NEL PAESE 151 MORTI, DOMANI FIRMA DPCM, IPOTESI CHIUSURA REGIONI, IN PROVINCIA DELL'AQUILA 156 CASI, OPERATORI, "SITUAZIONE PREOCCUPANTE, CAPO SEGRETERIA POSITIVO, MARSILIO IN ISOLAMENTO; INFETTIVOLOGO GRIMALDI, "DIAGNOSI PRECOCE PER NON PEGGIORARE CONDIZIONI PAZIENTI", ALTRI 30 POSTI LETTO IN COVID HOSPITAL PESCARA, COMITATO SCIENTIFICA REGIONALE, "DIDATTICA A DISTANZA PER 4 SETTIMANE E CHIUSURA DOMENICALE CENTRI COMMERCIALE

COVID: 375 CASI IN ABRUZZO, OLTRE 16 MILA IN ITALIA; VERSO CHIUSURA LOCALI ALLE 18, PIAZZE ALLE 21

24 Ottobre 2020 15:35

L’AQUILA –  Dopo la riduzione dei casi in Abruzzo che aveva fatto ieri sperare in una inversione di tendenza, oggi la doccia fredda: il contatore dei contagi arriva a 375, il numero più alto in assoluto, su 3.862 tamponi eseguiti.

La Provincia dell’Aquila resta quella più colpita,  con 156 casi, assieme a quella di Teramo con  116 casi. In provincia di Chieti sono 35 in quella di Pescara 43, 1 fuori regione, 24 su cui sono in corso accertamenti sulla residenza.

I numero dei ricoverati è pari a  246 ricoverati, di cui 18 in terapia intensiva, sono 3.496 in isolamento domiciliare, 162 sono guariti, 3.742 sono gli attualmente positivi. I nuovi casi di oggi hanno età compresa tra 5 mesi e 100 anni.

Dei 375 positivi di oggi, 138 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.

Continuano del resto a salire i contagi per Covid  in tutta Italia: secondo il bollettino del ministero della Salute di ieri l’incremento in 24 ore è di 19.143, individuati con 182.032 tamponi, il numero più alto dall’inizio dell’emergenza.

Il totale dei contagiati – comprese vittime e guariti – sale a 484.869. In calo invece l’incremento delle vittime, 91 in un giorno (ieri erano 136) che portano il totale a oltre 37mila (37.059) .

COVID IN ITALIA: ALTRI 19MILA CONTAGIATI IN 24 ORE E 151 VITTIME

E’ stabile l’aumento dei contagi da Covid in Italia: secondo il bollettino del ministero della Salute sono 19.644 i nuovi casi individuati nelle ultime 24 ore, per un totale dall’inizio dell’emergenza che ha superato i 500mila contagiati (504.509). I tamponi effettuati sono 177.669, circa 4.300 meno di ieri.

In aumento invece l’incremento delle vittime, 151 in un giorno (ieri erano 91) che portano il totale a 37.210.

Per ritrovare un incremento delle vittime così alto bisogna tornare indietro di cinque mesi, al 21 maggio, quando furono 156.

Dal bollettino del ministero della Salute emerge poi che è ancora la Lombardia ad avere il maggior incremento, con 4.956 nuovi casi in 24 ore, mentre altre sette regioni fanno segnare oltre mille casi: Piemonte (+1.548), Campania (1.718), Veneto (1.729), Lazio (1.687), Toscana (.1526), Emilia Romagna (1.180), Liguria (1.035). Ancora in salita il rapporto tra nuovi casi e tamponi effettuati: è all’ 11,05%.

Sono 1.718 i nuovi casi di Covid in Campania, su 12.530 tamponi processati: ieri l’Unità di crisi aveva comunicato ben 2.280 contagi, nuovo record regionale, ma con 15.801 tamponi eseguiti.

Dei casi odierni, 58 sono i sintomatici. Otto le nuove vittime, decedute tra il 21 e il 23 ottobre, e 42 i guariti.

Torna a respirare la situazione ospedaliera grazie all’attivazione di nuovi posti letto Covid in degenza ordinaria: ora sono 1.500, di cui 1.118 occupati. In terapia intensiva 105 posti occupati su 227.

Con 32.749 tamponi effettuato è di 4.956 il numero di nuovi positivi registrati in Lombardia con una percentuale del 15,1%. Sono 213 i ricoverati in terapia intensiva (+29); mentre 2.153 i pazienti negli altri reparti (140 più di ieri). E’ di 51 il numero di deceduti il che porta il totale a 17.210.

DPCM: BOZZA, STOP A RISTORANTI-BAR DOPO LE 18. POSSIBILE CHIUSURA PIAZZE DALLE 21

L’AQUILA  – “A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00.”.

E’ quanto prevede una bozza del Dpcm in via di definizione, a cui sta lavorando in queste ore il governo, e che il premier Giuseppe Conte potrebbe firmare domani.

Nella bozza si prevede che dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico mentre è consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitaria. E’ consentita fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Ecco alcune delle nuove misure a cui sta lavorando il governo.

Le nuove misure anti-Covid entreranno in vigore dal 25 ottobre. Nel testo, invece, non è individuato il lasso di tempo per il quale le misure saranno valide. Nella bozza, infatti, è indicato il mese di novembre ma non è segnato il giorno. Il possibile stop a ristoranti e bar dopo le 18 decorrerà, invece, da lunedì 26 ottobre.

Secondo quanto prevede il testo, in via di definizione, “è fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”.

“Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”, sempre secondo quanto prevede la prima bozza del Dpcm

L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione – materna, elementari e medie – e per i servizi educativi per l’infanzia continuerà a svolgersi in presenza. Le scuole superiori adotteranno una Dad pari al 75% delle attività e dunque un 25% in presenza su tutto il territorio nazionale, uniformando le ordinanze regionali.

“Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”, si prevede infine.

Secondo quanto si apprende, ci sarebbe anche uno stop all’attività di palestre, piscine e sale giochi.

CAPO SEGRETERIA POSITIVO, PRESIDENTE MARSILIO IN ISOLAMENTO GREVOLONTARIO

In isolamento fiduciario il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, e tutto il suo staff: la quarantena è scattata dopo che, nel pomeriggio, è stata accertata la positività del capo segreteria del presidente. Ora si attende l’esecuzione dei tamponi.

Non è la prima volta che Marsilio finisce in isolamento: era già accaduto a marzo, dopo un incontro con Nicola Zingaretti.




A inizio settembre, invece, il governatore abruzzese era stato sottoposto a tampone, con esito negativo, dopo aver incontrato il presidente Napoli, Aurelio De Laurentiis.

“Il Presidente della Giunta Regionale, Marco Marsilio – si legge in una nota diffusa in serata dallo staff del governatore – comunica che dopo aver appreso della positività (accertata oggi pomeriggio) del proprio capo segreteria, ha deciso di mettersi in isolamento volontario e precauzionale. Il Presidente precisa che l’ultimo contatto in presenza con il proprio caposegreteria è avvenuto martedì mattina scorso”.

CTS ABRUZZO CHIEDE A REGIONE DIDATTICA DISTANZA E COPRIFUOCO DA 23,30 A 6 DEL MATTINO

Il Comitato tecnico scientifico ha consegnato al presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, un documento nel quale si raccomandano misure tra cui la didattica a distanza per le scuole superiori abruzzesi per quattro settimane.

Il documento è stato redatto nel corso della riunione del Cts di giovedì sera.

Tre le misure chieste per contrastare la impennata di contagi in Abruzzo, in particolare nelle zone interne, il coprifuoco dalle 23,30 alle 6.

A quanto apprende l’Ansa il Cts abruzzese nel documento ha chiesto per 4 settimane la didattica a distanza per gli alunni della scuola secondaria superiore, che garantirebbe condizioni di ‘vantaggio’ sul sistema dei trasporti.

Viene inoltre consigliata la chiusura domenicale dei centri commerciali, la chiusura ristoranti alle ore 23.00 e per quanto riguarda i bar: asporto fino alle 18.00 , dalle 18.00 alle 23.00 accesso solo seduti ai tavoli.

COVID HOSPITAL PESCARA: ATTIVATI ALTRI 10 POSTI LETTO, DOMANI ALTRI 20

Allestiti in poche ore altri posti letto al Covid Hospital di Pescara, struttura, a disposizione anche delle altre Asl abruzzesi, realizzata in tempi record in primavera.

Oggi sono stati predisposti una decina di posti letto e lunedì se ne aggiungeranno una ventina.

L’implementazione, relativa sia alla degenza sia alle terapie subintensive, si apprende, si è resa necessaria considerata l’impennata di contagi e l’aumento dei ricoveri degli ultimi giorni. Il Covid Hospital può arrivare ad un massimo di circa 180 posti letto da allestire in base all’evoluzione dell’emergenza sanitaria.

COVID L’AQUILA: OPERATORI SANITARI, “LA SITUAZIONE E’ PREOCCUPANTE”

“E’ una escalation preoccupante”. E’ il pensiero degli operatori in prima linea nella Asl provinciale dell’Aquila per contrattare la impennata di contagi che caratterizzano il territorio provinciale, da molti giorni maglia nera in regione.

Nella giornata in cui il territorio aquilano ha fatto registrare 156 positivi (375 in regione), viene fuori che in realtà i tamponi postivi sono 170.

La differenza non è stata ancora conteggiata e sarà inserita nel bollettino di domani. Dei 170, circa 90 sono nell’Aquilano, 70 nella Marsica e nella restante parte nella Valle Peligna.

COVID: INFETTIVOLOGO GRIMALDI, “VIRUS CIRCOLA MOLTO PIU’ A L’AQUILA E PROVINCIA, SERVE DIAGNOSI PRECOCE”

L’AQUILA – “All’Aquila e in provincia il covid circola molto di più. Bisogna bloccare questa crescita esponenziale di un virus subdolo, insidioso e maligno altrimenti si rischia la paralisi del sistema sanitario: bisogna tornare ad attenersi scrupolosamente alla prevenzione con la mascherina, il distanziamento sociale e il lavaggio delle mani. Poi, è necessaria una diagnosi precoce con tampone e tac, ed avviare la cura evitando che le persone positive rimangano a casa per troppi giorni con la febbre alta e senza cure. Sarebbe più difficoltoso il loro recupero”.

Così il primario del reparto malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, nel fare il punto sulla difficile situazione che si è creata nel capoluogo regionale e in provincia per la impennata dei casi positivi.

L’infettivologo è in prima linea non solo in ospedale ma anche “al telefono per dare consigli e rassicurare pazienti che sono in cura nelle loro abitazioni”.

“In tal senso, sto facendo queste consulenze anche con i medici di famiglia ed i loro pazienti – spiega ancora.

“In particolare si evidenzia che i giovani potrebbero aver il ruolo, inconsapevole, di diffusori e superdiffusori occulti come asintomatici e pauci sintomatici, mi è capitato di sottoporre a tampone alcuni giovani che nelle stragrande maggioranza sono risultati, purtroppo, positivi – spiega ancora il medico il quale ribadisce che l’unica via di uscita è “potenziare al massimo le Usca con tante squadre per fare subito tamponi a casa e fare una diagnosi in tempi brevi al fine di invertire la rotta”.

“Bisogna evitare – precisa ancora – che i malati arrivino in ospedale in uno stato avanzato della malattia per il quale ci sono cure meno efficaci e prognosi meno favorevoli. E’ necessario prevenire il contagio e la infezione sul territorio. Bisogna mantenere con scrupolo regole di prevenzione, evitare che le persone finiscano in ospedale che possono aumentare i posti letto ma non saranno mai attrezzati per reggere l’urto con centinaia e centinaia di casi”.

“Non sono per le chiusure totali ma mirate e se c’è una cosa che dobbiamo chiudere per ultima, sono le scuole. Mi sembra che anche il Governo abbia imboccato questa direzione infatti ha varato misure nel dpcm che allungano in tempi di ingresso e il tempo pieno. Personalmente, sono per una soluzione mista: alcuni giorni in presenza e alcuni a distanza ma non posso escludere che se la situazione peggiorasse, bisognerebbe arrivare per le scuole superiori alla didattica a distanza per tutti”, aggiunge Grimaldi.

“Dobbiamo però tenere conto che alcune famiglie hanno difficoltà a gestire la distanza a settanta non avendo i necessari supporti informatici, come ad esempio, nuclei più numerosi con più figli. Comunque a mio parere la scuola è un problema fuori e nei trasporti, cioé come si arriva e come si esce: se nei bus si viaggia pigiati e ci si toglie la mascherina, ci si contagia. Dobbiamo andare a caccia di persone postive, isolarle e trattarle per non farle arrivare in ospedale con quadri clinici già gravi. E’ una infezione subdola e insidiosa, se la prendi per tempo hai possibilità, se no, anche senza grossi sintomi, può precipitare in poco tempo: non fa sconti. In questo senso, non possiamo lasciare la gente a casa, dobbiamo fare i tamponi senza indugiare. Se positivi con sintomi gestibili, si fa terapia a casa”.

Per quanto riguarda infine il rischio lock down.

“Bisogna chiudere qualcosa oggi evitando assembramenti e riunioni affollate e sperare di riaprire prima di Natale: tutto ciò perché purtroppo molti focolai si sono sviluppati in locali e in occasione di feste organizzate con troppa disinvoltura, Si deve tirare il freno nell’interesse di tutti, a cominciare dagli stessi imprenditori: non dando un colpo di freno, chiusure e incertezze si prolungheranno nel tempo e la gente avrà sempre più paura di frequentare locali ed esercizi commerciali”.

“A Marzo molta gente è rimasta a casa per molti giorni ed ha subito deterioramento irreversibile arrivando in ospedale in condizioni disperate, non si potevano fare tamponi. Ora non dobbiamo ripetere quegli errori anche perché sappiamo molto di più: serve una inversione, una sterzata brusca nel prossimo mese, un momento in cui tutti i cittadini dovranno autoresponsabilizzarsi con comportamenti virtuosi, distanziamenti sociali, mascherine e lavaggio, evitando assembramenti per attività non strategiche, conclude Grimaldi.

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