COVID, ACERBO: “OGGI A BERGAMO CON FAMILIARI VITTIME PER CHIEDERE VERITA’ E GIUSTIZIA”

18 Marzo 2022 15:55

Italia - Cronaca

BERGAMO- “Ringrazio l’associazione familiari vittime del covid ‘Sereni e sempre uniti’ che mi ha invitato stasera a Osio Sotto (Bg) per consegnarmi un riconoscimento per la comune lotta per ottenere verità e giustizia. Nel secondo anno della Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime del Covid-19 ritengo doveroso denunciare che un così alto numero di morti era evitabile e ribadire la richiesta dei familiari di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia in Italia”.

Così, in una nota, Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.

“La classe dirigente del nostro paese – scrive Acerbo – ha teso a assolversi nascondendosi dietro allo scontro con i novax. La mancata attivazione del piano pandemico, peraltro non aggiornato, chiama in causa il ministero della sanità. La partita Atalanta-Valencia poteva essere sospesa. La mancata zona rossa a Nembro e Alzano ha prodotto una strage di stato, con precise responsabilità politiche della giunta regionale del centrodestra della Regione Lombardia e del governo Conte che non hanno voluto inimicarsi Confindustria. La privatizzazione della sanità lombarda ha reso debole e priva del necessario coordinamento la risposta alla pandemia. La mancata adozione di una strategia covid zero ha reso il nostro paese vulnerabile ben oltre l’iniziale emergenza. La politica si è autoassolta e continua su una strada sbagliata, continuando a foraggiare la sanità privata e perdendo l’occasione del PNRR per rilanciare la sanità pubblica”.

“Il muro che la maggioranza che sostiene il governo Draghi ha eretto contro la richiesta di una commissione di inchiesta parlamentare è lo specchio della paura della verità di un classe dirigente, politica e economica, che sta tentando di autoassolversi. Il meschino tentativo di limitare l’attività della commissione d’inchiesta alla sola Cina evidenzia la meschinità di chi ostenta nelle cerimonie lacrime di coccodrillo”, chiosa Acerbo.

 

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