COVID ABRUZZO: TRE COMUNI IN ZONA ROSSA, DA LUNEDI’ DAD IN SCUOLE SUPERIORI REGIONE

IMPENNATA CONTAGI E RISCHIO VARIANTE INGLESE DEL VIRUS: PRESIDENTE MARSILIO FIRMA ORDINANZA, LOCKDOWN A TOCCO DA CASAURIA, ATESSA E E SAN GIOVANNI TEATINO, SOTTO OSSERVAZIONE CHIETI E FRANCAVILLA AL MARE, STOP ASSEMBRAMENTI IN SPAZIO PUBBLICO E PRIVATO, CONTINGENTAMENTO INGRESSI IN LOCALI COMMERCIALI SU TUTTO TERRITORIO REGIONALE

5 Febbraio 2021 19:40

Regione - Abruzzo

PESCARA  – ll presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a seguito della riunione del Comitato Tecnico Scientifico regionale, ha firmato un’ordinanza, la numero 3 per porre in zona rossa, tra le altre misure, i comuni di Atessa, San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti e Tocco da Casauria, in provincia di Pescara. L’ordinanza, la numero 3 del 2021, sarà operativa a partire dalla mezzanotte di oggi.

Disposta anche “l’attivazione della didattica a distanza per 14 giorni”, con decorrenza da lunedì 8 febbraio nelle scuole secondarie di secondo grado, su tutto il territorio regionale”

Non solo, Marsilio ha disposto “la sottoposizione a stretto monitoraggio dei comuni di Chieti e Francavilla al Mare, dando mandato alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti di notiziare tempestivamente il Dipartimento Sanità sugli esiti di detto monitoraggio, qualora i parametri suindicati suggeriscano l’adozione di misure restrittive a livello comunale”.

Su tutto il territorio regionale, nonostante il regime di zona gialla scatta “il divieto di aggregazione nelle piazze e nei centri storici , su tutto il territorio regionale”, da domani sino a diverso provvedimento.

E ancora, disposto “il rigoroso rispetto delle distanze sia all’interno delle strutture pubbliche che in quelle private, con implementazione delle attività di controllo correlate”, “il contingentamento degli ingressi in tutti i locali commerciali , su tutto il territorio regionale”.

La stretta sui tre comuni in zona rossa e nei due “sotto stretta osservazione” è motivata dai numeri dei positivi, e dall’indice di contagi ben superiori alla media.

Nel Comune di Tocco da Casauria, si premette nell’ordinanza,  sono 64 i casi attivi su una popolazione di 2.483 abitanti, con prevalenza pari a 2, 57%. Nel Comune di San Giovanni Teatino i casi sono 179 su una popolazione di 13.943 abitanti, con una prevalenza pari ad 1,28% Rt. Nel Comune di Atessa i positivi sono 127 su una popolazione di 10.567 abitanti, con prevalenza pari a 1,20% Rt.

E ancora nel Comune di Chieti “il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica aziendale ha attestato la sussistenza di 305 casi attivi su una popolazione di 50.287 abitanti, con prevalenza pari a 0,60% Rt”. mentre nel Comune di Francavilla al Mare i casi sono 243 attivi su una popolazione di 25.109 con prevalenza pari allo 0,97% Rt”.

Per quanto riguarda i comuni in zona rossa: “sono consentiti l’ingresso e l’uscita ai e dai Comuni di Tocco da Casauria, Atessa e San Giovanni Teatino al personale sanitario e quello deputato ai servizi alla persona, ai volontari e funzionari della Protezione civile nazionale e regionale, al personale delle forze di polizia, del corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché delle forze armate, nell’esercizio delle proprie funzioni”.

Sono poi consentiti “l’ingresso e l’uscita ai e dai Comuni di Tocco da Casauria, Atessa e San Giovanni Teatino in presenza di condizioni di comprovate ragioni di salute (ricovero ospedaliero, stato di gravidanza, patologie che necessitano di visite o cure indifferibili) debitamente certificate”,  “sono consentiti l’ingresso e il transito per e nei Comuni di Tocco da Casauria, Atessa e San Giovanni Teatino al personale impegnato nel trasporto finalizzato al rifornimento e al funzionamento di servizi essenziali, previa esibizione da parte di quest’ultimo di idonea documentazione relativa alla merce trasportata e alla destinazione della stessa”; “in tutti gli altri eventuali casi non contemplati nelle lettere precedenti, l’ingresso ai Comuni di cui al punto 1 è possibile esclusivamente a fronte di apposita autorizzazione rilasciata dal Sindaco”; “nei casi non contemplati nelle lettere precedenti, l’uscita dai comuni  è possibile esclusivamente previa apposita autorizzazione rilasciata, sulla base di proprie valutazioni, dal Sindaco a fronte di evidenze rappresentate dagli interessati in ordine all’urgenza e indifferibilità dell’impiego”.

L’ordinanza è effetto dell’impennata di contagi in Abruzzo, e dell’aumento di casi di variante inglese del virus, che ora mette in dubbio il permanere dell’intero Abruzzo in zona gialla.

“Zona arancione? Oggi è stato riunito il comitato tecnico e valuteremo in base agli indici e a quelli che sono i dati. Non parlerei però di zona rossa o arancione, ma di misure da mettere in atto in alcune zone particolarmente colpite”,  aveva annunciato a Pescara, poco prima della firma di Marsilio che ha decretato le tre zone rosse, l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì.

In base esito dell’analisi della cabina di regia del ministero della Salute-Iss, che monitora settimanalmente i dati sul Coronavirus, riferito al periodo 25-31 gennaio, emergerebbe come prima modifica, rispetto alla mappa dei “colori” delle Regioni della scorsa settimana, la promozione della Sardegna dall’arancione al giallo. L’Abruzzo (ora giallo) è però in bilico.

Mentre Puglia, Sicilia e Provincia di Bolzano rimarrebbero arancioni.

A rischio zona arancione anche la Campania (dove le scuole superiori sono a rischio stop) e il Molise. Dovrebbe restare zona gialla anche la Toscana. Verso la conferma anche l’Emilia-Romagna. E sperano di restare gialle anche le Marche.

Quanto all’Umbria, già in arancione, dai dati non è escluso possa passare in zona rossa.

“L’indice Rt in Italia resta invariato a 0.84”, ma “si osserva un lieve generale peggioramento della epidemia, con un aumento nel numero di regioni classificate a rischio alto – 3 regioni – e con la riduzione delle regioni a rischio basso in questa settimana (7 vs 10) in un contesto preoccupante per il riscontro di varianti virali”, spiega la cabina regia.

A lanciare l’allarme oggi anche il direttore generale della Asl chietina, Thomas Schael, “Siamo preoccupati per la situazione dei contagi nella città di Chieti, dove la metà dei positivi presenta mutazioni riconducibili alla variante inglese, altamente contagiosa. E in ospedale non abbiamo più posto. E’ importante, perciò, testare un massiccio numero di persone con lo screening che parte domani”.

In Abruzzo, il primo caso da variante inglese, come ricostruito dagli esperti, risale alla prima metà di dicembre. La variante ha poi circolato rapidamente, soprattutto nella provincia di Chieti.

Nelle ultime ore in Abruzzo, in base al bollettino odierno, si sono registrati 276 nuovi casi. Di questi 141 in provincia di Chieti,  41 in provincia dell’Aquila, 34 in provincia di Pescara e 33 in provincia di Teramo infine 22 per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 10 nuovi casi e sale a 1498 (di età compresa tra 57 e 94 anni, 9 in provincia di Pescara e 1 in provincia dell’Aquila). Del totale odierno 1 caso è riferito a decesso avvenuto nei giorni scorsi e comunicato solo oggi dalla Asl.

Pieno l’hospital di Pescara, dove è in corso il trasferimento di parte dei pazienti, che al momento vengono portati all’ospedale San Salvatore dell’Aquila: “Aumentano gli arrivi di persone con insufficienza respiratoria – spiega il direttore delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti – e questo elemento conferma il peggioramento della situazione”.

“I contagi sono in aumento – ha spiegato Verì – specialmente nella zona costiera e nelle province di Pescara e di Chieti, ma sono oggi già in diminuzione. Per quanto riguarda la situazione nella nostra regione stiamo portando avanti il tracciamento dei focolai e stiamo analizzando i risultati e l’attenzione sulla variante presente nella regione e quindi stiamo verificando le procedure e stiamo mettendo in atto tutte le valutazioni del caso”.

Sul Covid Hospital di Pescara dove si registra un aumento dei ricoverati, l’assessore Verì ha poi aggiunto: “L’ospedale di Pescara è andato in affanno nei giorni precedenti per un numero di ricoveri maggiore di positivi e per un grande afflusso dal pronto soccorso. È in atto la rete emergenziale della nostra regione con i pazienti che hanno trovato ospitalità in altre ASL per cui oggi la situazione è una situazione gestita”.  .

A Chieti, ad aggravare ulteriormente il quadro contribuisce anche la saturazione dei posti letto Covid al “SS. Annunziata” di Chieti e nelle strutture sanitarie diffuse sul territorio, che prefigura la difficoltà di accogliere altri pazienti che dovessero aver bisogno di essere assistiti in ospedale.

Peraltro il 30% dei malati attualmente ricoverati presenta un quadro clinico grave, secondo le valutazioni espresse da Francesco Cipollone, direttore del Dipartimento di Medicina, una condizione che impedisce il trasferimento a un regime a più bassa intensità di cura e il conseguente recupero di posti letto da mettere a disposizione di altri pazienti.

“La conclusione, dunque, è drastica – aggiunge Schael – : se non vengono isolati per tempo e lasciamo i positivi asintomatici liberi di circolare e infettare, i casi aumenteranno, soprattutto per la presenza della variante inglese altamente diffusiva e, a quanto dicono gli ultimi studi, più pericolosa. E i nostri ospedali non potranno far fronte a nuovi e più numerosi ricoveri. Questo è il rischio reale che corriamo e di cui tutti devono essere consapevoli, specie i più giovani, che più di altri sono esposti all’attacco della variante inglese secondo quanto abbiamo rilevato finora con il sequenziamento dei casi positivi. Perciò quella dei test gratuiti con tamponi rapidi in programma questo week end e il prossimo è  un’opportunità da non perdere per i cittadini di Chieti e dei Comuni nei quali si svolgerà lo screening. L’invito è rivolto a tutte le fasce di età, e in special modo a quella compresa tra 18 e 35 anni che più facilmente sfugge ai controlli. Resta poi per tutti l’obbligo di proteggere se stessi e gli altri con mascherina e distanza, un obbligo non rispettato da tutti anche in un momento così critico. Dobbiamo essere consapevoli che il rischio è altissimo, e che può salvarci solo il senso di responsabilità individuale”.

 

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