COVID, AUMENTANO CONTAGI: NUOVO PIANO DELLA ASL DI TERAMO CON RIORGANIZZAZIONE REPARTI

15 Novembre 2021 15:33

Teramo: Sanità

TERAMO – Riapertura della Rianimazione Covid al terzo lotto dell’ospedale Mazzini di Teramo, con 6 posti letto; della Pneumologia Covid, con 12 posti letto di subintensiva; chiusa l’osservazione breve al pronto soccorso ed attivata un’ulteriore “zona sospetti”.

Con l’aumento dei contagi Covid, la Asl di Teramo corre ai ripari riorganizzando i reparti: si è tenuta oggi l’unità di crisi, convocata per gestire questa nuova fase della pandemia. “È evidente un rialzo del numero dei contagi in provincia: l’ultimo dato parla di un 8% dei casi di positività sul totale dei tamponi effettuati”, si legge in una nota della Asl.

“L’incremento notevole dei positivi sul territorio ovviamente trova corrispondenza nel numero dei ricoveri – ha esordito il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia – è venuto il momento dunque di una nuova organizzazione della macchina sanitaria”.

Visto l’aumento di pazienti positivi che necessitano di trattamenti in terapia intensiva,  è stata disposta la riapertura della Rianimazione Covid al terzo lotto del Mazzini con 6 posti letto. Attualmente al Mazzini sono cinque i ricoverati positivi che necessitano di terapia intensiva, e uno è stato trasferito a Pescara. Contemporaneamente è stata disposta la  riapertura anche della Pneumologia Covid, con 12 posti letto di subintensiva. Al  Pronto soccorso è stata chiusa l’osservazione breve (Obi) ed è stata attivata una ulteriore “zona sospetti” che accoglie tutti coloro che hanno sintomi che possono essere riconducibili al coronavirus.

“In questo momento con la direzione sanitaria – ha aggiunto il direttore generale – abbiamo predisposto un piano che non prevede la riduzione delle sedute operatorie, comprese quelle aggiuntive per abbattere le liste di attesa”.

La Asl si è dotata di un piano con cinque scenari, a seconda del livello di trasmissione del virus in provincia e della pressione sulle strutture ospedaliere. Solo nell’ultimo scenario è prevista l’attivazione di posti letto negli ospedali periferici che per il momento, dunque, non vengono coinvolti nella gestione della pandemia.

 

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