CRITERI MINISTERO E ISS ALLA BASE DELLA STRETTA: PIU'  SINTOMATICI, PRESSIONE SU OSPEDALI, OLTRE 3MILA CONTAGI NON LEGATI A FOCOLAI NOTI; DON ORIONE AVEZZANO: MORTA UN'ALTRA ANZIANA, BILANCIO VITTIME SALE A 20, L'AQUILA: EX ONPI, 11 POSITIVI TRA OSPITI E OPERATORI SANITARI

COVID: ABRUZZO DA OGGI “ARANCIONE”,
NUOVO RECORD, 746 CASI E 26 MORTI

11 Novembre 2020 08:33

L’AQUILA – Da oggi l’Abruzzo è regione “arancione”. Questo significa, rispetto alle restrizioni già in vigore della classificazione “gialla”, a cominciare dal coprifuoco dalle 22 alle 5, che sarà vietato ogni spostamento in entrate e in uscita dalla Regione, salvo i “comprovati motivi”. Permesso lo spostamento dal proprio Comune o Regione per la didattica in presenza per docenti, alunni e accompagnatori di questi ultimi. Vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo comprovate esigenze lavorative, studio, salute, situazioni di necessità o per svolgere attività e usufruire servizi non disponibili nel proprio comune.  Sospesi 7 giorni su 7 tutti i servizi di ristoranti, bar, pub, gelaterie, pasticcerie, tranne mense e catering continuativo su base contrattuale. Consentita la ristorazione con consegna a domicilio e con asporto, quest’ultima fino alle 22:00. Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante su autostrade, ospedali e aeroporti.

I dati che hanno portato il Ministero della Salute a trasferire l’Abruzzo dalla fascia gialla a quella arancione delle restrizioni previste per contenere il contagio da coronavirus, quindi con una ulteriore stretta delle misure (chiusura di bar e ristoranti e limitazioni agli spostamenti), sono contenuti nel report settimanale sul monitoraggio della “fase due” dell’epidemia realizzato dallo stesso Ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità.

In particolare i dati sui quali è stato basato il provvedimento che ha riguardato l’Abruzzo e altre regioni, fanno riferimento alla settimana che va dal 26 ottobre al primo novembre, con l’aggiornamento degli stessi che è avvenuto nella giornata del 9 novembre. Dai numeri si evince che l’Abruzzo ha un’ incidenza di casi negli ultimi 14 giorni di 429,78 ogni 100 mila abitanti. Con un trend settimanale in crescita e con un aumento evidente del numero dei focolai. Lo stesso report fissa un indice di contagiosità Rt a 1,51, con un intervallo di confidenza che va da 1,41 a 1,62.

La regione è inserita nello scenario tre, su una scala che arriva fino a quattro rispetto alla gravità. Secondo i tecnici esiste inoltre una probabilità di diffusione moderata del virus nei prossimi giorni. La classificazione complessiva del rischio è giudicata “alta” in particolare per l’aumento sopra la soglia del 20% dei casi confermati di infezione e per una diminuzione sotto la soglia di sicurezza dell’indicatore che riguarda il numero dei casi confermati per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con la ricerca approfondita dei contatti stretti. Ci sono poi altre variabili che hanno fatto registrare un aumento e che hanno indotto il Ministero a inasprire ulteriormente le restrizioni.

In particolare c’è stata una crescita del numero dei casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data di inizio dei sintomi rispetto al totale dei casi notificati al sistema nello stesso periodo. Anche gli indicatori di monitoraggio sono in peggioramento: i focolai attivi sono passati da 272 a 438, con 3349 casi complessivi che al momento non sono associati a catene di trasmissione note. Al momento del report il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva era del 18% mentre quello di area medica del 30%, ma i dati sono già mutati negli ultimi giorni e in ogni caso lo stesso rapporto fissava una alta probabilità nei prossimi giorni di ulteriore escalation.

Infine è in aumento la percentuale di positività rispetto al numero dei tamponi processati, escludendo l’attività di screening e re-testing, passata da 15,5% a 23,4%. È in diminuzione il trend del numero dei casi confermati per cui sia stata effettuata una regolare indagine, fissato l’89,9%.

Allargando lo sguardo all’intero Paese, gli ospedali soffrono e i decessi salgono a 580 contro i 356 del giorno precedente ma la curva dei contagi, ieri 35.098, per la prima volta rallenta.

Il governo vuole verificare se il sistema per ‘zone’ funziona. Da oggi in Italia ci sono quattro regioni rosse (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria e provincia autonoma di Bolzano) e sette arancioni (oltre all’Abruzzo, la Puglia, Sicilia, Liguria, Toscana, Abruzzo, Umbria e Basilicata), le altre gialle. Ma altre 4 regioni sono in bilico: i presidenti di Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna valuteranno insieme la possibilità di inasprire le restrizioni. Resta sub iudice la Campania.

‘Lavoro per evitare il lockdown totale. La curva sta salendo ma mi aspetto che nei prossimi giorni, anche per effetto delle nostre misure, cominci a flettere”, ha detto il premier, Giuseppe Conte, in un’intervista alla Stampa in cui assicura che il governo ‘ha una strategia’ e fa appello ai cittadini perché collaborino. Conte annuncia che l’esecutivo è pronto ad aumentare i ristori, anche nel 2021. Sul vaccino, il piano sarà ‘presto in Aula’.

IL BOLLETTINO DI IERI

Mentre l’Abruzzo si preparava a nuove misure restrittive, alla vigilia della “zona arancione”, scattata oggi, si è registrato un nuovo record di casi covid: sono 746 i nuovi contagiati, di età compresa tra 10 mesi e 101 anni, di cui 449 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.  Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale a 15.888.

Il bilancio dei pazienti deceduti  a causa del Coronavirus in Abruzzo registra 26 nuovi casi, 5 solo oggi, e sale a 628, di età compresa tra 61 e 94 anni, tutti residenti in provincia dell’Aquila.

È ancora una volta l’Aquilano il territorio più colpito, tanto che tutti i decessi fanno riferimento alla provincia dell’Aquila e la maggior parte, secondo quanto appreso, alla Marsica, ancora più gravemente colpita in questi ultimi giorni.

Nel totale dei dati resi noti, infatti, sono compresi 21 decessi delle scorse 3 settimane comunicati solo oggi dalla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, decessi che vanno comunque ad aggiungersi a quelli dei giorni scorsi. Un ritardo nella comunicazione probabilmente dovuto all’inattesa impennata di contagi che la Asl aquilana si è trovata a gestire nell’ultimo periodo. Una circostanza che si è già verificata durante la prima fase dell’emergenza. Secondo fonti sanitarie, i dati sarebbero stati comunque già comunicati a tempo debito all’Iss ed oggi sarebbero stati inviati alla Regione e quindi al  Ministero.

Del totale dei casi positivi, 4.803 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+272 rispetto a ieri), 3.106 in provincia di Chieti (+178), 3.534 in provincia di Pescara (+143), 4.109 in provincia di Teramo (+142), 153 fuori regione (+19) e 183 (-9) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 91, di cui 26 in provincia dell’Aquila, 16 in provincia di Pescara, 23 in provincia di Chieti, 26 in provincia di Teramo.

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 10.428 (+556 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 323.845 test (+4.766 rispetto a ieri).

530 pazienti (+17 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 46 (-2 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 9.852 (+539 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Nel giorno in cui l’Abruzzo registra il numero più alto di sempre di nuovi casi, c’è anche un altro record: più di un contagio su due è emerso dall’attività di tracciamento dei contatti. Dei 746 nuovi casi, infatti, ben 449 – il 60,2% – sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.

Le località con più nuovi casi sono L’Aquila e Montorio al Vomano (Teramo), entrambe con 76 contagi recenti. Nell’area metropolitana i nuovi casi sono un’ottantina, di cui 47 a Pescara e 31 a Montesilvano. Vi sono poi 39 nuovi casi ad Avezzano, 24 a Sulmona, 18 a Teramo e 17 a Chieti. In testa per nuovi casi c’è la provincia dell’Aquila (+272), dove il totale sale a 4.803. Seguono il Chietino (+178, 3.106), il Pescarese (+143, 3.534) e il Teramano (+142, 4.109). A questi numeri si aggiungono 153 pazienti residenti fuori regione (+19) e 183 (-9) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

L’AQUILA: EX ONPI, 11 POSITIVI TRA OSPITI E OPERATORI SANITARI




Nella giornata di ieri, nell’ambito dell’attività di screening portata avanti con cadenza costante dall’inizio dell’emergenza covid-19, nella struttura ex Onpi dell’Aquila sono stati riscontrati 11 positività al coronavirus.  I casi si riferiscono a 6 ospiti della struttura e 5 operatori sanitari.

A darne notizia sono il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e il presidente del Csa, Daniela Bafile.

“I tamponi sono stati somministrati ai 39 ospiti della residenza per anziani e ai 19 del personale sanitario in servizio.  Abbiamo richiesto alla società interinale che fornisce gli operatori la loro sostituzione per garantire la continuità del servizio. Ovviamente anche per i subentranti a lavoro è stato predisposta la somministrazione del tampone e, in caso di negatività, saranno operativi già dalla giornata di domani. – spiegano il sindaco Biondi e la presidente Bafile – Sono state attivate tutte le disposizioni previste nel documento di valutazione del rischio del Centro Servizi anziani, che è stato aggiornato nei mesi scorsi proprio alla luce della diffusione della pandemia”.

DON ORIONE AVEZZANO: MORTA UN’ALTRA ANZIANA, BILANCIO VITTIME SALE A 20

“Siamo dispiaciuti per quanto accaduto. La tutela di quanti risiedono e lavorano nella struttura è una priorità e l’essere riusciti tempestivamente a individuare i casi di positività al Covid-19  speriamo ci abbiano consentito di bloccare l’insorgenza di eventuali focolai. I famigliari dei residenti risultati positivi sono stati informati “.

Sale a 20 il bilancio dei decessi nella Rsa dell’istituto religioso don Orione di Avezzano: l’altra notte è morta un’altra anziana che era stata ricoverata per l’aggravarsi delle sue condizioni nell’ospedale di Avezzano.

Sono 65 gli ospiti curati al primo piano della struttura dove è stato creato un vero reparto covid. Nella struttura, nelle scorse settimane, si è sviluppato un grave focolaio che ha causato 102 contagi,  85 tra gli anziani e 17 tra il personale medico e paramedico. I 35 ospiti positivi sono isolati al terzo piano. La Rsa è stata commissariata dalla Asl in seguito alla richiesta del sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio. Nella struttura, che ospitava 120 persone, c’è stata anche un’ispezione dei carabinieri dei Nas, il cui risultato non è ancora stato reso noto.

RISCHIO ZONA ROSSA PER TUTTA ITALIA: MARSILIO, “APPELLO A SENSO RESPONSABILITA’ DEI CITTADINI”

“Le prime ore trascorse come regione arancione non sono state particolarmente diverse da quelle in cui l’Abruzzo è stata classificata come regione gialla. L’unica differenza la pagano i titolari di bar e pasticcerie ed i ristoratori, i cui locali devono rimanere chiusi per tutto il giorno”.

Lo ha dichiarato, questa mattina, il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, intervistato dall’emittente televisiva Vera Tv.

L’indice rt di contagio da Covid-19, secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, vede in Abruzzo superare la soglia dell’1,5 mentre le terapie intensive hanno letti occupati per oltre il 30 per cento.

“Credo che non sia solo l’Abruzzo a doversi preoccupare che il colore possa cambiare nuovamente – ha proseguito Marsilio – a richiare è l’intera Italia. Se dovessi fare un pronostico, la mia sarebbe una previsione pessimistica. Infatti, – ha aggiunto – è nostro dovere parlare chiaro. Con questo ritmo di contagi e di accessi negli ospedali, da qui ad una settimana, massimo dieci giorni, tutto il Paese sarà in zona rossa. Se saranno mantenute le regole attualmente in vigore nelle attuali regioni rosse, ci sarà la chiusura di tutti i negozi ma si continuerà ad andare al lavoro nelle fabbriche e negli uffici dove non è possibile lavorare in modalità agile. Inoltre, verrà attivata la didattica a distanza nelle classi seconde e terze delle scuole medie”.

A tal proposito, il presidente Marsilio fa appello al senso di responsabilità dei cittadini abruzzesi chiedendo la collaborazione da parte di tutti nel rispetto delle regole.

“L’obiettivo – ha sottolineato – è quello di evitare la scenario più pesante. La speranza è che si possa arrestare la diffusione del virus e, in ogni caso, che si possa invertire la curva dei contagi. E’ chiaro – ha continuato – che, se ogni giorno vengono ricoverate in ospedale 20-30 persone e 2-3 di queste finiscono in terapia intensiva, è evidente che di fronte a noi abbiamo un tempo limtato, terminato il quale gli ospedali esauriranno la loro capacità di cura e saremo costretti ad adottare dei provvedimenti per evitare di dover effettuare delle scelte tragiche come quella di non poter curare le persone più fragili”.

Riguardo al piano di rafforzamento del sistema sanitario alla luce della recrudescenza della pandemia, Marsilio ha chiarito che “dall’8 ottobre, giorno in cui ci è stata data le delega, siamo partiti di gran carriera. In poche settimane, abbiamo già esperito tutte le gare di progettazione, soprattutto in riferimento alla Asl di Teramo. Sono stati già affidati molti lavori, stanno per aprire i cantieri, anzi alcuni sono stati già aperti per mettere tutti i pronto soccorso in condizione di accogliere in sicurezza i pazienti, potenziare i posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva dedicati alle malattie infettive e raggiungere una maggiore capacità di gestione dell’emergenza” Anche riguardo alla tematica dei tamponi effettuati nei lavoratori privati, la posizione di Marsilio è più che mai chiara.

“La diagnostica legata ai tamponi è una questione molto seria – ha ribadito – non è che la possa eseguire un qualunque laboratorio. Esistono delle leggi e delle regole che garantiscono la sicurezza nell’effettuazione di queste analisi. I laboratori privati che hanno i requisiti per poter essere accreditati ed inseriti nella rete dei laboratori, lo possono già fare o lo hanno già fatto. C’è un caso, l’unico per ora in Abruzzo, di una realtà aquilana che ha presentato per tempo al Comune dell’Aquila una domanda di autorizzazione. Domanda che è stata trasmessa alla Regione che, poi, l’ha inoltrata al competente Istituto Superiore di Sanità ed alla fine di questa procedura è arrivato l’accreditamento della struttura”.

“Si tratta di una passaggio importante – ha concluso Marsilio – per garantire al cittadino non solo che il risultato dell’esame è attendibile ma che soprattutto nessuno rischia di essere contagiato”.

CHIUSO IN VIA PRECAUZIONALE IL NIDO DI POGGIO PICENZE: OPERATORE POSITIVO

Chiuso, in via precauzionale, a seguito della positività di un operatore, il nido “La Velocca” di Poggio Picenze.

A comunicarlo sui social, con apposita ordinanza, il primo cittadino Antonello Gialloreto.

Le lezioni riprenderanno regolarmente il 24 novembre prossimo.

20 CASI POSITIVI ALLA CASA DI RIPOSO DI ROCCA DI MEZZO

Ammontano a 20 i positivi registrati alla casa di riposo situata nel territorio di Rocca di Mezzo.

A comunicarlo sui social, nella giornata di ieri, il sindaco Mauro Di Ciccio.

“Cari concittadini, ho avuto da poco conferma dei risultati dei tamponi eseguiti presso la casa di riposo: dei 26 ospiti della struttura 20 sono risultati positivi, una persona negativa e per la restante parte si è in attesa dei relativi risultati. La direzione della struttura ci ha informato che al momento non si rilevano situazioni di particolare criticità e tutti gli anziani si trovano sotto osservazione medica. Sono in costante raccordo con i vertici sanitari locali e con la massima autorità provinciale per assicurare l’attenzione che merita la nostra problematica. La Asl ci ha anticipato verbalmente che si sta attivando per disporre un presidio sanitario mediante Unità speciali di continuità assistenziale (Usca). Sarà mia cura fornire ulteriori aggiornamenti non appena disponibili”, ha scritto sull’apposito avviso.

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