COVID ABRUZZO: 148 NUOVI CONTAGI, IN CALO, DUE I MORTI; ATTESA PER DECRETO CON IPOTESI COPRIFUOCO ALLE 22

17 Ottobre 2020 14:53

L’AQUILA – Dopo il preoccupante picco di due giorni fa oltre quota 203 i 178 di ieri, si registra bollettino odierno alla mano, un dato seppure ancora molto alto, in ulteriore calo: 148 sono infatti i nuovi positivi al covid-19, su 3103 tamponi eseguiti, meno di ieri.

Sono morte altre due persone un 69enne della provincia dell’Aquila e una 82enne della provincia di Chieti.

Dei nuovi casi ben 72 in provincia di Teramo, 39 in provincia dell’Aquila, 21 in provincia di Pescara e 15 in provincia di Chieti. Per un caso sono in corso accertamenti sulla residenza.

Sono 182 ricoverati di cui 13 in terapia intensiva, e ben 2.112 in isolamento domiciliare,
Le persone guarite sono 3.186 e 2.294 attualmente positivi. I nuovi casi di oggi hanno età compresa tra 3 e 89 anni.

L’indice di contagio, in Abruzzo resta comunque allarmante: l’rt (erre con ti, il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia) arriva a 1,18, a fronte di una soglia di rischio pari a 1. La scorsa settimana era a 1,13.

E’ previsto intanto tra domani e lunedì il varo del nuovo dpcm anti-Covid, al centro di un lungo vertice notturno a Palazzo Chigi. Tra le ipotesi ci sarebbe quella di un coprifuoco dalle 22, ma senza arrivare a un lockdown. Oggi incontro con le regioni. Da stasera in Lombardia pub e ristoranti chiudono alle 24. In Campania consentite da oggi le lezioni in presenza per gli asili. Ieri in Italia oltre 10mila nuovi contagi su 150mila tamponi e 55 morti, in calo rispetto agli 83 del giorno prima. Raggiungono intanto quota 10mila i nuovi contagi per il Covid in Italia nelle ultime 24 ore, contro gli 8.804 del giorno prima. I tamponi sono stati 150.377. I decessi sono stati 55, in calo rispetto agli 83 del giorno prima.

Tornando in Abruzzo, i carabinieri del Nas hanno intanto eseguito un’ ispezione alla Rsa dell’istituto religioso Don Orione di Avezzano, dove si è innescato un grave focolaio con oltre 100 contagiati, tra anziani ospiti, circa 85, e operatori sanitari, circa 15.

Ieri un anziano già affetto da gravi patologie è morto.

Nella stessa giornata di oggi sono 4 gli anziani positivi che sono stati ricoverati all’ospedale di Avezzano per il controllo di sintomi, i quali si aggiungono ai tre già ricoverati nel giorni scorsi.

Secondo quanto si è appreso, si tratta di un’indagine scattata dopo l’esplosione dei contagi che potrebbe trasformarsi in una inchiesta penale qualora venissero riscontrate negligenze e irregolarità.

La struttura, che conta 120 ospiti e 60 operatori sanitari, è stata commissariata dal Comune con la Asl provinciale che ha nominato commissario il direttore sanitario, Sabrina Cicogna, la quale, sua volta, ha indicato due sub commissari nelle persone del direttore del distretto Area Marsica, Rossella De Santis e il dottor Carmine  Viola, dello staff della direzione generale aziendale.

200 INVITATI ALLE NOZZE, 40 POSITIVI, IN ISOLAMENTO DOMICILIARE

Si estende il focolaio dopo il matrimonio in Abruzzo: salgono a una quarantina le persone residenti nella Val Fino, nel Teramano – area martoriata dalla prima fase dell’emergenza e a lungo inserita in zona rossa – risultate positive al coronavirus negli ultimi giorni.





Elemento comune è la partecipazione a un banchetto nuziale che si è svolto a inizio mese a Bisenti (Teramo).

Circa 200, secondo quanto si apprende, gli invitati presenti.

Proprio a Bisenti, dopo i dodici casi degli ultimi giorni, se ne aggiungono 23 accertati nelle ultime ore, cui vanno sommati alcuni positivi, sempre legati alla vicenda del matrimonio, residenti nei comuni limitrofi, come Castiglione Messer Raimondo e Castilenti (Teramo).

Molte le persone a casa con febbre e altri sintomi.

La Asl si sta occupando dell’indagine epidemiologica, del tracciamento dei contatti e dell’esecuzione di ulteriori tamponi.

Il ristorante in cui si è svolta la festa aveva già chiuso al pubblico, in via precauzionale, non appena emerse le prime positività.

MARINANGELI, “POSTI RIANIMAZIONE CI SONO, MANCA PERSONALE”

“Siamo alla vigilia dell’emergenza, abbiamo sei posti di terapia intensiva covid occupati con il primo modulo attivato: ne possiamo attivare altri fino a 30 posti se ci dovesse essere necessità, sperando naturalmente di no. L’ indagine che parla di un Abruzzo al collasso nella rianimazione quindi non è una verità perché si riferisce ai moduli già attivati, non alle potenzialità”.

Così il primario del reparto di rianimazione e del reparto di terapia intensiva covid, Franco Marinangeli, facendo il punto della situazione sulla disponibilità di posti letto di terapia intensiva nel territorio regionale alla luce dell’allarme lanciato su dati nazionali secondo i quali l’Abruzzo è tra le regioni che hanno già esaurito la dotazione.

Una realtà che è stata contestata duramente dal presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, e dall’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, della Lega.

“In sostanza, la provincia dell’Aquila è full perché i primi sei posti del primo modulo sono occupati ma noi siamo già pronti ad attivarne altri, a seconda delle necessità – spiega ancora – Il motivo per il quale non apriamo altri moduli è legato alla difficoltà di reperire personale: e questa è una emergenza nella emergenza perché se aumentano i contagi, saremo costretti a trasferire personale da altri reparti con conseguente riduzione dei servizi e delle prestazioni legate ad altre patologie”.

Marinangeli oltre alla rianimazione gestisce il reparto nel cosiddetto G8, il piccolo ospedale realizzato dopo il terremoto del 2009 in occasione del grande evento, che era stato chiuso dopo l’emergenza e che è stato riaperto nelle scorse settimane con l’impennata di contagi in provincia dell’Aquila.

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