22 solo all’interno della propria Regione o Provincia autonoma, con l’eccezione di comprovate esigenze di lavoro, salute o necessità

Visite consentite una sola volta al giorno, tra le 5 e le 22, ma solo in 2 persone oltre ai
conviventi non autosufficienti o minori di 14 anni




Consentiti gli spostamenti verso le seconde case, anche in affitto e non solo di proprietà, ma solo per il proprio nucleo familiare

Ristoranti e bar aperti fino alle 18

Divieto di asporto per i bar (locali senza cucina) dopo le 18

Asporto fino alle 22 per i ristoranti (locali con cucina)

Sempre consentita la consegna a domicilio

Vietato consumare cibi e bevande in strade o parchi dalle 18 alle 5

Chiusi i centri commerciali nel weekend, nei giorni festivi e prefestivi. Restano aperti al loro interno farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie, edicole, librerie e vivai

Palestre, piscine, cinema e teatri chiusi

Musei e mostre aperti, esclusivamente nei giorni feriali

Centri sportivi aperti

Impianti sci chiusi fino al 15 febbraio

Scuole in presenza al 100% per infanzia, elementari e medie. Alle superiori didattica in presenza alternata per minimo il 50% e fino al 75% degli studenti

Università aperte o chiuse su decisione autonoma di ciascun ateneo, in base all’andamento dell’epidemia

Riempimento massimo al 50% dei mezzi di trasporto pubblico locale, ad eccezione del trasporto scolastico dedicato

Sospese attività di sale scommesse, bingo, sale giochi e slot machine, anche in bar e tabaccherie.

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