COVID,DA DOMANI IN CLASSE 8 STUDENTI SU 10; POLEMICHE SINDACI ABRUZZESI SU NUOVE ZONE ROSSE

10 Aprile 2021 17:19

Regione: Sanità

L’AQUILA – Prosegue il rientro degli studenti nelle loro classi. Da domani saranno quasi 6,6 milioni gli alunni presenti a scuola sugli 8,5 milioni delle scuole statali e paritarie, 8 su 10.

Quasi un milione in più della settimana scorsa, di cui ben 400 mila in Lombardia. L’unica regione in controtendenza la Sardegna, dove 63 mila alunni di seconda e terza media e delle superiori lasceranno le aule e si collegheranno da casa. In tutto saranno quasi 2 milioni quelli ancora a casa in Dad. Saranno tutti a scuola i bambini della scuola dell’infanzia e primaria, saranno l’87% in classe gli alunni della scuola media, mentre solo il 38% dei ragazzi delle superiori potrà frequentare, con la consueta alternanza del 50% e fino al 75% nelle regioni in cui è consentito.

A partire da domani saranno intanto quarantuno i comuni abruzzesi in zona rossa, di cui 38 solo in provincia dell’Aquila. La decisione della stretta ieri con ordinanza del presidente della Regione, Marco Marsilio, a seguito della riunione dell’Unità di Crisi, che ha confermato che l’indice Rt è salito leggermente, rispetto alla scorsa settimana, assestandosi a 0,89. Un incremento causato essenzialmente dall’aumento dei contagi tra Marsica, comprensorio aquilano, valle Subequana e altopiano di Navelli, dove la decisione dei vertici regionali ha però lasciato perplessi molti sindaci e amministratori di quei centri abitati che, pur avendo registrato pochi casi positivi al coronavirus, a partire da lunedì saranno sottoposti a maggiori restrizioni, hanno detto la loro sui social o tramite gli organi di informazione locali.

Tra questi, il primo cittadino di Avezzano Gianni Di Pangrazio. “Se il presidente della Regione ha disposto la zona rossa su base certa, nulla da obiettare; in caso contrario, e qualche dubbio lo abbiamo, anche se dobbiamo verificare nel dettaglio, andrà a penalizzare ulteriormente il tessuto economico e produttivo che sta già pagando un durissimo prezzo per le tante chiusure, mentre di ristori si è visto poco o niente”, ha detto.

Sempre in Marsica, saranno in zona rossa anche altri 23 comuni. Tra cui Pescina, che ad oggi conta 41 positivi, Tagliacozzo, con 36, ma anche Oricola, con soli quattro su 1.275 abitanti Aielli, con circa 7, e Trasacco, dove si contano invece circa 10 positivi. Esterrefatti e perplessi i primi cittadini, che si sono scatenati sui social lamentando principalmente mancanza di comunicazione da parte dei vertici regionali.

Come si legge sul quotidiano Info Media News, il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha detto: “Sinceramente mi sfuggono i criteri utilizzati per queste decisioni, quindi non chiedetemene la ragione perché non la conosco; forse potranno dare chiarimenti a tal riguardo amministratori, amministrativi e collaboratori regionali”.

Il primo cittadino di Oricola, Antonio Paraninfi, alla domanda del quotidiano online “Come mai il suo comune è entrato in zona rossa con 4 soli positivi?”, ha invece risposto: “Non lo so, chiederò delle spiegazioni lunedì. La gestione della pandemia si basa sui dati, non so quali a questo punto”.

Nella stessa situazione della Marsica, anche in molti centri abitati del comprensorio aquilano. Poggio Picenze, per esempio, con il sindaco, Antonello Gialloreto, che sulla bacheca della pagina Facebook istituzionale del comune ieri ha scritto: “Nel tardo pomeriggio di oggi, abbiamo appreso solo dagli organi di stampa del passaggio in zona rossa anche del nostro comune, dove attualmente sono quattro casi positivi al coronavirus, peraltro ricompresi in solo due nuclei familiari. Premettendo che non è nostra intenzione entrare nel merito della decisione dei vertici regionali, ci piacerebbe soffermarci più che altro su come, per la seconda volta, le notizie che riguardano intere comunità siano passate prima per gli organi di informazione, mettendo in secondo piano i sindaci e tutti coloro che hanno direttamente e quotidianamente a che fare con i paesi che amministrano. A prescindere dalle intenzioni e dagli obiettivi dei provvedimenti regionali”.

A lamentare mancanza di comunicazione, anche il sindaco di Fagnano Alto, Francesco D’Amore, che al quotidiano IlCapoluogo ha dichiarato: “Non entro nel merito della decisione ma certamente è mancata la comunicazione istituzionale, evidentemente arrivata prima alla stampa e poi agli amministratori. Se quella era l’intenzione, sarebbe stato opportuno avvisare le amministrazioni locali, anche perché ci siamo ritrovati a non poter dare risposte ai cittadini che ci chiedevano i motivi di questa decisione”.

“Il provvedimento del presidente della regione Abruzzo, che interessa anche il nostro Comune, è stato preso nel pieno rispetto delle funzioni e delle competenze dell’Amministrazione Regionale e in linea con il contesto emergenziale che stiamo vivendo. Non si può non sottolineare però che l’ordinanza non è stata preceduta da alcuna interlocuzione con la maggior parte dei Comuni interessati, i quali sono stati di fatto privati della possibilità di poter conoscere in dettaglio le motivazioni alla base di tale provvedimento. Tali modalità inoltre non hanno consentito, alla maggior parte delle Amministrazioni interessate, di poter fornire una tempestiva, circostanziata e soprattutto doverosa comunicazione ai propri Cittadini”, si legge invece sulla pagina istituzionale del comune di Ocre, dove i casi positivi ad oggi sarebbero una decina, alcuni dei quali sarebbero però legati all’istituto scolastico di San Gregorio.

Stessa situazione a Fossa, con soli due nuclei familiari coinvolti. Diverso invece il discorso nei limitrofi comuni di San Demetrio ne’ Vestini, con 21 contagi e Barisciano, dove su poco più di mille abitanti i casi registrati attualmente sfiorerebbero la trentina. Il che spiegherebbe anche la decisione degli stessi vertici regionali che a fronte di alcuni focolai, avrebbero optato per la stretta per tutelare le aree complessive e non i singoli comuni, bloccando quindi anche quelli limitrofi.

A confermarlo, ieri sera, a seguito della riunione dell’Unità di Crisi, lo stesso governatore Marsilio. “La provincia dell’Aquila questa settimana ha messo in evidenza un incremento sensibile dei dati – ha dichiarato – incremento che desta preoccupazione, peraltro con numeri che si avvicinano o superano l’incidenza di 250, nonostante che a Pasqua e a Pasquetta sia stato eseguito un numero inferiore di tamponi”.

Dei 238 nuovi contagi registrati ieri, intanto, ben 102 si sono verificati nella sola provincia dell’Aquila. Dei 351 del bollettino di due giorni fa, invece, 136 si sono verificati in provincia dell’Aquila, di cui 60 nella Marsica, 19 ad Avezzano e ben 42 a L’Aquila città, contro gli 87 in provincia di Chieti, i 64 in provincia di Pescara, e 55 in provincia di Teramo.

“Ciò significa che, con prudenza, dobbiamo prendere in considerazione una situazione peggiore dei numeri che oggi la descrivono – ha aggiunto Marsilio -. Per questa ragione, mentre a Chieti e Pescara non ci sono comuni in zona rossa e nel Teramano ne rimangono solo tre, in provincia dell’Aquila una vasta area della Marsica, compresa Avezzano, la zona della Piana di Navelli e paesi della Valle Subequana verranno messi in zona rossa a partire da lunedì prossimo”.

La relativa ordinanza, firmata in serata, scatterà lunedì e sarà valida fino a domenica 18 aprile.

Di seguito dunque il nuovo elenco completo dei comuni soggetti a maggiori restrizioni che con la nuova ordinanza diventeranno zona rossa e quelli che escono dalle misure restrittive.

In provincia dell’Aquila: Avezzano, Celano, Pescina, Cerchio, Corfinio, Barisciano, Poggio Picenze, Fossa, Ocre, Sant’Eusanio Forconese, Villa Sant’Angelo, San Demetrio de’ Vestini, Fagnano Alto, Prata d’Ansidonia, San Pio delle Camere, Caporciano, Navelli, Collepietro, Oricola, Carsoli, Pereto, Rocca di Botte, Sante Marie, Tagliacozzo, Cappadocia, Magliano de’Marsi, Scurcola Marsicana, Castellafiume, Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Morino, San Vincenzo Valle Roveto, Balsorano, Civita d’Antino, Luco dei Marsi, Trasacco e Aielli.

Nel Teramano: Nereto, Colonnella e Martinsicuro.

Da lunedì, nelle province di Pescara e Chieti, dove la situazione sta migliorando rapidamente, non ci saranno più comuni in zona rossa.

Nel Pescarese escono e tornano in zona arancione infatti Collecorvino, Roccamorice e San Valentino in Abruzzo Citeriore.

Nel Chietino, invece, esce Lentella.

Per quanto riguarda la provincia di Teramo dopodomani decadranno le regole più rigide per Sant’Omero, Sant’Egidio alla Vibrata, Alba Adriatica, Canzano e la frazione di Pietralta (Valle Castellana). Nell’Aquilano esce solo Pratola Peligna.

COMUNI IN ZONA ROSSA: LE REGOLE DA RISPETTARE

Ecco le regole che scattano da lunedì nei 41 comuni dichiarati “rossi” dall’ordinanza di ieri del presidente della Regione, Marco Marsilio.

Sono vietati gli spostamenti salvo che per comprovati motivi di lavoro, salute, necessità o urgenza. Le scuole saranno aperte in presenza, ma solo fino alla prima media.

Dalla seconda media e fino alle superiori ci sarà la didattica a distanza.

Saracinesche alzate per tabaccai, edicole, farmacie e parafarmacie. Chiusi barbieri, parrucchieri e centri estetici.

Potranno rimanere aperte le attività commerciali per la vendita di generi alimentari e di prima necessità, di prodotti agricoli e florovivaistici, di abbigliamento intimo e per bambini e di elettronica.

Per i bar è consentita la sola vendita da asporto dalle 5 fino alle 18, mentre per i ristoranti l’orario sempre per l’asporto è fissato alle 22. Anche i mercati settimanali saranno consentiti solo ai banchi di generi alimentari e di prima necessità, prodotti agricoli e florovivaistici. È consentita l’attività sportiva all’aperto in modo individuale. Resta in vigore la disposizione del coprifuoco notturno tra le 22 e le 5.

IL BOLLETTINO DI IERI

Sono 238 i nuovi positivi al coronavirus, di età compresa tra 5 mesi e 93 anni, registrati ieri in Abruzzo, su 4.281 tamponi molecolari e 1.658 test antigenici.

Preoccupa l’andamento all’Aquila, dove oggi i casi sono 102; 77 si trovano invece in provincia di Chieti, 10 in provincia di Pescara e 44 in provincia di Teramo; quattro sono ancora con residenza in accertamento.

Il bilancio dei deceduti registra 13 nuovi casi e sale a 2.240.

Sono invece 201 i nuovi guariti, per un totale di 55.277 guariti e 10.226 attualmente positivi le persone attualmente positive. Di queste sono 557 ricoverate in area medica (-14), 67 ricoverati in terapia intensiva (-1) e 9602 in isolamento domiciliare (+38).

 

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