“CONTAGI IN CALO, AIUTA ANCHE BEL TEMPO”. GRIMALDI, “QUARTA DOSE RESTA IMPORTANTE PER FRAGILI”

28 Ottobre 2022 11:13

Regione - Sanità

L’AQUILA – “Noi siamo abituati a misurare la pandemia del covid soprattutto in relazione al sovraccarico delle strutture sanitarie e in questo momento non c’è un particolare emergenza, e per la frenata della trasmissione del virus aiuta anche il bel tempo, del tutto anomalo per novembre,  che riduce gli assembramenti in luoghi chiusi. Ma non c’è ragione di abbassare la guardia, muoiono ancora 3mila persone al mese, e sarebbe importante procedere con le quarte dosi di vaccino da parte dei soggetti a rischio ed anziani over 65”.

L’andamento della pandemia del covid 19 e della campagna vaccinale: questi i temi al centro dell’intervista in diretta streaming ad Alessandro Grimaldi presidente regionale abruzzese dell’Anaao Assomed, il sindacato dei medici, e primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

Intervista che cade a poche ore dalla pubblicazione dell’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, il quale rileva nella settimana 19-25 ottobre 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi e un lieve aumento dei decessi. Calano i casi attualmente positivi e le persone in isolamento domiciliare.  Sostanzialmente stabili i ricoveri con sintomi, in lieve calo le terapie intensive.

Per quanto riguarda i nuovi vaccinati si registra ancora un calo, da 1.411 rispetto ai 1.576 della settimana precedente (-10,5%). Al 26 ottobre sono 6,8 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino.

Il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’84,4%, quello per le quarte dosi, riservate a persone fragili e immunodepresse è del 21,4%.

“Oramai è molto alto il turnover di pazienti che entrano e che per fortuna escono guariti dall’ospedale – conferma Grimaldi -, purtroppo si tratta prevalentemente dei pazienti molto fragili molto anziani. Oramai la gran parte delle persone si cura a casa e io ricevo ogni giorno decine di telefonate di persone che hanno contratto il covid e che che si rivolgono a noi per capire quali farmaci prendere e come comportarsi”.

Ma avvisa, “c’è un sovraccarico e un picco importante in Germania, con un aumento della mortalità, mentre da noi probabilmente aiuta la stagione mite. Non tanto per il caldo in sé, perché abbiamo visto che quest’estate abbiamo avuto picchi importanti, anche con temperature estive, ma più che altro perché il caldo in Italia comporta che si stia meno dentro i locali, e più all’aperto e questo indubbiamente è un vantaggio perché significa evitare assembramenti che favoriscono il contagio”.

Aggiunge Grimaldi: “il virus è meno letale,  ma non dimentichiamo mai che i morti ogni giorno sono dai 60 agli 80, quindi in proiezione ogni mese muoiono circa 3.000 persone ogni mese. Non possiamo abbassare la guardia. Per le persone fragili è importante fare la quarta dose, anche perché gli anticorpi e le difese calano dopo qualche mese è un richiamo può salvare la vita”

L’INTERVISTA 

 

IL MONITORAGGIUO DI GIMBE

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 19-25 ottobre 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (236.023 vs 275.628) e un lieve aumento dei decessi (559 vs 544). Calano i casi attualmente positivi (499.999 vs 543.207) e le persone in isolamento domiciliare (492.661 vs 535.960); sostanzialmente stabili i ricoveri con sintomi (7.106 vs 6.993), in lieve calo le terapie intensive (232 vs 254).

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

•Decessi: 559 (+2,8%), di cui 14 riferiti a periodi precedenti
•Terapia intensiva: -22 (-8,7%)
•Ricoverati con sintomi: +113 (+1,6%)
•Isolamento domiciliare: -43.299 (-8,1%)
•Nuovi casi: 236.023 (-14,4%)
•Casi attualmente positivi: -43.208 (-8%)





Nuovi casi.

Per la seconda settimana consecutiva – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – si registra un calo dei nuovi casi settimanali (-14,4%): da oltre 275 mila della scorsa settimana scendono a quota 236 mila, con una media mobile a 7 giorni di quasi 34 mila casi al giorno» (figura 4). Ad esclusione della Sicilia (+3,3%), il calo dei nuovi casi riguarda tutte le Regioni (dal -3,8% del Lazio al -34,5% della Provincia Autonoma di Bolzano).

In 99 Province si registra una diminuzione dei nuovi casi (dal -0,6% di Palermo al -37,2% di Biella), mentre in 8 Province si rileva un aumento dei casi: dal +1,2% di Cagliari al +38,7% di Trapani.

L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 27 Province: Venezia (680), Rovigo (665), Biella (660), Belluno (656), Padova (650), Treviso (630), Vicenza (614), Bolzano (589), Terni (581), Udine (571), Ferrara (552), Como (551), Gorizia (551), Alessandria (550), Torino (547), Perugia (544), Trento (538), Pordenone (537), Sondrio (536), Varese (528), Reggio nell’Emilia (524), Verona (519), Ravenna (515), Verbano-Cusio-Ossola (511), Pavia (508), Trieste (508) e Piacenza (507).

Nuove varianti

Lo scorso 21 ottobre l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ha pubblicato un report sulla nuova sub-variante Omicron BQ.1, ribattezzata “Cerberus”, segnalando:

Un’aumentata circolazione di questa variante in vari paesi europei: Francia (19%), Belgio (9%), Irlanda (7%), Paesi Bassi (6%) e Italia (5%).

Secondo le previsioni BQ1 e il suo sotto-lignaggio BQ1.1 diventeranno la variante dominante tra metà novembre e inizio dicembre 2022, con verosimile aumento dei casi nelle prossime settimane o mesi.

In base agli studi disponibili BQ.1 ha una rilevante capacità di sfuggire alla risposta immunitaria, indotta sia da vaccinazione che da infezione naturale. Al momento non ci sono evidenze che questa variante sia associata ad una maggiore gravità dell’infezione rispetto ad Omicron BA.4/BA.5.

Reinfezioni

Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-19 ottobre 2022 in Italia sono state registrate oltre 1,28 milioni di reinfezioni, pari al 6,8% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 12-19 ottobre è del 15% (n. 42.575 reinfezioni), in calo rispetto alla settimana precedente (16,4%).

Testing

Si registra una diminuzione del numero dei tamponi totali (-6,3%): da 1.504.956 della settimana 12-18 ottobre a 1.410.261 della settimana 19-25 ottobre. In particolare i tamponi rapidi sono calati del 7% (-88.351) e quelli molecolari del 2,7% (-6.344). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività si riduce dal 12,3% all’11,1% per i tamponi molecolari e dal 19,4% al 17,6% per gli antigenici rapidi.

Ospedalizzazioni 

Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – tornano a scendere le terapie intensive (-8,7%) dopo tre settimane consecutive di aumento, mentre si stabilizzano i ricoveri in area medica (+1,6%)». In termini assoluti, i posti letto COVID occupati in area critica, dopo aver raggiunto il massimo di 254 il 17 ottobre sono scesi a 232 il 25 ottobre; in area medica, dopo aver raggiunto il minimo di 3.293 il 24 settembre, hanno raggiunto quota 7.106 il 25 ottobre. Al 25 ottobre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è dell’11,2% in area medica (dal 5,1% del Molise al 35,8% di Umbria e Valle D’Aosta) e del 2,5% in area critica (dallo 0% di Molise e Valle D’Aosta al 5% dell’Abruzzo). «Tornano a scendere gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 29 ingressi/die rispetto ai 34 della settimana precedente.





Decessi

In ulteriore lieve aumento il numero dei decessi: 559 negli ultimi 7 giorni (di cui 14 riferiti a periodi precedenti), con una media di 80 al giorno rispetto ai 78 della settimana precedente.

Vaccini

Nella settimana 19-25 ottobre calano i nuovi vaccinati: 1.411 rispetto ai 1.576 della settimana precedente (-10,5%).

Al 26 ottobre (aggiornamento ore 06.27) sono 6,8 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui:

5,97 milioni attualmente vaccinabili, pari al 10,4% della platea (dal 7,9% del Lazio al 13,9% della Valle D’Aosta);

0,83 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari all’1,4% della platea (dall’1% della Valle D’Aosta al 2,4% del Friuli Venezia-Giulia).

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 26 ottobre (aggiornamento ore 06.16) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.604.758 dosi: 1.407.900 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.288.257 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,5% con nette differenze regionali: dal 21,1% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,9% della Puglia.

Vaccini: terza dose. Al 26 ottobre (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 40.247.068 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 3.971 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’84,4%: dal 78,4% della Sicilia all’88,3% della Lombardia.

Sono 7,46 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster, di cui:

5,1 milioni possono riceverla subito, pari al 10,7% della platea (dal 7,2% del Piemonte al 18% della Sicilia);

2,36 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 4,9% della platea (dal 2,5% della Valle D’Aosta al 7,3% del Veneto).

Vaccini: quarta dose.

Secondo quanto disposto dalla Circolare del ministero della Salute del 23 settembre 2022, la platea per il secondo richiamo (quarta dose) è di 19,1 milioni di persone: di queste, 13,2 milioni possono riceverlo subito, 1,8 milioni non sono eleggibili nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e 4,1 milioni l’hanno già ricevuto.

Al 26 ottobre (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 4.092.138 quarte dosi, con una media mobile di 35.944 somministrazioni al giorno, in aumento rispetto alle 35.486 della scorsa settimana (+1,3%). In base alla platea ufficiale (n. 19.119.772 di cui 13.060.462 over 60, 3.990.080 fragili e immunocompromessi, 1.748.256 personale sanitario e 320.974 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 17 settembre, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 21,4% con nette differenze regionali: dal 10% della Sicilia al 33% del Piemonte.

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