COVID ABRUZZO: PERSONALE MEDICO NON ANCORA VACCINATO, SCATTA ITER PER SOSPENSIONE DAL LAVORO

30 Agosto 2021 08:18

Regione: Abruzzo

PESCARA – Potrebbe scattare  a breve anche in Abruzzo l’obbligo della vaccinazione per il personale medico,  come condizione per non essere allontanati dal posto di lavoro, almeno fino a quando non si convinceranno a vaccinarsi.

In Abruzzo la percentuale oscillerebbe intorno al 10% del totale, tra medici, operatori sanitari in genere, cioè anche infermieri e operatori socio sanitari.

Si è in attesa dunque che gli ordini professionali forniscano alle Asl gli elenchi degli iscritti, per verificare i nominativi di chi è vaccinato e chi no. A quel punto potrà scattare l’ultimatum di cinque giorni.

Altre regioni sono già avanti con la “pratica”: l’ordine dei Medici di Torino ha cominciato a sospendere i primi sei dottori “no vax” dopo aver ricevuto dall’Asl della città un elenco che comprende anche due medici di base. E il presidente Guido Giustetto è netto: “Esiste il diritto a non vaccinarsi? Allora questi colleghi si tolgano il camice e cambino lavoro. È paradossale che proprio un medico possa diventare fonte di malattia per i suoi pazienti”.

Sulla stessa linea Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri.

“Siamo sempre stati molto chiari. Siamo per l’assoluto rispetto dell’obbligo e abbiamo condiviso con il Governo la legge. Per noi è requisito per esercitare la professione sanitaria. Ci sono due requisiti: il primo è avere il titolo e l’altro è dover essere vaccinati contro il Covid. In assenza di questi requisiti non si può esercitare, è un reato”. Una presa di posizione radicale che arriva da  “Il 99,5% dei sanitari ha aderito alla vaccinazione. Rimangono fuori i medici che per problemi di salute hanno dovuto rinunciare e una sparuta minoranza di no-vax, più rumorosi sui social che nella quotidianità” aggiunge Anelli.

Il presidente si scaglia apertamente contro la corrente no-vax anche per quanto riguarda le terapie domiciliari: “I medici devono avere libertà e autonomia perché corrisponde ad avere una responsabilità, ma non si può nell’ambito di una variabilità non essere aderenti alle evidenze scientifiche”. Scartate dunque l’idrossiclorochina e il plasma, dopo i recenti studi, restano gli anticorpi monoclonali: “Il plasma è una vecchia storia.  Si è sempre utilizzato in medicina, ma gli anticorpi sono l’evoluzione”.

 

 

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