COVID, ATTESO PARERE SU VACCINI ASTRAZENCA; ABRUZZO TRA REGIONI A RISCHIO BASSO IN BOZZA ISS

11 Giugno 2021 10:36

Italia: Sanità

ROMA – Il vaccino di Astrazeneca è fortemente raccomandato per gli over 60 mentre chi ha meno di sessant’anni e ha già fatto una dose del siero a vettore virale farà la seconda con Pfizer o Moderna.

È questa l’indicazione contenuta nel parere del Comitato tecnico scientifico che rimanda ogni decisione alle autorità competenti.

“I buoni risultati sono l’effetto di una campagna di vaccinazione che sta procedendo molto bene nel nostro Paese e che è lo strumento per chiudere questa stagione. Crediamo fermamente nella scienza che ci ha offerto questi vaccini, e ringrazio gli italiani: siamo quasi a 1 italiano su 2 che ha ricevuto la prima dose ma dobbiamo ancora accelerare”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, alla conferenza stampa di aggiornamento sulla campagna vaccinale.

Anche in Abruzzo, ancora classificata a rischio basso dalla bozza di monitoraggio dell’Iss e dove la campagna procede a ritmi serrati e, ieri, si sono registrati ieri 38 nuovi casi di coronavirus, di età compresa tra 7 e 84 anni.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra un nuovo caso e sale a 2.499, si tratta di un 87enne della provincia di Chieti.

Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 0.8 per cento.

Del totale dei casi positivi, 18.842 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+11 rispetto a ieri), 19.354 in provincia di Chieti (+17), 18.158 in provincia di Pescara (+23), 17315 in provincia di Teramo (+1).

I dati confermano dunque un ulteriore consolidamento della flessione dei contagi, secondo lil rapporto diramato oggi l’Istat, dovuta agli effetti positivi della campagna vaccinale che ha prioritariamente puntato a proteggere la popolazione più fragile. Se da un lato l’eccesso di decessi di marzo 2021, rispetto al dato medio dello stesso mese del periodo 2015-2019, continua ad essere attribuibile per quasi il 90% ai morti di 65 anni e più, d’altro canto rispetto al picco di decessi di marzo 2020 il calo più importante si deve soprattutto alla classe 80+; il crollo dei decessi di questa classe di età rispetto a marzo 2021 spiega il 70% della diminuzione dei decessi totali osservata tra marzo 2021 e marzo 2020; un altro 26% è dovuto alla minore mortalità della classe 65-79 anni.

Quello che non è ancora chiaro se saranno introdotti divieti o vincoli più stringenti sui limiti di età per la somministrazione del vaccino di AstraZeneca, anche perché le scelte del CTS si basano per lo più sulle indicazioni fornite dalle autorità di controllo per i farmaci.

Il vaccino è stato più volte definito sicuro ed efficace dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), anche dopo l’emersione di alcuni rari casi di trombosi, specificando che i minimi rischi comportati dalla vaccinazione siano comunque di gran lunga inferiori a quelli della COVID-19. Il minimo fattore di rischio si era rivelato più alto tra i giovani, e questo aveva indotto le autorità sanitarie italiane a consigliare l’uso del vaccino di AstraZeneca preferibilmente negli anziani, seppure senza imporre rigide limitazioni.

Per ora non ci sono notizie ufficiali, ma il coordinatore del Comitato – il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli – aveva spiegato il 9 giugno che fosse necessaria una nuova «riflessione» sulle soglie di età per l’impiego del vaccino. Il CTS dovrebbe quindi fornire indicazioni più rigide sull’opportunità di riservare le vaccinazioni con AstraZeneca agli over 60, dove i rischi di trombosi sono ulteriormente più bassi rispetto a quelli già minimi riscontrati tra i giovani. Il CTS non potrà invece vietare l’uso del vaccino a prescindere dall’età, considerato che AIFA ed EMA ne hanno autorizzato l’impiego per tutte le persone con almeno 18 anni.

Il cambiamento delle indicazioni potrebbe avere qualche ripercussione sulla somministrazione delle secondi dosi, tra chi ha ricevuto il vaccino di AstraZeneca e ha meno di 60 anni. Sulla base delle esperienze in altri paesi e di alcune ricerche scientifiche, il CTS potrebbe indicare la possibilità di procedere alla somministrazione di una seconda dose con un vaccino diverso da quello impiegato per la prima. Ciò comporterebbe un maggiore impiego di scorte dei vaccini di Pfizer-BioNTech e di Moderna, con qualche potenziale rallentamento soprattutto nelle regioni dove si utilizzano quasi tutte le dosi a disposizione ogni giorno.

In Italia, l’incidenza a 7 giorni per il periodo di riferimento 4-10 giugno (quindi aggiornata a ieri) è intanto di 25 casi di Covid ogni 100 mila abitanti. Il valore e’ uno fra i più importanti indicatori decisionali per le eventuali misure di contenimento.

Continua quindi a scendere la circolazione del virus. La scheda sugli indicatori decisionali contiene anche le percentuali sull’occupazione dei posti letto negli ospedali: i valori si attestano all’8% sia per le aree non critiche che per le terapia intensive (entrambi i dati aggiornati all’8 giugno).

Fermo invece l’Rt nazionale allo stesso valore di 7 giorni fa: 0,68. Sono, secondo quanto si apprende, i dati contenuti nella bozza di monitoraggio Iss-Ministero della Salute, ora all’esame della cabina di regia, che saranno presentati oggi.

Tutte le Regioni e le province autonome sono classificate a rischio basso tranne una, la Sardegna, a rischio moderato. E’ quando emerge dai dati contenuti nella bozza di monitoraggio settimanale sull’andamento dei casi di Covid, ora all’esame della cabina di regia.

Sempre meno ricoveri Covid, tutte le regioni sotto la soglia – Questa settimana, nessuna Regione e provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica per i malati di Covid. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 8%, sotto la soglia critica, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 1.033 (31/05/2021) a 688 (08/06/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente (8%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 6.482 (31/05/2021) a 4.685 (08/06/2021). I dati sono contenuti nella bozza di monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute.

Verso la zona bianca da lunedì per altre 5 regioni e PA Trento – Da lunedi’ prossimo 29 milioni di italiani dovrebbero essere in zona bianca. Secondo quanto si apprende infatti i dati del monitoraggio confermerebbero il passaggio nella zona a meno restrizioni per l’Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte, Provincia autonoma di Trento e Puglia. Queste si aggiungerebbero così a quelle gia’ in questa fascia: Abruzzo, Liguria, Umbria, Veneto, Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna.

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