COVID: ABRUZZO RESTA META’ ROSSO E META’ ARANCIONE, VACCINI, CENTROSINISTRA, “ULTIMI IN ITALIA”

RESTANO LE MASSIME RESTRIZIONI IN PROVINCE PESCARA E CHIETI, DOVE IMPERVERSA VARIANTE INGLESE, A CHIETI PRIMA VITTIMA DEL VIRUS "BRASILIANO"; M5S "COVID HOSPITAL E' AL COLLASSO, MANCA PERSONALE"

20 Febbraio 2021 09:23

Regione: Sanità

L’AQUILA – L’Abruzzo resta in zona arancione: la conferma è arrivata dal report di monitoraggio settimanale della cabina di regia ministero della Salute-Iss.

La classificazione complessiva del rischio è considerata “moderata ad alta probabilità di progressione”. A questo punto almeno per altri 10 giorni, ovvero fino a domenica 28 febbraio, l’Abruzzo resterà arancione. Resta in vigore però l’ordinanza regionale con cui il governatore Marco Marsilio ha posto in zona rossa le province di Chieti e Pescara.

Intanto si scatena la polemica politica, con il centrosinsitra in Regione che attacca la maggioranza di centrodestra in quanto l’Abruzzo è ultimo nella somministrazione dei vaccini, tenuto conto del rapporto con la popolazione, e con questi ritmi ci vorranno oltre 3 anni. All’attacco anche il movimento 5 stelle che denuncia come la sanità in provincia di Pescara è oramai al collasso. Desta allarme anche la prima vittima all’ospedale di Chieti di paziente affetto dalla temibile variante brasiliana del virus.

Nell’ultima settimana di monitoraggio della Cabina di regia. si osserva in Italia “un peggioramento nel livello generale del rischio”. Il Covid torna ad essere aggressivo e il colore delle regioni cambia nuovamente. Ma è la diffusione delle varianti la grande incognita che pesa sul monitoraggio settimanale dell’epidemia in tutto il Paese.

Da domenica prossima, il quadro completo delle Regioni non prevede nessuna fascia rossa, ma Umbria e Provincia di Bolzano hanno già predisposto zone rosse a livello regionale. In fascia arancione: Abruzzo, Liguria, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Umbria, Campania, Emilia Romagna e Molise. In fascia gialla: Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle Aosta e Veneto. Nessuna regione in fascia bianca.

A destare intanto preoccupazione  la notizia secondo la quale, un uomo della provincia di Chieti positivo alla variante brasiliana del coronavirus è morto all’ospedale del capoluogo teatino, dove era ricoverato per i sintomi del Covid-19. Il decesso risale ad alcuni giorni fa, ma la notizia è emersa solo nelle ultime ore, quando è stata accertata la positività alla variante.

Si tratterebbe, secondo quanto apprende l’Ansa, di un uomo di 67 anni con altre patologie che era ricoverato nel reparto di Medicina Covid. Il Chietino nelle ultime settimane è interessato da una rapida diffusione della variante inglese, responsabile di più della metà dei contagi.

In base al bollettino di oggi in Abruzzo si è registrato un aumento dei contagi pari a 387 i nuovi casi su 4.636 tamponi molecolari e 4172 test antigenici, rispetto ai 494 di giovedì. Due le vittime, mentre le terapie intensive occupate aumentano a 75. In particolare, 105 contagi sono stati registrati in provincia di Pescara, 173 in provincia di Chieti, 66 nel Teramano e 39 nell’Aquilano.

Questi, nel dettaglio, i valori dell’Rt regione per regione, con l’intervallo di confidenza minimo-massimo: Abruzzo 1,17 (1,11-1,23), Basilicata 1,03 (0,82-1,27), Calabria 0,76 (0,67-0,86), Campania 1,16 (1,07-1,25), Emilia Romagna 1,06 (1,03-1,1), Fvg 0,8 (0,76-0,84), Lazio 0,95 (0,92-0,98), Liguria 1,08 (1,02-1,13), Lombardia 0,95 (0,93-0,96), Marche 0,91 (0,81-1,01), Molise 1,4 (1,03-1,83), Piemonte 0,96 (0,92-1), Bolzano 1,16 (1,12-1,2), Trento 1,23 (1,16-1,3), Puglia 1 (0,97-1,04), Sardegna 0,77 (0,71-0,84), Sicilia 0,73 (0,7-0,76), Toscana 1,2 (1,15-1,25), Umbria 1,17-1.22), Val d’Aosta 0,92 (0,69-1,18) e Veneto 0,81 (0,78-0,85).

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà in giornata la nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 21.

Secondo il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro in questa fase epidemica serve “grande prudenza, e un rafforzamento e intensificazione delle misure, anche con provvedimenti restrittivi mirati come stanno già facendo alcune Regioni”.

Gli fa eco il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza: “Il quadro epidemiologico è in fase di transizione, abbiamo una sorta di stabilizzazione con una tendenza a un lieve incremento. Ma quello che preoccupa è che in alcune sub-aree regionali vediamo incrementi di incidenza, come se ci fossero diversi focolai all’interno delle Regioni. Questo probabilmente è in parte dovuto alle nuove varianti, che hanno una maggiore trasmissibilità”.

CENTROSINISTRA: ABRUZZO ULTIMO PER VACCINAZIONI

Il centrosinistra in Regione critica senza se e senza ma la politica vaccinale della Regione che, secondo i consiglieri regionali non sta rispondendo a dovere alle esigenze della popolazione in piena pandemia.

I consiglieri Pd hanno detto che il rapporto dosi somministrate/popolazione è oggi pari al 4,28%, mentre quelli persone vaccinate/popolazione è pari al 1,55%, dati che collocano l’Abruzzo all’ultimo posto.

“La grande sfida – ha dichiarato in conferenza stampa il capogruppo Silvio Paolucci – era quella di arrivare al 70% di vaccinati ma invece siamo ultimi in Italia. Una Giunta lenta e sempre ultima sulle grandi sfide.

Appena il 64% delle dosi assegnate sono state somministrate. Sapete che c’è una fase una e due e per questo le nostre proposte sono diverse. Chiediamo soprattutto che al prossimo Consiglio Regionale convocato sul nulla, si parli delle fasi uno e due della vaccinazione, ovvero delle manifestazioni di interesse e delle vaccinazioni dove, come quando.

Vogliamo sapere quali tipi di accordi si hanno in essere con le farmacie per velocizzare il piano vaccinale. Di questo passo arriveremo al 2024. Vogliamo sapere quali sono i centri vaccinali, qual è il personale sanitario che vaccina e quale è la campagna forte di comunicazione che si vuole mettere in campo perché solo la metà degli over 80 è stata in piattaforma. Si comunica su tutto e non sui vaccini. Nel Consiglio del 23 febbraio si parli di questo e non del nulla”.

M5S: “COVID HOSPITAL AL COLLASSO”

“Nella provincia di Pescara siamo in piena emergenza, i dati dei ricoveri parlano chiaro: l’Ospedale Covid di Pescara non basta. Non basta alla provincia e figuriamoci alla regione. Per gestire i pazienti Covid si sono dovuti occupare altri reparti della struttura del Santo Spirito, come quello di Medicina generale, e per questo non è più classificabile come ospedale Covid free”.

Il duro attacco arriva dal vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari, del Movimento 5 stelle.

Eppure la terza ondata era prevista e abbiamo ascoltato grandi parole dall’Assessore alla Sanità Nicoletta Verì e dal Presidente della Regione Marco Marsilio su come l’Ospedale Covid ci avrebbe garantito una efficace gestione della terza ondata, ma oggi che l’emergenza è reale, e non solo nelle chiacchiere, il piano del centrodestra dimostra tutto il suo fallimento: l’Ospedale Covid manca di personale e la richiesta di posti letto è superiore all’offerta.

E’ evidente che qualcuno ha fatto male i conti, per questo oggi si deve intervenire per sedare l’emergenza con l’unico obiettivo di salvare vite e non, come probabilmente è stato in precedenza, con quello di tagliare nastri in tempi da record. Si ammetta il fallimento e si interpelli il Ministero della Difesa per portare qui in Abruzzo personale medico e infermieristico militare. Il tempo delle chiacchiere è finito”che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa in cui, carte alla mano, ha spiegato cosa sta accadendo.

L’ospedale covid scoppia e la carenza di personale è diventata insostenibile. Nella terapia intensiva sembrano essere ricoverati circa 40 pazienti. Vi lavorano sei medici per turno e circa dodici infermieri, un numero ben al di sotto delle linee guida regionali e nazionali che indicano come situazione ottimale un rapporto che si aggiri intorno a un medico ogni quattro pazienti e un infermiere ogni due pazienti. Mancherebbero quindi otto infermieri e quattro medici per turno.

L’ULTIMO BOLLETTINO

In base al bollettino di oggi in Abruzzo sono stati registrati 387 nuovi casi su 4.636 tamponi molecolari e 4172 test antigenici, rispetto ai 494 di giovedì.

Due le vittime, mentre le terapie intensive occupate aumentano a 75.

In particolare, 105 contagi fanno riferimento alla provincia di Pescara, 173 alla provincia di Chieti, 66 al Teramano e 39 all’Aquilano.

Sono invece 36.497 guariti (+278 rispetto a ieri) e 12,483 gli attualmente positivi (+106), 567 i ricoverati, mentre 11.841 i pazienti in isolamento domiciliare.

IN PROVINCIA DELL’AQUILA VACCINAZIONI A QUOTA 16MILA: OGGI SOMMINISTRATE PERSONALE SCOLASTICO

Sale a quota 16mila il contagiri delle vaccinazioni covid inoculate ad oggi in tutta la provincia dal 2 gennaio scorso, data di avvio della campagna. Anche oggi la macchina logistica della Asl ha funzionato a pieno regime in occasione del primo giorno riservato alla vaccinazione dei docenti e del personale amministrativo delle scuole di ogni ordine e grado, compreso quello dell’Università. Nella giornata odierna, secondo lo step programmato, le dosi da somministrare ai docenti erano 1.000: 600 all’Aquila, 300 ad Avezzano e 100 a Pratola peligna. L’attività vaccinale, dopo la pausa di domani, riprenderà lunedì prossimo nei confronti di tutti i soggetti che hanno dato il proprio assenso (la cosiddetta manifestazione d’interesse) sulla piattaforma informatica della Regione.

La task force allestita in provincia dalla Asl, che a breve sarà ampliata con l’attivazione di un altro centro vaccinale a Castel di Sangro, attualmente vede in campo gli ambulatori dell’ospedale di L’Aquila (8 linee, vale a dire postazioni), di Avezzano (palestra dello stadio Dei Pini, 5 postazioni) e di Pratola Peligna (palazzina ex giudice di pace, 2 postazioni). Un apparato che lavora a ritmo serrato, con grande impiego di mezzi e personale, e che vede impegnati oltre 70 operatori, tra medici, infermieri e operatori socio sanitari.

All’Aquila le operazioni di vaccinazione sono coordinate dalle dalla dr.ssa Maria Chiara Pasanisi, ad Avezzano dalla dr.ssa Daniela Franchi e a Pratola dal dr. Luigi Scancella. Una macchina logistico-organizzativa che lavora sotto la supervisione del direttore del dipartimento di prevenzione, Domenico Pompei e di Enrico Giansante, direttore del servizio di sanità pubblica, in stretta sinergia con Contact center, diretto da Marco Martinicchia, in cui operano 18 persone. Dopo la giornata odierna, riservata ai docenti e amministrativi delle scuole, l’attività proseguirà a oltranza nelle prossime settimane, fino a vaccinare, gradualmente, tutti coloro, operatori sanitari, ospiti della Rsa, forze dell’ordine, over 80 e insegnanti, che si sono prenotati nella piattaforma della regione. In caso di assenza si procederà alla sostituzione con altre persone e quindi a rimpiazzi.

 

Commenti da Facebook
RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: