"TRACCIAMENTO FUNZIONA"; POSITIVI TRA I BANCHI DELL'ISTITUTO "ROSSETTI" DI PESCARA, 600 PERSONE IN QUARANTENA; AD AIELLI IL SINDACO DA' IL VIA A TAMPONI RAPIDI; CONTE, "SITUAZIONE MOLTO CRITICA, PRONTI AD INTERVENIRE"; IPOTESI STOP MOBILITA’ TRA REGIONI E COPRIFUOCO OVUNQUE, TRA MISURE ALLO STUDIO SMART WORKING PORTATO AL 75 PER CENTO SIA NEL PUBBLICO CHE NEL PRIVATO. STRETTA GIA' IN ATTO NELLE REGIONI PIU COLPITE

COVID ABRUZZO: 306 CONTAGI, NUOVO RECORD, 127 NELL’AQUILANO E 100 NEL TERAMANO, CALANO RICOVERI

22 Ottobre 2020 14:45

L’AQUILA – Nuovo record di contagi da coronavirus in Abruzzo: dal bollettino diramato dalla Regione risulta che i nuovi casi sono ben 306,  su un totale di 3.149 tamponi, ieri erano 252.

Seppur con due persone in più finite in terapia intensiva, che portano il totale a 16, nel giro di poche ore, nonostante i nuovi casi ed in controtendenza con i dati degli ultimi giorni, scende il numero dei pazienti ricoverati negli ospedali in terapia non intensiva: sono 208.

Il paziente più giovane ha sette mesi ed è dell’Aquila, il più anziano è una 94enne della Marsica.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra un nuovo caso e sale a 501: si tratta di una 75enne di Pescara.

Diminuiscono da 55 a 47 i contagi nella città dell’Aquila dove i focolai rimangono sempre legati ad eventi, feste e movida che hanno causato contagi in famiglia, uffici ed anche in ospedale. La provincia dell’Aquila, però, è sempre maglia nera tra quelle abruzzesi con 127 contagi. Ad Avezzano si registrano 67 casi (in aumento rispetto ai 45), nella Valle Peligna 9: in quest’ultimo caso, sono stati circoscritti e sconfitti i focolai che hanno preoccupato non poco nelle scorse settimane.

Al secondo posto la provincia di Teramo, 100 casi, a seguire la provincia di Chieti, più 45 e la provincia di Pescara, +36.

Sono 53 i casi fuori regione (+1) e 59 (-4) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Dei nuovi casi, 145 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 43, di cui 12 in provincia dell’Aquila, 3 in provincia di Pescara, 6 in provincia di Chieti e 19 in provincia di Teramo.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3.214 dimessi/guariti (+19 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 3.376 (+285 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 256.324 test (+3.149 rispetto a ieri).

208 pazienti (-4 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 16 (+2 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 3.152 (+287 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

CALANO I RICOVERI

Seppur con due persone in più finite in terapia intensiva, che portano il totale a 16, nel giro di poche ore, nonostante 306 nuovi casi ed in controtendenza con i dati degli ultimi giorni, scende il numero dei pazienti ricoverati negli ospedali in terapia non intensiva: sono 208.

Potrebbe essere, sottolineano gli addetti ai lavori, uno degli effetti del funzionamento del tracciamento dei contatti, che consente di intercettare subito i positivi, evitando le forme acute della patologia.

Al di là del dato odierno, analizzando le cifre nel lungo periodo, negli ultimi giorni il numero dei ricoveri è cresciuto in modo significativo: nel giro di un mese, si è passati dai 59 ricoveri del 22 settembre ai 224 di oggi, con un incremento del 280%.

Il dato sulle terapie intensive è invece passato dalle 5 alle 16 unità.

La situazione degli ospedali, a livello numerico, al momento non desta preoccupazione eccessiva: se i pazienti Covid-19 intubati sono 16, in Abruzzo vi sono 151 posti di terapia intensiva, cui se ne aggiungo altri 38 in corso di attivazione.

Il Covid Hospital di Pescara, realizzato in tempi record in primavera, dispone complessivamente di circa 180 posti letto, a disposizione, in base alle necessità, anche delle altre tre Asl regionali.

“IN ABRUZZO TRACCIAMENTO FUNZIONA”, AL 42 PER CENTO POSITIVI

In Abruzzo finora il tracciamento sta funzionando.

Lo dimostrano i dati dal 1 ottobre a ieri: su 2.684 positivi i tamponi derivati dall’attività di controllo e ricerca dei dipartimenti di prevenzione sono almeno 1.138, ossia il 42,4% del totale.

Oggi per esempio, fa sapere la Regione, “rispetto a ieri si registrano 306 nuovi casi e 145 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti”.

Ma forse, spiega il direttore del Dipartimento della Asl di Chieti Giuseppe Torzi, è un dato sottostimato anche per motivi meramente burocratici.

“Finora il tracciamento ha funzionato – conferma – possiamo dire che in Abruzzo stiamo lavorando bene, magari anche per fattori legati al distanziamento naturale e ai numeri generali che non sono quelli di marzo o aprile. Questi numeri dimostrano che qui i positivi li andiamo a cercare e che finora siamo in grado di contribuire a bloccarli: il tutto per evitare il sovraffollamento degli ospedali. Rispetto a marzo con il lockdown è anche cambiata la platea dei positivi: ora che il virus circola di più l’età media si è abbassata e quindi ci sono più difese. Ciò comporta, per ora, meno ricoveri”.

“Mentre a marzo qui da noi i positivi derivavano in gran parte da contatti familiari – prosegue Torzi – ora il contagio è più generalizzato e quel positivo può innescare molti più contatti: quindi serve fermare l’inondazione, fare argine. Un po’ di acqua passa, lo sappiamo, ma intanto gli mettiamo un freno”.

AVEZZANO: NIENTE POSTI LETTO, ANZIANA MUORE IN AMBULANZA DAVANTI OSPEDALE, SINDACI MARSICA, “INACCETTABILE”

“Abbiamo purtroppo dovuto apprendere della morte di una signora originaria di Luco, Maria Giuseppa Palma, avvenuta in circostanze inaccettabili”.

A commentare la triste vicenda sono il sindaco di Luco dei Marsi, Marivera De Rosa, e di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, che parla di “un fatto incredibile” e incalza: “la politica regionale seguiti ad assegnare posti di responsabilità a persone assolutamente inadeguate, tanto poi a rimetterci sono i comuni cittadini”.

Ricoverata nella Rsa Don Orione dove è esploso un focolaio che conta oltre 100 contagiati, la donna, 80 anni, secondo quanto riferito, sarebbe deceduta davanti all’ospedale di Avezzano, “a bordo dell’ambulanza nella quale ha atteso invano il ricovero nell’area Covid, i cui pochi posti letto erano già occupati”.

“La vicenda desta tristezza ma anche allarme, perché è evidente che il sistema è già in tilt, e i numeri dell’emergenza che di giorno in giorno si susseguono ci dicono che nel nostro territorio ci si sta avviando rapidamente a un tracollo”, osserva De Rosa.

“La prima linea dell’emergenza opera sempre più in condizioni precarie che, purtroppo, spesso pesano anche sul trattamento delle altre patologie. Ma quello che si sta profilando in questi giorni – osserva De Rosa – è uno scenario che era possibile, se non atteso, ed è imperdonabile che oggi ci si trovi impreparati e si lascino i cittadini inermi di fronte al rischio e, ancor peggio, come testimoniato da ultimo anche dalla vicenda che ci tocca così direttamente, nella necessità, fino alle estreme conseguenze”.

“Mancano medici, attrezzature, posti letto. Le condizioni della sanità marsicana sono ormai evidenti – sottolinea -, ma abbiamo una pandemia in corso, ed è tempo che chi di dovere si assuma la responsabilità di decisioni e iniziative non più rinviabili, a partire dalla direzione sanitaria abruzzese al governo regionale, e che lo faccia ora! Saremo in prima linea per il nostro territorio e, sia chiaro, chiameremo a rispondere, in tutte le sedi e in ogni modo, i responsabili di ogni colpevole inadempienza. Ai familiari le più sentite condoglianze”.

Il sindaco Di Giovagnorio ringrazia “i pochi medici, i pochi infermieri e i pochi operatori sanitari che stanno fronteggiando questa immane battaglia con la pandemia e contro le altre malattie con eroico coraggio e abnegazione. Onore e rispetto per la ‘truppa’, quindi, che opera con mezzi inesistenti e inadeguati”, “ma biasimo e deplorazione – per usare una terminologia educata – per chi, avendo la responsabilità della direzione generale sanitaria, si è fatto trovare totalmente impreparato e disorganizzato a questa emergenza ampiamente prevista fin dalla primavera scorsa”.

AVEZZANO: SOSPESA DIDATTICA IN PRESENZA SCUOLE SUPERIORI, SINDACO FIRMA ORDINANZA

Sospensione delle attività didattiche in presenza presso tutti gli Istituti scolastici superiori, con consequenziale passaggio per le classi del secondo biennio (terzo e quarto) e dell’ultimo anno alla didattica a distanza (Dad).

A firmare l’ordinanza il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio.

Il provvedimento ha valore dal 24 ottobre al 13 novembre 2020 (data di cessazione dell’efficacia del Dpcm del 18 ottobre 2020).

“Il tutto al fine di garantire la continuità scolastica in modo strutturato e organizzato – si legge nell’ordinanza – sono escluse le classi terze degli Istituti professionali che, durante il periodo di vigenza della presente ordinanza, dovranno sostenere l’esame di qualifica professionale”.

SENZA MASCHERINE, MULTATI 7 RAGAZZI A CASTEL DI SANGRO

Sette ragazzi sono stati multati per la violazione delle disposizioni contro il contagio da coronavirus.

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castel di Sangro, coordinati dal capitano Fabio Castagna, nell’ambito dei servizi predisposti per il controllo del rispetto delle disposizioni normative in materia di contenimento del contagio da Covid-19.

Tra i sette ragazzi, due minorenni, che in orario notturno, all’interno dei giardini pubblici di Castel di Sangro, credendo di passare inosservati per la scarsa illuminazione del luogo hanno violato il divieto di assembramento e l’obbligo di indossare la mascherina.

Tutti i componenti della comitiva sono stati sanzionati con multe da quattrocento euro che in caso di reiterazione saranno aumentate di un terzo.

Le attività di controllo dei militari dell’Arma nei centri storici e in tutti i luoghi di maggiore aggregazione continuano senza sosta in tutto l’Alto Sangro, in piena esecuzione delle direttive del Comando Provinciale di L’Aquila, ed analogamente verranno intensificati ulteriormente i controlli a carico delle attività commerciali ed in particolare degli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande al fine di verificare il rispetto degli orari di chiusura differenziati in base alla presenza o meno del servizio al tavolo.

L’AQUILA: A REGIME DA DOMANI REPARTO MEDICINA COVID DELTA 7, ATTIVI PRIMI 16 POSTI

Sarà a regime da domani il reparto di medicina covid nella palazzina Delta 7 dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila: per contrastare “il preoccupante incremento dei contagi da Covid- 19”, saranno attivi i primi 16 posti, estendibili fino a 40.

Intanto, nei giorni scorsi sono iniziati i primi ricoveri.

Nel reparto di Pneumologia covid sono ricoverati 31 positivi, 22 a malattie infettive e 6 in terapia intensiva.

“Si tratta – spiega il manager, Roberto Testa – di un atto dovuto rispetto a una programmazione del piano di emergenza che la governance aziendale aveva già definito nel mese di aprile. In quel momento la palazzina era in via di ultimazione e si è deciso di accelerare i lavori proprio per il timore di necessità di posti letto legati alla pandemia nel periodo autunnale. L’occasione di finanziamenti Covid, prontamente colta, ha permesso, modulando opportunamente le spese necessarie per i numerosi interventi da fare nell’intera Asl, di ottenere un risultato difficilmente raggiungibile  facendo riferimento al normale bilancio aziendale, e oggi la palazzina è totalmente fruibile per le necessità dell’utenza”.

“I reparti appena realizzati – continua il dg – avrebbero meritato una inaugurazione in grande stile, per qualità delle manifatture e della tecnologia impiegata, ma purtroppo l’attuale situazione non ce lo consente. Siamo impegnati 24 ore su 24, infatti, a riprogrammare i percorsi assistenziali e a riorganizzare i posti letto necessari per l’utenza. Il delta sette era fra gli interventi urgenti previsti per far fronte alla pandemia autunnale, e la tempistica è stata rispettata, peraltro con una grandissima attenzione all’appropriatezza delle spese”.

“Alla fine della pandemia Covid l’Ospedale San Salvatore si presenterà con un volto totalmente rinnovato e con una capienza molto aumentata, ciò che permetterà di riorganizzare la qualità dei servizi erogati a servizio di tutta la provincia. In questo modo nulla sarà stato speso inutilmente. In sostanza, i fondi Covid riteniamo di non averli spesi, ma investiti per il futuro della salute dei nostri cittadini. Peraltro la palazzina presenta standard di sicurezza da un punto di vista strutturale altissimi, essendo stati rispettati tutti i più recenti criteri dettati dalla normativa vigente sulla sicurezza sismica”.




“Mi corre l’obbligo – conclude il manager – di ringraziare la politica regionale per aver  finanziato la chiusura di un cantiere aperto fin dal post-sisma, e che, probabilmente non avrebbe visto la fine senza l’accelerazione legata al Covid, così come tutti i tecnici della Asl che hanno lavorato incessantemente per centrare un obiettivo strategico per l’Azienda”.

L’AQUILA: 150 TAMPONI AL GIORNO AL DRIVE IN DI COLLEMAGGIO

Al via il drive in per i tamponi Covid nel vecchio ospedale psichiatrico di Collemaggio.

In 48 ore nel tendone sono stati fatti i tamponi a 300 persone, circa 150 al giorno, spiega Il Centro.

Per effettuare i tamponi occorre la prenotazione Asl: una volta assegnato l’orario, si entra con l’auto nell’area e si esegue il test.

Ieri il personale è rimasto anche dopo l’orario di chiusura per i ritardatari e anche per dare delucidazione a chi si è presentato, pur non essendo in lista.

AD AIELLI IL SINDACO DA’ IL VIA A TAMPONI RAPIDI

“Ho appena saputo di un altro caso di positività che interessa il nostro comune. Chi dovrebbe tracciare i contatti diretti e scovare gli eventuali positivi è in estrema difficoltà. Per questo motivo ho deciso, qualche giorno fa, di iniziare ad utilizzare anche i nostri tamponi rapidi. Ora chiedo a tutti la massima collaborazione possibile. Se avete sintomi riconducibili al covid-19, se avete avuto un contatto stretto con una persona risultata positiva, contattate uno qualsiasi degli amministratori. Vi raccomando di utilizzare tutto il buon senso disponibile e la massima prudenza. Sono tra i pochi strumenti che abbiamo a disposizione per vincere questa partita”.

Così il primo cittadino di Aielli, Enzo Di Natale, che ha dato il via all’utilizzo dei tamponi rapidi nel suo comune, mette in evidenza come  le Asl, nonostante gli sforzi, non riesca a far fronte alle richieste.

“Colgo l’occasione per ringraziare quanti, operatori sanitari e non solo si stanno adoperando senza  risparmiarsi nell’affrontare questa nuova ondata di contagi che sta interessando la nostra zona – prosegue il primo cittadino – per tale motivo invito tutti a rispettare le norme di comportamento previste per l’emergenza Covid, confido in voi”.

A TERAMO STOP MUSICA FUORI DAI LOCALI, SINDACO FIRMA ORDINANZA

Stop alla musica fuori dai locali.

E’ quanto prevede l’ordinanza firmata dal sindaco Gianguido D’Alberto e operativa da oggi e che mira ad evitare assembramenti fuori dai locali.

Nell’ultimo fine settimana, infatti, sindaco e assessore al commercio Antonio Filipponi hanno verificato come i piccolo intrattenimenti musicale esterni a bar e altre attività di somministrazione rischiassero di favorire l’aggregazione di troppe persone e così, prima di adottare misure più forti come la chiusura di strade o piazze della movida hanno deciso di emanare l’ordinanza che vieta ogni forma di intrattenimento musicale e diffusione sonora all’esterno.

“E’ una decisione che abbiamo adottato nell’ottica del percorso tracciato dal Governo e condiviso ieri in Prefettura – ha commentato il primo cittadino – e cioè quello di intervenire in modo proporzionale, adeguato e graduale. Vedremo come andrà questo fine settimana e in ogni caso siamo pronti, laddove ce ne fosse la necessità, a chiusure di piazze o strade. Chiusura che resta comunque l’estrema ratio”.

L’invito è dunque quello a esercenti e cittadini a rispettare le norme anti Covid che già ci sono per evitare ulteriori strette.

“Si tratta di una misura che va a tutelare i commercianti che stanno rispettando le regole – ha sottolineato Filipponi – e il bando di prova ci sarà tra domani e dopodomani”.

AUMENTANO ANCORA CONTAGI, 70 CASI A ISOLA DEL GRAN SASSO

Sale ancora il numero dei positivi al Covid-19, attualmente 70, nel comune teramano di Isola del Gran Sasso.

Il sindaco, Andrea Ianni, fa sapere che “la maggior parte dei casi appartiene a nuclei familiari”.

I soggetti, già in isolamento prima di essere ufficializzati, sono in quarantena.

“La situazione sta diventando seria, perché i numeri continuano a salire ed abbiamo ancora diversi tamponi da far fare alla Asl”, dichiara il sindaco.

“Il dialogo con il Prefetto è costante per valutare ogni possibilità per Isola, soprattutto per salvaguardare le fasce più deboli e le persone più a rischio. Farò la stessa cosa con il presidente della Regione”.

“Abbiamo stilato la lista delle persone che si sottoporranno a tampone nei prossimi giorni, insieme ai Sindaci di Castelli, Colledara e Castel Castagna”.

Intanto, resta sospesa la didattica in presenza.

“Chiederò all’Istituto Scolastico di fare un tracciamento dedicato per tutti gli studenti delle nostre scuole”, afferma Ianni.

PESCARA: SCUOLA ROSSETTI, 600 PERSONE IN QUARANTENA, “CASI CIRCOSCRITTI E SOTTO CONTROLLO”

“I casi sono circoscritti e sotto controllo. La decisione è stata presa dalla Asl a scopo preventivo, per evitare il diffondersi del contagio. Il comprensivo ha un totale di 1.800 alunni, la quarantena riguarda 600 persone, fra studenti e personale. Rassicuro riguardo al fatto che negli altri plessi non vi sono focolai a rischio contagio e che pertanto le attività possono proseguire regolarmente”.

Così il dirigente scolastico Daniela Massarotto, in merito alla chiusura della scuola media “Rossetti” di via Raffaello a Pescara a causa di un cluster di Covid-19: un insegnante e almeno nove studenti sono infatti risultati positivi, mentre sono in corso ulteriori tamponi.

“Per il plesso di via Raffaello – scrive il dirigente nella comunicazione agli alunni, ai genitori e al personale – si sta procedendo alle operazioni necessarie per la sanificazione straordinaria prevista dalla norma. Inoltre, la didattica digitale è stata attivata e i docenti stanno concordando con le famiglie la modalità più opportuna per la fruizione”.

La chiusura del plesso è stata determinata a seguito del dispositivo del dipartimento di prevenzione della Asl.

Per tutte le classi, i docenti, il personale, dunque, è scattata la quarantena fino al 4 novembre incluso.

“Alunni, docenti, il personale – aggiunge il dirigente – non potranno uscire dalle loro abitazioni, né frequentare altre persone. Saranno sottoposti a tampone secondo un calendario disposto e comunicato direttamente dalla Asl”.

In base alle disposizioni Asl, i fratelli degli alunni in quarantena non positivi o in attesa di tampone non sono tenuti alla quarantena e quindi possono frequentare la scuola senza rischio per gli altri, lo stesso vale per i genitori.

Fratelli e genitori di alunni positivi sono invece loro stessi in quarantena obbligatoria.

“Invito a mantenere la calma e a non farsi prendere da inutili allarmismi. Il comportamento responsabile di tutti ci permetterà di uscire rapidamente dall’emergenza, evitando che vi siano ulteriori propagazioni del virus”, conclude il dirigente.

Dall’istituto, inoltre, ricordano che tutti i plessi sono in sicurezza e che il personale vigila quotidianamente sul rispetto del norme, dall’obbligo di indossare la mascherina, al mantenimento della distanza, fino alla costante sanificazione delle mani e degli spazi.

PREMIER CONTE: “LA SITUAZIONE E’ MOLTO CRITICA”

Ulteriori misure per limitare spostamenti e assembramenti della già provata cittadinanza potrebbero essere contenute in un nuovo Decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che secondo indiscrezioni potrebbe essere firmato entro domenica.

Oggi Conte nell’illustrare alla Camera il Dpcm del 18 ottobre  ha detto chiaramente: “L’Italia è oggi in una situazione ben diversa rispetto a quella del mese di marzo, anche se anche questa situazione si sta rivelando molto critica”.

“Saremo pronti a intervenire nuovamente se necessario – assicura il presidente del Consiglio -. Siamo ancora dentro la pandemia e il costante aumento dei contagi ci impone di tenere l’attenzione altissima: stavolta però, forti dell’esperienza della scorsa primavera, dovremo adoperarci, rimanendo vigili e prudenti”.

Tra le ipotesi sul tavolo, un coprifuoco nazionale a partire dalle 23 alle 5 del mattino, la limitazione degli spostamenti tra regioni, se non per motivi di lavoro e salute, l’estensione della didattica a distanza e lezioni pomeridiane, la chiusura dei centri commerciali ed anche dei centri estetici nel week end. Sarà incrementato lo smart working, oltre a quanto già disposto dal ministro Fabiana Dadone, facendo salire la percentuale al 70-80%, esteso anche al privato.

SCATTANO LE RESTRIZIONI IN MOLTE REGIONI

In Lombardia dalle 23 alle 5 a partire da oggi 22 ottobre,  saranno consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero per motivi di salute, in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza e autodichiarazione per certificare gli spostamenti.

In Campania fino alla mezzanotte di stasera sarà possibile spostarsi senza motivo da una provincia all’altra della Campania.

Poi scatterà il blocco e occorrerà una valida motivazione per poterlo infrangere. Alcune ore dopo, dalle 23 di venerdì saracinesche giù per ristoranti, bar e pub e dalla mezzanotte alle 5 del mattino stop alla mobilità.

Nel Lazio blocco della circolazione dalle 24 alle 5 da venerdì prossimo mentre le disposizione sulla Dad alle superiori e all’Università scatteranno da lunedì prossimo.

L’ordinanza prevede anche un aumento di posti Covid per arrivare ad un numero di 2.913 e di questi 552 da dedicare alla terapia intensiva.

Inoltre è prevista una manifestazione di interesse per individuare strutture private per effettuare 5.000 tamponi al giorno.

Dal 23 ottobre, nelle scuole superiori della Basilicata almeno il 50 per cento degli studenti sarà interessato dalla didattica a distanza.

L’Emilia Romagna si tiene pronta ad ulteriori misure restrittive, come pure la Sardegna.

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