COVID, AUMENTANO CASI MA E’ BOOM TAMPONI:
“OBIETTIVO 90 PER CENTO VACCINATI PER PIENA RIPRESA”

21 Ottobre 2021 20:04

Mondo: Sanità

ROMA – Anche se lievemente, tornano ad aumentare i Contagi da Covid e il calo – che prosegue da ormai sette settimane – rallenta (-1,9%) di fronte al boom di tamponi in questi giorni: sono quasi il 50% in più.

Cresce anche il numero di certificazioni di malattia presentati dai lavoratori nei primi giorni di obbligo del  lasciapassare. Gli ultimi dati sono quelli della Toscana, dove – in linea con le cifre nazionali, l’incremento percentuale è stato più marcato venerdì 15 ottobre (+21,2%, con 5.717
certificazioni), tendendo poi a ridursi lunedì 18 ottobre e martedì 19 ottobre.

Secondo l’Inps, il maggior numero di certificazioni si è avuto nel settore privato, ma l’incremento percentuale più marcato si è avuto nel settore pubblico.

Ma la spinta alle immunizzazioni, seppure fisiologicamente rallentata, prosegue facendo calare il numero degli scettici: in sette giorni sono state vaccinate 407.404 nuove persone, pari al +4,7%.

Con oltre dieci milioni di dosi nei magazzini dei centri delle regioni, il Governo punta ora a dare lo sprint anche alle terze dosi: dal 16 settembre – data dell’inizio delle inoculazioni del booster a specifiche categorie – ne sono state somministrate solo 700.623, con un tasso di copertura del 9,3% rispetto a una quota di 7,6 milioni di persone di vaccinabili previsti dalla circolare ministeriale del 27 settembre scorso,
ovvero immunocompromessi, over 80, ospiti e personale delle Rsa, operatori sanitari over 60 o vulnerabili.

Notevoli, inoltre, sono le differenze regionali: si passa dal 28,1% del Molise all’1,2% della Valle D’Aosta.

Dopo la circolare inviata alle Regioni dal Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo, che sottolineava l’opportunità di un ricorso sempre più sistematico a medicina del territorio e farmacie”, l’iniezione della terza dose potrebbe essere seguita dalla somministrazione del siero anti influenzale, che ora grazie ad un accordo potrà essere somministrato in farmacia grazie alla sigla di un protocollo.

In generale, i numeri dell’ultimo bollettino registrano rispetto ai precedenti una solo significativo cambiamento: le persone attualmente positive al Covid tornano a salire dopo circa 3 settimane, registrando l’aumento di 82 unità nelle ultime 24 ore. Sono invece 3.794 i nuovi Contagi e 36 le vittime mentre il tasso di positività resta basso allo 0,6% (su 574.671 tamponi effettuati). Stabili terapie intensive (356 in tutto) e ricoveri ordinari (2.439).

I numeri riflettono sostanzialmente la mappa aggiornata sull’incidenza del Covid in Europa, curata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, dove anche l’Emilia-Romagna, il Lazio, la Valle d’Aosta e la Basilicata si aggiungono alle regioni italiane che passano in verde.

In tutto sono 12 le regioni italiane “verdi” a basso rischio contagio, oltre alla provincia autonoma di Trento. Rispetto alla scorsa settimana, passa invece da verde a giallo il Friuli, raggiungendo nella fascia di rischio moderato (tra 75 e 200 casi ogni 100mila abitanti) la provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Toscana, Marche, Campania, Calabria e Sicilia.

“I numeri indicano che per l’Italia il lungo tunnel della pandemia di Covid sembrerebbe essere alla fine, ma per una ripresa totale manca un ultimo sforzo: raggiungere la soglia del 90% di vaccinati e puntare sul green pass come strumento di messa in sicurezza”.

Sono chiare le parole del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, mentre il titolare della Sanità Roberto Speranza invita ancora alla prudenza e alla strada della “gradualità”.

E la cautela è infatti d’obbligo poiché, a fronte di una curva in discesa nel nostro Paese, inizia a farsi strada una nuova variante del virus SarsCoV2, la Delta plus (AY.4.2), finita sotto la lente degli esperti e già rilevata in Usa, Gb, Israele e in pochissimi casi anche in Italia.

“Se oggi nel nostro Paese le attività commerciali sono aperte e gli ospedali non sono al collasso, se i numeri dei contagi e delle vittime da Covid sono diminuiti è solo grazie al vaccino e al green pass, che stanno portando il Paese fuori dal tunnel. Il nostro obiettivo è la piena ripresa, e per questo dobbiamo puntare adesso al 90% dei vaccinati e sfruttare il green pass come chiave per rimanere aperti in sicurezza”, è il monito di Di Maio secondo il quale “dire no al vaccino significa dire no alla vita e dire no al green pass equivale a voler bloccare la
ripresa economica”.

Da parte sua, partecipando in videoconferenza al G7 dei ministri della Salute, Speranza ha invitato a mantenere un approccio graduale in questa fase di convivenza con il Covid, perchè se il vaccino è la chiave per uscire dalla pandemia, è importante anche continuare ad investire sui comportamenti corretti e su un approccio graduale nel rilascio delle misure.

È infatti sotto monitoraggio ed impone una certa cautela la nuova variante Delta plus, anche se finora ne sono stati rilevati pochi casi a livello globale. È ancora allo studio e potrebbe essere caratterizzata da un potenziale, piccolo aumento di trasmissibilità rispetto alla Delta ma gli esperti invitano alla calma.

È da valutare, spiega Sergio Abrignani, immunologo all’Università di Milano e componente del Comitato tecnico scientifico, se a parità sostanziale di trasmissibilità la Delta Plus sfugga di più al sistema immunitario e quindi anche ai vaccini, “ma non ci sembra sia questo il caso”.

Sempre riguardo ai vaccini anti-Covid, una nuova prova della loro efficacia contro la Delta – dominante nel mondo – arriva da uno studio sul
New England Journal of Medicine e basato sull’esame dei dati relativi a 5,4 milioni di persone in Gran Bretagna. Lo studio ha evidenziato che i vaccini sono efficaci al 90% nel prevenire la morte in caso di infezione da questa variante.

Altra arma contro il virus sono inoltre gli anticorpi monoclonali ed il timore è che le varianti del virus possano diminuirne l’efficacia. Un passo avanti è stato però fatto grazie ad un gruppo di ricercatori dell’Università di Trieste, che ha messo a punto un sistema di algoritmi che permette di individuare e prevedere quali sono le mutazioni che possono ridurre l’azione di questi farmaci nei malati di Covid-19.

Intanto, l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha reso noto che l’avvio dell’analisi sulla pillola antivirale contro il Covid prodotta dalla casa farmaceutica Merck è attesa per la prossima settimana. Se autorizzato, il molnupiravir potrebbe essere il primo farmaco antivirale orale per il trattamento della malattia.

Una conclusione dell’Ema sulla terza dose di richiamo del vaccino anti-Covid di Moderna (Spikevax) è inoltre attesa per il 25 ottobre e sempre l’Agenzia fa sapere che ci sono risultati promettenti sulle vaccinazioni cosiddette eterologhe da studi che confermano una risposta immunitaria più forte quando il vaccino che viene somministrato come seconda o terza dose è diverso da quello ricevuto inizialmente.

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