COVID: APERTURA DEL DRIVE-IN A LANCIANO AI PRIMI DI DICEMBRE

26 Novembre 2020 11:57

LANCIANO – Apre il drive-in nell’area Fiera a Lanciano entro la prima settimana di dicembre e contestualmente sarà sospesa l’attività ad Atessa per consentire l’apertura del cantiere per i lavori al Pronto soccorso.

Questo l’impegno della Direzione Asl, messo nero su bianco in una nota inviata al dirigente del settore Lavori pubblici e per conoscenza al sindaco di Lanciano, nella quale si comunica che l’arrivo dei container resi disponibili dalla Protezione civile è previsto il 1° dicembre alle ore 9 e che lunedì prossimo, 30 novembre, sarà effettuato un sopralluogo congiunto tra tecnici Asl e del Comune per definirne il posizionamento. Nel documento, inoltre, vengono precisati i termini della partecipazione del Comune nella realizzazione delle piccole opere di urbanizzazione necessarie e nell’allestimento della segnaletica.




«Desidero ringraziare i sindaci di Chieti, Ortona e Lanciano per la disponibilità e la collaborazione offerte in occasione dell’allestimento dei drive-in – tiene a sottolineare il direttore generale della Asl, Thomas Schael -. In provincia di Chieti abbiamo quattro postazioni attive che coprono totalmente la richiesta di tamponi espressa dall’utenza. Le statistiche elaborate dal 118 documentano che non c’è un carico eccessivo per una sede o un’altra e che in generale non si registrano sofferenze. La saturazione degli slot disponibili viaggia tra il 21% di Gissi e il 33% di Chieti, con valori intermedi per Ortona e Atessa, che viaggiano rispettivamente al 25% e al 28%. Ogni giorno, comunque, sono eseguiti in media 1.500 tamponi tra domiciliari, drive-in, screening e monitoraggio delle strutture residenziali per anziani».

I numeri, dunque, fotografano la domanda di tamponi e la capacità di risposta della Asl e chiudono la porta all’ipotesi di altre aperture, insostenibili: «La scelta dei siti nei quali attivare i drive-in attiene esclusivamente agli aspetti gestionali delle attività riferite al Covid-19 – chiarisce Schael -. Non rientrano nei livelli essenziali di assistenza, ma rappresentano una risposta organizzativa complessa data in emergenza e messa a disposizione dell’utenza secondo valutazioni epidemiologiche fatte dalla Asl. Il tema va perciò sottratto alla dialettica politica o, peggio, alla tentazione di farne uso per catturare consensi».

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