IERI IN ABRUZZO 184 CASI, ALTRI 65 IN PROVINCIA DELL'AQUILA, 4 CLASSI IN QUARANTENA ALLA SCUOLA MAZZINI DEL CAPOLUOGO, A MONTESILVANO RIATTIVATA CONSEGNA A DOMICILIO SPESA E FARMACI, MARSILIO, "PER ORA NON NECESSARIE RESTRIZIONI PIU' RIGIDE"; 14 POSITIVI A NERETO, SINDACO ANNUNCIA STRETTA SU ASSEMBRAMENTI

COVID ABRUZZO: SECONDA VITTIMA RSA DON ORIONE; CHIRURGHI CONTAGIATI, CHIUDONO SALE OPERATORIE L’AQUILA

21 Ottobre 2020 09:01

L’AQUILA – La positività di due chirurghi e di alcune infermiere ha indotto i vertici della Asl a chiudere per sette giorni le sale operatorie dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Inizialmente gli spazi operatori erano stati chiusi per due giorni per permettere la sanificazione ma poi, viste le positività, lo stop è stato esteso. Naturalmente sono fatte salve le urgenze.

Nei giorni scorsi casi di contagio si sono verificati anche nei reparti di Ortopedia e Geriatria.

Uscito dall’isolamento il manager Asl, Roberto Testa, che era stato in contatto con un caso positivo nei giorni scorsi e che fortunatamente non è stato colpito dal Covid-19.

L’Aquila e provincia in questi giorni continuano ad essere le più colpite dalla seconda ondata di Coronavirus, con il numero dei contagiati arrivato a circa 600 in soli 10 giorni.

Ieri complessivamente sono stati 184 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore.

E si registrano altre due vittime, che fanno salire il conto a 472: una 82enne residente a Tossicia, in provincia di Teramo. Era ricoverata da giorni all’ospedale Mazzini. E una 91enne di Corcumello, Tilde Aratari, 91 anni, positiva al Covid 19, ospite della rsa dell’istituto religioso Don Orione do Avezzano, dove si è generato un focolaio con oltre cento contagi. Nei giorni scorsi era morto Enea Mincarelli, 60 anni, ricoverato da anni nella Rsa con patologie gravi.

Sale così a 25 il bilancio dei decessi avvenuti nella seconda ondata dell’epidemia, dal 14 settembre ad oggi, dopo una tregua andata avanti per quasi due mes

Del totale dei casi positivi, 1.432 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+65 rispetto a ieri), 1.393 in provincia di Chieti (+46), 2232 in provincia di Pescara (+28), 1372 in provincia di Teramo (+39), 48 fuori regione (+1) e 57 (+2) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I nuovi contagiati hanno un’età età compresa tra 1 e 97 anni.

Per l’ennesima giornata consecutiva è L’Aquila il comune abruzzese a far registrare più nuovi casi: sono 28 i contagi accertati nelle ultime ore.

Il picco si era registrato nei giorni scorsi, con 35 casi emersi nel giro di 24 ore.

Subito dopo L’Aquila c’è Pescara, con 12 contagi recenti.

Tra le località con più nuovi casi vi sono poi Teramo e Atessa (7), Celano e Torrevecchia Teatina (6), Chieti, Ortona e Vasto (5).

Già da ieri la provincia dell’Aquila – territorio rimasto sempre in ultima posizione e con numeri bassissimi nella fase primaverile dell’emergenza – è al secondo posto in Abruzzo.

Ieri  casi dall’inizio dell’epidemia sono saliti a 1.432.

Per comprendere quanto il virus stia circolando rapidamente nell’Aquilano basta analizzare i dati di due mesi fa: a metà agosto i casi complessivi erano meno di 300. Prima dell’Aquila c’è Pescara, con 2.232 casi, mentre subito dopo ci sono Chieti (1.393) e Teramo (1.372).

Ad Avezzano dopo la segnalazione di uno studente positivo al Liceo scientifico Pollione è stata messa in quarantena un’intera classe. A Capistrello quattro cittadini sono risultati positivi al Covid-19 e un’intera classe della scuola media in quarantena.

Scatta la quarantena per 4 classi all’Istituto comprensivo Mazzini dell’Aquila, dopo che cinque alunni e un docente sono risultati positivi ma, nel frattempo, non viene attivata la didattica a distanza e le famiglie dei ragazzi in isolamento attendono ancora i tamponi

Sono attesi per oggi i risultati di 54 tamponi ad Isola del Gran Sasso che al momento ha 28 positivi sul territorio.

A Montesilvano salgono a 67 positivi al Covid19, di cui uno ricoverato. Il sindaco Ottavio De Martinis, ha riattivato il servizio di consegna a domicilio della spesa e dei farmaci grazie alla collaborazione dei volontari della protezione civile e della croce rossa.

A seguito dei comportamenti tenuti da gruppi di adolescenti in alcune zone del centro storico, annuncia una possibile stretta sugli assembramenti per scongiurare aumenti di contagio da Covid-19, il sindaco di Nereto (Teramo), Daniele Laurenzi.

“Mi vengono riferiti di assembramenti da parte di gruppi di ragazzi nelle zone del centro storico. Atteggiamenti ingiustificabili con questa emergenza sanitaria, come da Dpcm non escludo provvedimenti restrittivi in queste zone”, dice

Comune di circa 5mila abitanti, Nereto conta ad oggi 14 casi positivi al virus sars-cov-2, a fronte di 15 casi positivi registrati al 10 ottobre scorso di cui uno ricoverato; mentre da questa mattina due classi, che erano in isolamento domiciliare fiduciario, hanno ripreso regolarmente le lezioni in presenza.

IL BOLLETTINO

Sono complessivamente 6.353 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza.

Rispetto a ieri si registrano 184 nuovi casi, di età compresa tra 1 e 97 anni. Il totale risulta inferiore di 3 unità, in quanto sono stati sottratti 3 casi positivi comunicati nei giorni scorsi e risultati duplicati o in carico ad altra Regione.

Del totale dei casi positivi, 1.432 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+65 rispetto a ieri), 1.393 in provincia di Chieti (+46), 2232 in provincia di Pescara (+28), 1372 in provincia di Teramo (+39), 48 fuori regione (+1) e 57 (+2) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Dei nuovi casi, 61 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 31, di cui 7 in provincia dell’Aquila, 3 in provincia di Pescara, 13 in provincia di Chieti e 8 in provincia di Teramo.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 1 nuovo caso e sale a 495 (si tratta di una 82enne della provincia di Teramo).

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3.194 dimessi/guariti (+4 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono .2845 (+176 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 250.042 test (+3.105 rispetto a ieri).




210 pazienti (+13 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 15 (+2 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 2.620 (+161 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.

MARSILIO, “PER ORA NON NECESSARIE RESTRIZIONI PIU’ RIGIDE”

“Alla luce degli ultimi dati, in Abruzzo al momento sono sufficienti le misure previste dall’ultimo Dpcm e non sono necessarie restrizioni più rigide. Ovviamente stiamo costantemente monitorando l’evolversi della situazione”.

Lo dice all’Ansa il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

Insieme all’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, Marsilio in una nota poi sottolinea che “pur comprendendo i timori di alcuni amministratori locali, è bene chiarire definitivamente che il Covid Hospital di Pescara è già a disposizione di tutta la regione e accetta richieste di ricovero provenienti da qualsiasi Asl abruzzese, a patto naturalmente che si tratti di richieste appropriate e rispettose dei protocolli sanitari”.

“Sono in corso interlocuzioni tra le varie Asl – continuano – per assicurare l’adeguata dotazione di personale, per la quale tutte le aziende dovranno garantire il proprio impegno. Ricordo, infatti, che il Covid hospital di Pescara è una struttura modulare, che entra in funzione a seconda dell’andamento dei ricoveri legati alla pandemia. Un modello flessibile e adattabile alle diverse necessità che dovessero presentarsi a causa dell’evolversi dell’emergenza”.

ALBANI, “PRESSIONE SU OSPEDALI INIZIA A SENTIRSI MA NON C’E’ SITUAZIONE DI EMERGENZA”

“Non c’è ancora una situazione di emergenza, ma inizia ad esserci una certa pressione negli ospedali. Non si tratta di una pressione estrema, ma comincia a farsi sentire”.

Lo afferma il referente per le emergenze della Regione Abruzzo, Alberto Albani, membro della task force regionale per l’emergenza coronavirus, a proposito della situazione negli ospedali abruzzesi.

In Abruzzo i pazienti Covid-19 ricoverati sono al momento 225: il dato è triplicato nel giro di due settimane.

A soffrire di più, in questa fase dell’epidemia, sono soprattutto gli ospedali delle aree interne e, in particolare, quelli dell’Aquila e di Avezzano, territori che fanno registrare una brusca impennata di contagi.

Albani ricorda comunque che il Covid Hospital di Pescara, struttura inaugurata ad aprile e a disposizione di tutta la regione, conta circa 180 posti letto.

“In questi giorni stiamo lavorando per studiare la dislocazione dei pazienti negli ospedali presenti sul territorio, sfruttando il Covid Hospital di Pescara – sottolinea l’esperto – e siamo costantemente impegnati per reperire quanto più personale possibile”.

Albani, per quanto riguarda i dati abruzzesi sui nuovi casi, parla di una situazione “sicuramente in peggioramento, ma la crescita – conclude – non è esponenziale, bensì lineare”.

COVID L’AQUILA: 4 CLASSI IN QUARANTENA ALLA MAZZINI, “CAOS TAMPONI E DIDATTICA A DISTANZA MAI PARTITA”

Non so se possa essere definito ‘focolaio’ ma la situazione è molto delicata, ci siamo rivolti anche ai carabinieri per sollecitare azioni rapide ma non ci sono state fornite soluzioni. Qui non si tratta di panico ma qualcuno deve spiegarci come dovremmo comportarci”.

Cinque alunni e un docente positivo, scatta la quarantena per 4 classi all’Istituto comprensivo Mazzini dell’Aquila ma, nel frattempo, non viene attivata la didattica a distanza e le famiglie dei ragazzi in isolamento attendono ancora i tamponi: è l’ennesima testimonianza del caos generato dalla seconda ondata di Coronavirus che ha travolto la provincia dell’Aquila, con il capoluogo tra le città più colpite, dove da giorni si registrano disagi a causa delle interminabili attese per effettuare i tamponi o anche solo per mettersi in contatto con la Asl.

A raccontare la situazione ad AbruzzoWeb è la mamma di uno studente: “Siamo stati contattati venerdì scorso alle 18 e ci è stata comunicata la positività di un compagno di classe di mio figlio, da quel momento ci siamo chiusi in casa, in attesa di avere delucidazioni da parte della scuola o della Asl. Siamo stati noi stessi a provare a contattarli per i tamponi ma non siamo riusciti a parlare con nessuno”.

Circa 80 i ragazzi in isolamento oltre a una quindicina di professori, un’ulteriore difficoltà per gli altri alunni dell’Istituto che proprio per questo, al momento, non possono svolgere lezione regolarmente: “Ho un altro figlio che frequenta la stessa scuola, la sua classe non è in quarantena ma come altre mamme ho deciso di farlo restare a casa, anche perché non ci sono insegnanti e al massimo si ritroverebbero a guardare un film”.

C’è poi lo scoglio della didattica a distanza: “Non è mai partita, abbiamo inoltrato decine di segnalazioni e dopo giorni di attese sono arrivate le credenziali di accesso, ad oggi comunque le lezioni non sono mai partite”.

Vengono poi sollevati dubbi sulla delicata questione dei tracciamenti: “Non siamo ancora riusciti ad accertare se gli altri ragazzi siano stati contagiati dai positivi. Per i tamponi non sappiamo quanto ancora dovremo aspettare e nel frattempo i genitori, che non sono contatti diretti, continuano lavorare, giustamente. Ma se qualcuno risultasse positivo? Come facciamo ad uscire da questo incubo senza soluzioni rapide?”.

“Per quanto mi riguarda so bene che il problema non è la scuola, sono convinta che sia un luogo sicuro ed è giusto che i ragazzi tornino in classe. Il problema è quello che avviene fuori, il contagio può avvenire in qualunque momento, non serve demonizzare la scuola. Serve però garantire interventi tempestivi ed efficaci quando si verificano situazioni del genere, occorre che le famiglie siano seguite prima che diventino nuovi vettori e bisogna che si attivi subito la didattica a distanza perché i nostri figli hanno già perso giorni importanti di scuola”.

14 CASI A NERETO, SINDACO ANNUNCIA STRETTA SU ASSEMBRAMENTI: TORNANO A SCUOLA CLASSI IN ISOLAMENTO

“Mi vengono riferiti di assembramenti da parte di gruppi di ragazzi nelle zone del centro storico. Atteggiamenti ingiustificabili con questa emergenza sanitaria, come da Dpcm non escludo provvedimenti restrittivi in queste zone”.

Il disappunto di Daniele Laurenzi, sindaco di Nereto (Teramo), sui comportamenti tenuti da gruppi di adolescenti in alcune zone del centro storico, convoglia sull’applicazione del Dpcm del 19 ottobre scorso, annunciando una possibile stretta sugli assembramenti, per scongiurare aumenti di contagio da Covid-19.

Un comune di circa 5mila abitanti, in provincia di Teramo, Nereto conta ad oggi 14 casi positivi al virus sars-cov-2, a fronte di 15 casi positivi registrati al 10 ottobre scorso di cui uno ricoverato; mentre da questa mattina due classi, che erano in isolamento domiciliare fiduciario, hanno ripreso regolarmente le lezioni in presenza.

“Mi vengono riferiti dei comportamenti irresponsabili, assembramenti notturni con tanto di schiamazzi da parte di gruppi di ragazzi, in determinate zone del centro storico. Questi atteggiamenti che si registravano già in condizioni ordinarie con l’emergenza sanitaria non sono più giustificabili, di conseguenza non escludo di concordare con la Prefettura e le forze dell’ordine provvedimenti restrittivi in queste zone come da Dpcm.”

Atteggiamenti irresponsabili che inducono il Sindaco Laurenzi a valutare la chiusura di luoghi della città in cui si formano assembramenti notturni: “Abbiamo il dovere di garantire la salute delle persone più fragili attraverso i nostri singoli comportamenti”.

Una posizione, quella del sindaco di Nereto, in linea con il decreto di Conte che ha, invece, sollevato in questi giorni critiche da parte dei sindaci italiani, tra le quali anche quelle del presidente regionale dell’Anci Abruzzo, Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo, perché scaricherebbe sui primi cittadini la responsabilità di adottare mini-lockdown nelle proprie strade e piazze.

Preoccupa dunque Laurenzi la “situazione in continua evoluzione”, nonostante la buona notizia che questa mattina alunni e docenti sono tornati in aula, terminata la quarantena dopo che lo scorso 10 ottobre era stato comunicata la positività al Covid-19 di due bambini dell’istituto comprensivo di Nereto, uno della primaria ed uno dell’infanzia.

“Ieri il Servizio di Igiene e Sanità pubblica della Asl di Teramo ha comunicato al Dirigente scolastico Laura D’Ambrosio che docenti e alunni delle due classi dell’istituto, posti in isolamento domiciliare fiduciario, potranno riprendere regolarmente l’attività scolastica a partire da questa mattina” conferma il primo cittadino Laurenzi.

La struttura è stata subito sanificata all’indomani dei risultati della Asl di Teramo “di concerto con la Dirigente Scolastica e gli Uffici Comunali ho disposto l’immediata sanificazione straordinaria non solo delle classi coinvolte ma per maggiore precauzione di tutti i volumi scolastici potenzialmente esposti” come si legge in una nota del sindaco.

Infine, sul report dei contagi, questa settimana il comune teramano registra 14 casi positivi “i dati sui positivi e guariti che mi è stato trasmesso dal SIESP sulla situazione nel nostro Comune, al momento, è di 14 persone positive in isolamento domiciliare. Ho notizie di altre persone che si sono sottoposte a tampone presso laboratori privati e che dovranno seguire le indicazioni del proprio medico di famiglia e della Asl” comunica il sindaco Laurenzi.

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