COVID, AVVISO GARANZIA CONSIGLIERE COMUNALE: “STARE ALL’ARIA APERTA NON E’ REATO”

di Azzurra Caldi

12 Aprile 2021 07:57

VASTO – “Mi chiedo quale reato avrei istigato a compiere, quello di restare al mare? Fino a che punto può essere considerato un delitto restare all’aria aperta?”.

Dopo giorni di polemiche sulle presunte violazioni delle norme anti covid sul lungomare di Vasto, Stefano Moretti, consigliere comunale di Monteodorisio (Chieti) torna sulla vicenda che lo ha visto protagonista di un “vivace dibattito” con le forze dell’ordine e che gli è costato un avviso di garanzia di indagato. A Moretti sono stati contestati i reati di vilipendio alla Repubblica e alle sue Istituzioni e di pubblica istigazione a delinquere.

A raccontare ad AbruzzoWeb la sua versione dei fatti, accaduti lo scorso 28 marzo, domenica delle Palme, è lo stesso Moretti: “Ero a passeggio sul lungomare di Vasto con la mia famiglia quando, a un certo punto, ho visto carabinieri, polizia e municipale arrivare in blocco. C’era gente che passeggiava, parlava e mangiava il gelato all’aria aperta. Sono arrivati circa una decina di agenti e hanno cominciato a dire alla gente che doveva tornare a casa, a quel punto non ci ho visto più e ho cominciato a girare un video”.

Lo stesso video che ha fatto il giro del web, nel quale si sente Moretti contestare l’intervento delle forze dell’ordine, e per il quale è stato anche temporaneamente bloccato su Facebook: “Mi hanno segnalato in massa perché in quel momento c’era tanta gente ad assistere alla scena ma molti mi hanno dato ragione. Si è trattato comunque di uno stop di qualche ora, il video è di nuovo in rete”, spiega.

“Non andate via, i Dpcm sono anticostituzionali, è una vergogna”, le parole di Moretti in quegli attimi concitati. E ancora: “Mi spiegate perché non andate a chiedere conto a tutti i magistrati quello che ha segnalato Palamara sul suo libro? A quelli bisogna chiedere conto, non a dei giovani e delle persone che vogliono vivere”.

A distanza di qualche giorno il consigliere osserva: “Vasto, rispetto ad altre città, è anche un po’ in controtendenza perché il sindaco Francesco Menna non ha chiuso parchi, non ha vietato lo stazionamento in luoghi precisi, è rimasto tutto aperto. Non capisco quindi perché le forze dell’ordine abbiano dovuto fare quell’intervento quel giorno. La libertà di movimento è garantita, all’aria aperta poi. Sulla base di cosa volevano obbligare le persone a tornare a casa?”.

Quel giorno non sono state neanche elevate sanzioni e, sottolinea: “Non mi risulta si siano ripetute scene del genere. Sono disposizioni palesemente anti costituzionali, si possono disporre misure solo per un breve periodo e per motivi di urgenza, ma sempre per un tempo limitato, qui abbiamo superato ogni limite”.

Dopo l’acceso confronto Moretti è stato identificato e il giorno dopo ha ricevuto l’avviso di garanzia: “Mi chiedo quale reato ho istigato a compiere, quello di restare a Vasto Marina? Fino a che punto può essere considerato un delitto restare all’aria aperta? Adesso vediamo se hanno il barbaro coraggio di mettermi sotto processo, voglio vedere fino a che punto arrivano”.

Sull’accaduto l’avvocato di Moretti, Giuseppe La Rana, commenta: “Noi crediamo non ci sia nessuna sussistenza dei reati contestati dalla Procura della Repubblica di Vasto, riteniamo che non siano queste le cose su cui concentrarsi. Moretti non ha istigato nessuno a compiere reati, semmai ha consigliato alle persone di non abbandonare il posto, all’aperto tra l’altro. Non è stato altro che un vivace dibattito. Confidiamo nella giustizia e attendiamo gli esiti delle indagini fiduciosi che la Procura possa in qualche modo disporre l’archiviazione del caso”.

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