I DUE CASI AGLI ANTIPODI FINISCONO SUI GRANDI NETWORK D’INFORMAZIONE. GILETTI CRITICO SULLE TERAPIE INTENSIVE: “UN FALLIMENTO”, PORRO, "COVID HOSPITAL PESCARA MODELLO DI EFFICIENZA"

COVID, AVEZZANO-PESCARA: DISASTRO VS GIOIELLO IN TV. MARSILIO: “PERCORSO SBAGLIATO”

19 Novembre 2020 08:52

L’AQUILA – Il “caso” Abruzzo, con la Regione che ha deliberato, con ordinanza del governatore Marco Marsilio, il passaggio dalla fascia arancione a quella rossa, tornando in un regime di semi lockdown per contenere il contagio da coronavirus, è finito sotto i riflettori dei network nazionali. Non solo perché lo stesso presidente è stato molto presente nelle ultime settimane – attirandosi le critiche dell’opposizione – sui mezzi di informazione nazionali, ma anche perché si sono occupati della situazione, tra gli altri, anche Non è l’Arena di Massimo Giletti, su La7, e Nicola Porro con Quarta Repubblica. Da due punti di vista differenti.

Giletti ha presentato una mappa del potenziamento delle terapie intensive, secondo quanto previsto dal Decreto Rilancio. Una grafica in cui l’Abruzzo è stato “bollato” in rosso tra le Regioni che hanno rafforzato meno i reparti insieme a Piemonte, Lombardia, Umbria, Marche, Puglia, Campania e Calabria. Giletti ha parlato senza mezzi termini di “fallimento”, citando il miliardo di euro stanziato “sulla carta”.

Nella trasmissione di Porro, invece, è andato in onda un reportage che ha messo a confronto il Covid Hospital di Pescara, descritto, anche dal responsabile del reparto di Malattie infettive, Giustino Parruti, come un modello di efficienza, e la situazione drammatica di Avezzano, con immagini di pazienti costretti ad aspettare il ricovero all’interno dell’ambulanza. Un quadro difficile, quest’ultimo, confermato anche dal responsabile tecnico dell’Asl aquilana, Mauro Tursini, intervistato dall’inviato di Mediaset.

Realizzato a tempo di record, in occasione della prima ondata, il covid hospital di Pescara è stato inaugurato nel mese di luglio in seguito al finanziamento di circa 10 milioni di euro, di cui tre dalla banca d’Italia e sette dal commissario Arcuri, tra le polemiche divampate dagli altri territori abruzzesi rimasti senza strutture e analoghi finanziamenti.




Nelle scorse settimane la struttura è tornata al centro delle critiche quando, pur potendo arrivare a un massimo di circa 180 posti letto da allestire in base all’evoluzione dell’emergenza sanitaria, sarebbe stato negato l’accesso al suo interno a pazienti provenienti dalle Asl di L’Aquila e Teramo, alle prese da circa un mese e mezzo con una impennata di contagi che ha messo a rischio il sistema sanitario.

Nel corso dello stesso servizio televisivo Marco Marsilio  ha però incalzato sulla differenza evidente tra le due situazioni: “Ci sono state due fasi. Nella primissima fase abbiamo avuto poteri speciali e sono arrivati i finanziamenti. In sette giorni siamo riusciti a consegnare cantieri. Da maggio, poi, con il Dl Rilancio, la palla è passata al commissario Arcuri che ha concluso i suoi approfondimenti soltanto a fine settembre. Solo il 30 settembre noi governatori abbiamo potuto richiedere la delega che è arrivata solo l’8 ottobre. E’ evidente che è stato scelto un percorso sbagliato e questa responsabilità qualcuno se la deve assumere”.

 

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